(In)felice anniversario

La stagione calcistica sta volgendo al termine e come di consueto, tra le tante voci che si susseguono di continuo riguardo quella che deve cominciare, c’è sempre quella riguardo chi sarà il prossimo allenatore del Milan, se cambierà la guida tecnica o se si riusciranno a fare 2 anni consecutivi con lo stesso allenatore in panchina, cosa che non riesce da quando in panchina sedeva Massimiliano Allegri.

A questo proposito, oggi ricorre un particolare anniversario: Esattamente un anno fa, il 12 Aprile 2016, veniva esonerato Siniša Mihajlović l’allora allenatore dei rossoneri. Rispetto all’anno scorso sono cambiate tante cose a livello di rosa, a livello societario e ovviamente per quanto riguarda la guida tecnica in panchina.

Mihajlović sostituisce l’allora allenatore Filippo Inzaghi alla guida dei rossoneri il 6 Giugno 2015, dopo essersi messo in mostra nella sua precedente esperienza da allenatore sulla panchina della Sampdoria. Il presidente Silvio Berlusconi decide di affidargli la guida tecnica in virtù del fatto che Sinisa sia conosciuto da tutti per essere un allenatore tosto e inflessibile, cosa che potrebbe giovare ad un ambiente scarico da troppo tempo. Purtroppo le buone speranze della dirigenza non si riveleranno tali e l’esperienza di Mihajlović al Milan sarà al di sotto delle aspettative.

Sul campo il Milan di Mihajlovic fatica in campionato, ma vola alto in Coppa Italia (anche grazie ad una serie di accoppiamenti favorevoli: Perugia, Crotone, Sampdoria, Carpi e Alessandria prima della finale persa contro la Juventus). Proprio a seguito della partita di campionato Milan-Juventus persa 2-1Mihajlović viene esonerato e sostitito dall’allora allenatore della primavera del Milan Christian Brocchi.

Ma i motivi di questo esonero del quale ricordiamo l’anniversario, sono poi così chiari? Vediamo di ripercorrere alcune tappe che hanno portato a questo benservito.

Come detto, il Milan fatica in campionato nonostante Sinisa sia riuscito a togliersi qualche soddisfazione vincendo il derby di ritorno 3-0 e lanciando l’ormai insostituibile Donnarumma come portiere del Milan a scapito di Diego Lopez, acquistato l’estate precedente. Ciò nonostante, il 12 Aprile 2016 viene sollevato dall’incarico per ordine di Silvio Berlusconi.

Qui sta il punto: nel corso della stagione pare ci siano state diverse frizioni tra allenatore e presidente. Divergenze di carattere tattico legate al posizionamento dei giocatori in campo e del modulo utilizzato dall’allenatore serbo. Berlusconi, si sa, è solito confrontarsi con gli allenatori sulla panchina del Milan riguardo decisioni tecnico-tattiche, ma evidentemente Mihajlović non è stato così accondiscendete con Berlusconi e non ha seguito i suoi dettami, facendo di testa sua.

Oltre a questo c’è stata una situazione interna di divisione dello spogliatoio tra chi era favorevole alla riconferma dell’allenatore serbo (Montolivo, Abate, Romagnoli, Donnarumma, Bonaventura, Bertolacci, De Sciglio, Poli e Antonelli) e, dalla parte opposta, gli scontenti che avrebbero gradito un cambio di allenatore (Diego Lopez, scartato a favore del giovane Donnarumma, Menez, Boateng e Balotelli).

Tutta questa situazione disarmonica e la paura da parte della dirigenza che vincendo la finale di Coppa Italia, Mihajlović potesse meritarsi la riconferma sulla panchina rossonera e prolungare di un altro anno le frizioni con la presidenza, ha condotto all’esonero e alla sostituzione dell’allenatore serbo con l’ex giocatore rossonero e allenatore della primavera Brocchi.

Per molti tifosi del Milan, questo esonero è uno dei più inspiegabili della storia recente del Milan, visto che la mentalità operaia e “casciavìt” così cara ai tifosi del Milan, era ben incarnata dal serbo e dall’atteggiamento dei giocatori in campo.

A parte l’atteggiamento e le divergenze con i vertici della società, va detto che la media punti di Mihajlović non è stata degna del Milan: è stata la seconda peggior media punti dopo il Milan di Inzaghi e questo ha giustificato in parte l’esonero.

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La media punti che ha portato all’esonero dell’allenatore serbo.

In questo modo si è dunque conclusa l’esperienza di Mihajlović sulla panchina rossonera. Ad un anno di distanza il Milan è in mano a Montella e tra pochi giorni è atteso da una delle partite più importanti di tutta la stagione, che potrebbe valere un posto in Europa, non solo il dominio cittadino: il derby contro l’Inter. L’ultima vittoria il Milan l’ha ottenuta proprio con Mihajlović in panchina. Porterà bene?

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