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Milan-Juve, le pagelle: Kalinic spuntato, Biglia irriconoscibile, Kessié disperso

Si è giocata Milan-Juve, anticipo dell’undicesima giornata di campionato.

Le pagelle di Milan-Juve, undicesima giornata di Serie A 2017/2018.

Donnarumma: 6
Higuain lo impallina due volte, ma è il più incolpevole di tutti. Certo, da uno come lui ci si aspetta sempre il miracolo.

Zapata: 5,5
Si pensava fosse la mina vagante della serata, in fin dei conti non combina nulla di eclatante.

Romagnoli: 6-
Confermato centrale alla Bonucci, parte bene finendo per cedere campo alla distanza. L’Higuain di stasera è un osso troppo duro.

Rodriguez: 5,5
Confermato terzo di sinistra, stavolta però non riesce ad esprimere la sua corsa e il suo sinistro. Sprecato.

Abate: 5,5
Torna titolare e capitano, finché ne ha ricopre dignitosamente il ruolo di difensore aggiunto. Esce per un problema fisico.

dal 61′ Antonelli: 5
Il confronto con Cuadrado è a dir poco impietoso.

Kessié: 4,5
Altra prestazione disastrosa, vaga per il campo sbagliando anche gli appoggi più elementari. Ufficialmente disperso.

Biglia: 4
Idem come sopra, con l’aggravante che un giocatore della sua esperienza dovrebbe riuscire a non perseverare nell’errore. Lascia il campo tra i fischi.

dal 61′ Locatelli: 5,5
Entra e dopo due minuti Higuain chiude la partita.

Borini: 6,5
Parte a sinistra, finisce a destra, corre per dieci, mette due assist che Kalinic spreca. Man of the match, di nuovo.

Suso: 6
Sistematicamente raddoppiato, cerca la giocata ma stavolta non riesce a tirare fuori il coniglio dal cilindro.

Calhanoglu: 5
Che non sia la sua partita lo si capisce dopo pochi minuti. Costantemente fuori dal gioco, tanto che ci si ricorda di lui solo al momento della sostituzione.

dal 77′ André Silva: s.v.
Ennesimo ingresso tardivo.

Kalinic: 5
Gli capitano quattro palloni d’oro: in un caso si fa murare, su due arriva tardi, il più importante lo stoppa male regalando a Buffon il tempo per chiudergli lo specchio. Spuntato.

Montella: 5
La differenza di valori in campo è importante, ma c’è modo e modo di perdere. Tolti i primi minuti, i bianconeri danno l’impressione di non doversi nemmeno troppo impegnare per portare a casa la partita: un gol a metà primo tempo, poi ritmi bassissimi e stoccata decisiva a mezz’ora dal termine. Bloccato Suso, il Milan sparisce letteralmente dal campo senza produrre uno straccio di iniziativa offensiva. Non si può andare avanti così.

Montella resta, ma in estate il Milan cambia: sogni Ancelotti e Conte, spunta Allegri

Montella ha la piena e convinta fiducia della dirigenza, nonostante le quattro sconfitte subite nelle prime otto giornate di Serie A e un inquietante -7 dalla Champions League. Confortano i miglioramenti della squadra nel gioco e nella conoscenza reciproca degli interpreti, ma pesa la mancanza di alternative credibili e futuribili per la panchina del Milan in caso di esonero: l’Aeroplanino continua ad avere credito da spendere, blindato a parole e nei fatti, anche se dovrà necessariamente tornare a vincere nelle prossime partite di campionato contro Genoa e Chievo.

Ma la fiducia a Montella non sarà illimitata. Né per questa stagione, che dovrà necessariamente prendere una piega diversa e iniziare a fare registrare risultati migliori, né tanto meno in vista dell’estate. Non è una novità che la dirigenza possa liberarsi del tecnico a fine stagione in caso di mancata qualificazione alla Champions League (a fronte del pagamento di una clausola da 1,5 milioni), affidando così le chiavi del progetto milanista a un nuovo allenatore. Sul taccuino di Fassone e Mirabelli sono già segnate le alternative: i sogni sono Ancelotti e Conte, ma a sorpresa anche il profilo di Allegri trova clamorose conferme. A quattro anni dalla firma con la Juventus, il suo ciclo potrebbe essere giunto al capolinea.

