Categoria: Editoriali

Carattere, coesione, entusiasmo. Il Milan sta tornando

Signore e signori, che derby. Vibrante, spettacolare, intenso. Come accaduto poche volte da qualche anno a questa parte. Sarà lo storico addio di Berlusconi e l’arrivo (pure) al Milan di una nuova e ambiziosa proprietà cinese, ma la prima stracittadina pechinese è un frullato di emozioni e di bel calcio: parte forte il Milan ma segna – e poi raddoppia – l’Inter, prima di una strepitosa rimonta conclusa al 97′. San Siro, stracolmo ed eccitato, ha offerto a un super match: tanti gol ed episodi, un finale al cardiopalma e soprattutto due squadre vere, fiere e vogliose. Ma a godere, ovviamente, sono solo i rossoneri: i cugini sono stati ricacciati indietro e l’Europa è un po’ più vicina.

Eppure Inter-Milan ha rischiato di diventare un incubo. La trionfale chiusura di gara consegna a Montella e ai ragazzi una Pasqua serena, ma il lunch match di oggi poteva restare indigesto: colpa della poca cattiveria sotto porta e di ingenuità difensive pagabili a caro prezzo. Perché nonostante una bella partenza, con piglio e fiducia, Deulofeu e Bacca non concretizzano le occasioni da gol e l’Inter ne approfitta, perforando la “rivedibile” retroguardia rossonera due volte con Candreva e Icardi. La Beneamata però non uccide la partita e il Diavolo risorge: lo rialza Romagnoli, lo sprona Locatelli, lo esalta l’inatteso Zapata oltre il tempo di recupero, consegnando alla storia uno dei derby più incredibili di sempre.

Insomma: il Milan – e in particolare il neo presidente Yonghong Li, oggi allo stadio per la prima volta – torna a casa più che soddisfatto. Per aver ripreso all’ultimo una partita che sembrava persa, per di più in un derby contro l’Inter; per gli interessanti risvolti sulla volata Europa League, perché riacciuffare lo scontro diretto è ossigeno in vista dei prossimi impegni di campionato e per le ambizioni di coppa; perché è un altro carico di entusiasmo e l’ennesima prova che il Milan di Montella è una vera squadra. E se puntellata con intelligenza, può ambire ai vertici. Per ridiventare grandi serviranno tempo e pazienza, ma stiamo tornando.

Fonte: di Nicolò Esposito per “SpazioMilan”

C’è aria di svolta e di ritorno a sognare

Tra gli scetticismi e i rinvii di un closing che sembrava oramai più una leggenda che una realtà, dopo più di un anno è arrivata la conferma: il Milan è stato ceduto ufficialmente ai cinesi. Abbiamo potuto conoscere finalmente il nuovo presidente, il cui nome fino a pochi giorni fa ci era ancora sconosciuto e che proprio oggi nella sua prima conferenza ha concluso con un “Forza Milan” detto, a sorpresa, in italiano. Resta un grande dispiacere per l’addio del nostro Vecchio Presidente, che ha saputo regalarci 31 anni di vittorie che hanno segnato la storia, con ben 29 trofei che nessuno potrà mai dimenticare.

All’indomani del closing però, si diffondono tra i tifosi rossoneri nuovi sogni e speranze che da tempo mancavano, a cominciare dal mercato che, dopo anni di prestiti gratuiti e acquisti dal minor prezzo possibile, sembra voler mirare a ricostruire una grande squadra. Ritornano finalmente i grandi nomi di Fabregas, con cui sembra essere già stato raggiunto l’accordo, di Benzema, e del centravanti del Borussia Aubameyang. Nomi che fino a poco tempo fa sembravano anche solo impossibili da pronunciare pensando ai prezzi richiesti, e che ora non solo appaiono possibili, ma dopo anni fanno tornare i tifosi a poter sognare in grande.

C’è entusiasmo e serenità ora nell’ambiente rossonero, uniti al bisogno di certezze: prima tra tutte il rinnovo di Donnarumma e la conferma di Montella (soprattutto dopo le insistenti voci su Mancini), anche se Fassone già stamattina ha sottolineato che entrambe le azioni sono tra le priorità della la nuova società. Restano poi delle incognite che lasceranno i milanisti con il fiato sospeso fino a quest’estate, come il futuro di Deulofeu oramai entrato nei cuori dei tifosi, (nonostante già si parli di alternative che di certo non dispiacerebbero come Keita o Berardi per il quale ci potrebbe essere un derby di mercato), ma rimane anche la paura che le frasi dette dalla nuova società, che tanto fanno tornare a sperare, rimangano solo parole.

Ma si respira una nuova aria che da tempo era stata dimenticata, c’è volontà di tornare a vincere, e chissà che non sarà proprio il derby a far festeggiare questo nuovo inizio. Quello che è certo è che è iniziata una nuova era, e sembra impossibile non sognare in grande, perché tutto questo nuovo sapore di sogni, regala quelle speranze e sensazioni che diciamolo, erano state abbandonate da troppo tempo.