Montella non rischia l’esonero, ma senza Champions andrà via: idea di un Allegri bis

Il Conte Max – svela stamane la Repubblica – sarebbe stato sondato da uomini vicini al club di via Aldo Rossi, così come anche Carletto e l’ex c.t. della Nazionale sono stati contattati in via formale. Se Ancelotti non sembra tentato dal ritorno in rossonero – preferirebbe un bis in Premier League e aspetta l’offerta giusta -, Conte e Allegri potrebbero essere interessati alla panchina del Milan, ma a due condizioni: uno stipendio al top europeo e una programmazione solida. Due elementi che, in teoria, potrebbero essere assicurati dalla dirigenza.

Fassone: “Juve più aziendale, Inter naif, Napoli club padronale. Milan? Decido io”

Marco Fassone ha rilasciato un’intervista al Guerin Sportivo. L’ad rossonero ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera nel mondo del calcio, a partire dall’esperienza in bianconero: “La Juve è la società più strutturata e la più aziendale. Ci sono arrivato dall’industria alimentare e soprattutto per questo non è stato traumatico entrarci. Il club bianconero, dopo avermi dato la gestione del marketing, mi ha affidato la responsabilità dei ricavi e poi del progetto della costruzione del nuovo stadio, un qualcosa che non era mai fatto da nessuno. “.

Poi il passaggio a Napoli: “Il Napoli è un club padronale perché ha un proprietario che decide e determina, ma è stato abile a calarsi nella realtà e a dotarsi di una struttura molto snella ed efficiente. De Laurentiis è stato il primo ad accordarmi la direzione generale di una società e quella è stata una parentesi formativa molto importante per me che non avevo mai avuto compiti nella parte sportiva. Senza il coraggio che ha avuto lui, adesso non sarei qui e senza dubbio le due stagioni al Napoli sono state fondamentali per arricchire il mio background”.

L’Inter: “…è l’Inter, una società che ha sempre avuto bisogno di un uomo forte in panchina, da Mancini a Mourinho. Ha un’anima naif, come una bella donna un po’ disorganizzata, come l’ha definita Moratti. Ora ha trovato un uomo forte come Spalletti e sta andando bene”.

E infine il Milan: “La mia vita professionale insomma è stata una somma di esperienze piuttosto variegate e probabilmente tutto questo è stato fondamentale per il mio arrivo al Milan. I nuovi proprietari cinesi volevano un italiano che avesse un’esperienza trasversale ed eccomi qua. Nelle altre società avevo sempre una ‘rete di protezione’ perché, bene o male, c’erano altre persone che avevano l’ultima parola in un processo decisionale al quale partecipavo, ma che non determinavo fino in fondo. Qui al Milan invece la proprietà demanda tutto al management e quindi il compito di decidere spetta a me. Sono di fronte a una specie di ‘O vinco o perdo’ che però è stimolante. Sono convinto che faremo bene anche perché ho una squadra di collaboratori di comprovata esperienza e bravura”.

A proposito di Milan, Fassone tiene a precisare che la mancata qualificazione Champions “Non sarebbe un dramma, perché alla Uefa ho presentato anche nei piani che non prevedono la qualificazione alla Champions, ma avere 40 milioni di euro di fatturato in più sarebbe… positivo e ci consentirebbe di non dover pensare alla cessione di un giocatore”.

Per quanto riguarda lo scudetto invece: “Juventus e Napoli sono più forti delle altre, la nostra corsa per entrare nelle prime quattro la dobbiamo fare su Roma, Inter e Lazio. Quando si inizia un nuovo progetto sono consapevole che ci vuole tempo e non si vince al primo anno, ma cercheremo di dar fastidio a tanti. Vogliamo che i nostri giocatori mettano in campo tutte le energie e il sudore possibili, che diano insomma sempre il massimo per rispettare i tifosi e la storia di questo grande club. Il prossimo anno, poi, inseriremo altri 2-3 elementi nei ruoli che l’allenatore e Mirabelli riterranno più opportuni”.

Adidas lascia i rossoneri dopo 20 anni: addio a giugno

Il contratto in scadenza nel 2023 sarà interrotto.  Nel 2018 nuovo marchio, in corsa Under Armour e New Balance

Rivera al microfono nel 79 con la maglia a righine sottili, mentre chiede ai tifosi di liberare i gradoni di San Siro nel giorno della stella. Baresi e van Basten con il vecchio logo, Maldini che alza le Champions del 2003 e del 2007 con la bianca da trasferta. Cambiavano i giocatori, gli sponsor, lo stile delle maglie ma una cosa rimaneva: lo sponsor tecnico. Da vent’anni era Adidas, già in abbinamento col rossonero dal 1978 al 1980 e dal 1990 al 1993. Il 2017-18, a meno di clamorose sorprese, sarà l’ultima stagione della partnership tra il Milan e il brand con le tre strisce. Durava dal 1998, da contratto sarebbe dovuta arrivare fino al 2023.

STOP 19,7 MILIONI Adidas, contattata, ha prederito non commentare l’indiscrezione, ma l’addio è praticamente certo. Adidas e il Milan del 2013 avevano firmato un decennale da 19,7 milioni a stagione. Problema: la vecchia proprietà aveva dato all’azienda tedesca la possibilità di interrompere il contratto, puntualmente sfruttata nelle settimane agitate del closing. Il mercato estivo, ambizioso, ha portato un riavvicinamento e una specie di accordo-ponte, per rinviare la rottura. La nuova scadenza è stata fissata al 2019, con possibilità per Adidas di “uscire” dal contratto entro giugno 2018. E’ quello che succederà: in futuro, indicativamente tra dicembre e gennaio, Adidas ufficializzerà l’addio e il Milan ripartirà da un nuovo sponsor tecnico.

IL CASO AUDI Tutto suona un po’ strano, a pochi mesi dalla presentazione delle maglie più apprezzate dai tifosi della storia recente: una rossonera di nuovo in linea con la tradizione, una bianca semplice, una terza maglia nera disegnata in Thailandia. La notizia invece conferma il momento complicato nel rapporto tra gli sponsor e il Milan, che a marzo è stato lasciato anche da Audi, in uscita dal mondo del calcio, non più sponsor e fornitore dei rossoneri, per ora non sostituito da un’azienda concorrente. Per le maglie, invece, una novità ovviamente ci sarà. Non con Nike, rivale principale di Adidas ma già legata all’Inter. Forse con una soluzione di buon profilo attraverso marchi in crescita in Italia come New Balance e soprattutto Under Armour. Adidas invece sarà sempre più legata alla Juventus, scelta come club di riferimento in Serie A: a Torino arriveranno 23 milioni a stagione.

Fonte: Gazzetta dello Sport

L'ex presidente del Milan, Silvio Berlusconi

Berlusconi: “Montella sbaglia, la squadra non va. Bonucci capitano? Era meglio Montolivo”

Il leader di Forza Italia (come Salvini) boccia l’allenatore rossonero. E poi dà un consiglio: “Bisogna prendere un top player”

“Sono a vostra disposizione per qualsiasi cosa”, aveva detto Silvio Berlusconi al momento del commiato. Ma da allora, dal passaggio di testimone, c’è stata come una cesura tra i nuovi proprietari del Milan e quello che Arrigo Sacchi definisce “l’artefice del rinascimento del calcio italiano”. Trent’anni di storia rossonera sembrano siano stati dimenticati in pochi mesi, insieme alla simbologia di un’era che non ha avuto eguali nel mondo del pallone. Il Cavaliere conosce le regole del mercato, anche la loro efferatezza, tuttavia non è riuscito a nascondere il proprio dolore quando in estate ha raccontato agli amici che “il mio club” aveva deciso di cancellare il trofeo Berlusconi, da lui dedicato al padre Luigi: immaginava venisse confermato, sperava di venir chiamato per la premiazione.

Invece niente. La scorsa settimana, ricevendo gli auguri di compleanno, gli è stata fatta notare la cura con cui i Suning coltivano mediaticamente i rapporti con Massimo Moratti, che resta il testimonial dell’Inter, una sorta di garante della linea di continuità per i tifosi nerazzurri. “Il Milan è un pezzo del mio cuore e della mia vita”, è la risposta data da Berlusconi: “Vorrei almeno che la squadra andasse bene. È questo il mio rammarico, il mio dispiacere”. C’è un motivo se vuole evitare che nulla trapeli del suo stato d’animo: la cortina di silenzio è insieme un gesto d’amore verso i suoi colori e un atto di correttezza verso i nuovi vertici.

Però nelle conversazioni riservate emerge la preoccupazione del Cavaliere per l’esposizione finanziaria della società che impone fin da questa stagione di fare risultato: “E la squadra non va…”. Ha dato ragione a Sacchi, quando il tecnico gli ha spiegato che “ci vuole pazienza” all’inizio di ogni progetto. Ma ci sono cose che Berlusconi non capisce: “Non ho capito la campagna acquisti. Non si era mai visto in una squadra il cambio di undici giocatori. Con tutti quei soldi, non si poteva acquistare un top player?”. Perché è vero che l’ex premier oggi è concentrato solo sulle sue aziende e sul suo partito, ma il Milan è un pensiero ricorrente, un fiume carsico che scompare per poi ricomparire. E in quei momenti torna presidente-allenatore. E non si ferma.

D’altronde nessuno si sente di fermare uno che ha imbottito di coppe la bacheca, che ha scommesso prima su Sacchi e poi su Capello tra lo scetticismo generale, che ha comprato i Van Basten, i Gullit, i Kakà, i Nesta e gli Shevchenko, che andava in tv a vantarsi di disegnare gli schemi ad Ancelotti, che si dannava se un allenatore non gli schierava il trequartista dietro le due punte. E se, parlando di politica, non manca di ricordare a ogni interlocutore i colpi di Stato che ha subìto, appena inizia a parlare del Milan fa lo stesso. Parte dai tempi del closing, quando la trattativa coi cinesi stava per fallire e lui — “con tutti i miei figli contro” — stava per ripensarci. Poi torna alla scelta dell’allenatore: “Volevo che sulla panchina restasse Brocchi. Ma ero in un letto d’ospedale, tra la vita e la morte. E mi dissero Montella”.

Se c’è una cosa, forse l’unica, che unisce il Cavaliere a Matteo Salvini è il giudizio sul tecnico. “Non mi piace come sta facendo giocare la squadra, non c’è un’idea”, ha detto l’altro giorno in pubblico il segretario della Lega, tifoso rossonero piegato da “tre sconfitte clamorose e imbarazzanti”. Non è dato sapere se ne abbia discusso con Berlusconi l’ultima volta che l’ha sentito, ma è certo che in privato l’ex presidente del Milan si è addentrato fin nei dettagli tattici della crisi: “Spiegatemi come possono finire spesso in panchina Suso e Bonaventura, che sono poi i due calciatori tecnicamente più dotati. E come si può fare sempre il solito gioco sulle fasce, per il solito cross in area. Mah… Per andare in rete andrebbero invece sfruttate le qualità dei due, cercando le linee di passaggio interne”.

Un tempo la vittima designata di queste intemerate era Adriano Galliani, che domenica scorsa si è trovato allo stadio — come Barbara Berlusconi — a vedere il Milan battuto dalla Roma. Ah, nostalgia canaglia. Ci fosse stato ancora lui, sarebbe entrato negli spogliatoi per risolvere il problema. Anche se aveva sperimentato quanto — a suo dire — fosse limitato il dialogo con Montella: “Gli davo consigli e lui mi rispondeva ‘Sì presidente, ma la formazione la faccio io’“. Una cosa che lo faceva imbestialire più delle battute di Salvini, quando solidarizzava con quei tifosi rossoneri, indignati davanti ad Arcore per la crisi di risultati della squadra.

Erano gli anni dell’austerity, degli acquisti a parametro zero, della giostra di vecchie glorie che avevano fatto grande il Milan in campo ma che in panchina non potevano far grande un Milan senza più campioni. Perché così era giunta alla fine l’epopea berlusconiana, quella degli scudetti che valevano un punto percentuale nei sondaggi di Forza Italia. Tale era ormai il malcontento che alle Amministrative di Milano migliaia di elettori rossoneri avevano scritto Kakà sulla scheda, in segno di protesta dopo la cessione dell’asso brasiliano. La vendita del Milan fu per Berlusconi “un modo per farlo ritornare grande”, e in virtù di quell’ultima promessa la Curva gli riconobbe i meriti per il passato e l’intuizione per il futuro.

Ora quella promessa il Cavaliere vorrebbe fosse mantenuta. Da tifoso spera che la squadra inverta la tendenza. Perché sta per arrivare il derby, e c’è una storia da difendere, sebbene nel cambio di gestione una antica tradizione sia andata smarrita. Cosa che Berlusconi ha preso male quanto i risultati e l’assenza di gioco: “È stata data la fascia da capitano a un calciatore che è stato per anni la bandiera della Juventus”. Nel solco dei Rivera, dei Baresi e dei Maldini, è una scelta che gli appare insopportabile e non certo per le indiscutibili qualità umane e calcistiche di Bonucci: “C’è Montolivo. La fascia andava affidata a lui”. Quanti errori, insomma. Non che lui non ne abbia commessi. “Quando gli consigliai Sarri per la panchina — ha raccontato di recente Sacchi — lui scelse Mihajlovic. E se ne pentì”. Forse l’era di Berlusconi al Milan avrebbe avuto un altro epilogo. O forse non avrebbe avuto epilogo, chissà.

Fonte: Corriere della Sera

Derby, AEK, Juventus: il programma rossonero di ottobre

Ottobre: il mese dei big match a San Siro. Dopo la Roma, al rientro dalla seconda sosta stagionale per le Nazionali, per i rossoneri comincerà una parte di calendario fondamentale. La squadra di Mister Montella tornerà ad allenarsi giovedì. E alla ripresa del campionato si partirà subito forte con il Derby (Inter-Milan) di domenica 15 alle 20.45.

Poi, giovedì 19 alle 21.05, riecco l’Europa League. Nella terza giornata il Diavolo, solo in vetta in classifica a punteggio pieno, ospiterà l’AEK Atene. Un partita che, se vinta, potrebbe spingerci ancora di più verso la qualificazione anticipata. In Serie A, invece, arriveranno in ordine Genoa (domenica 22 alle 15.00), Chievo e Juve (sabato 28 alle 18.00); quella contro i clivensi, turno infrasettimanale in programma mercoledì 25 alle 20.45, sarà l’unica trasferta.

Fonte: AC Milan

Di seguito il calendario completo del mese di ottobre:

Cafu vota Juve: “Se torna in finale, stavolta vince la Champions”

Ambasciatori UEFA per la Champions League, Marcos Cafu e Cristian Chivu hanno parlato della coppa e in particolare delle italiane: “Juventus, Roma e Napoli possono arrivare in finale. Bianconeri un passo avanti – hanno dichiarato i due ex difensori a Premium Sport HD -, ma Sarri e Di Francesco hanno tante frecce al loro arco”.

Cafu, poi, si è sbilanciato a favore della Juve: “Se i bianconeri torneranno in finale, questa volta non si lasceranno scappare la vittoria. I giallorossi possono contendere lo scudetto ad Allegri – ha proseguito il brasiliano -, ma la strada è ancora lunga. Cosa ricordo di Atene 2007? Il momento in cui alzammo la Champions, indimenticabile”.

Gigio: “Al Milan sono a casa, giusto restare. Una chiamata di Juve o Inter? Direi no”

Gigio Donnarumma è tornato sulla sua ultima turbolenta estate, tra il primo rifiuto al rinnovo con il Milan e la decisione successiva di restare, rifiutando ricche offerte di PSG e Real Madrid: “Restare al Milan era la cosa migliore, perché ritenevo giusto rimanere – ha dichiarato il portiere incalzato dai bambini di “Chi ha incastrato Peter Pan?” – al Milan sono a casa e quindi ritenevo giusto stare qui“.

Uno sguardo anche al futuro, con due “no” più o meno perentori a ipotetici cambi di casacca verso Juventus o Inter: “Direi di no a una chiamata della Juve, ho quattro anni di contratto con il Milan. L’Inter? No, non ci andrò”, il virgolettato di Gigio trasmesso ieri su Canale 5.

Squinzi esalta Dybala: “In lui rivedo van Basten”

È un avvio di stagione clamoroso e scoppiettante quello di Paulo Dybala, fenomenale in queste prime quattro giornate di Serie A con ben otto gol all’attivo e il ruolo di leader tecnico della Juventus. Per la Joya sono arrivati attestati di stima importanti, tra cui anche quello Giorgio Squinzi, il quale ha azzardato anche un paragone illustre: “Da milanista devo dire che in lui rivedo van Basten – ha confidato il presidente del Sassuolo – è un fenomeno: quando ha lasciato il campo mi sono alzato anch’io ad applaudirlo. Gli si possono fare solo complimenti”.

Sconcerti: “Il Milan ha speso 230 milioni ma, escluso Bonucci, non ha comprato top player”

Mario Sconcerti ha rilasciato alcune dichiarazioni a Libero commentando il mercato appena concluso, a partire proprio da quello dei rossoneri: “Squadre di Serie A tornate a investire? In linea di principio sì, ma mi dica lei, di grandi giocatori chi è arrivato? Mi spiego: il Milan ha speso 230 milioni, ma a parte Bonucci che ha avuto una sua eco particolare nei nostri confini non è riuscito ad arrivare a nessun top player”.

La storica firma del Corriere ha poi continuato: “L’Inter ha dovuto prendere i centrocampisti della Fiorentina. La Roma ha venduto giocatori più importanti di quelli che ha preso”.

Infine un commento sui campioni d’Italia uscenti: “Juve più vulnerabile? A me sembra invece che l’assenza di Bonucci sia stata riequilibrata dall’arrivo di altri grossi giocatori. Se devo pensare a quale sia la squadra più completa penso ancora alla Juve, senza dubbio”.

Raiola: “Tutti hanno giudicato male Donnarumma, sto ancora aspettando le scuse”

Mino Raiola ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Crc. L’agente tra gli altri di Gigio Donnarumma è tornato di nuovo sul rinnovo-telenovela che ha infuocato l’inizio dell’estate rossonera: “Guardo sempre avanti. Siamo rimasti al Milan perché questo era il desiderio del ragazzo e chi lo ha giudicato prima della chiusura del calciomercato, dovrebbe chinarsi e chiedere scusa. E invece, sto ancora aspettando le scuse da quella piccola parte della tifoseria di Milano e anche da qualche giornalista che ha espresso un giudizio morale perché è facile poi fare la morale sugli altri”.

Sul comportamento dei tifosi: “L’Italia è forse l’unico Paese in cui i tifosi pensano di gestire le società o le scelte dei giocatori, questo all’estero non accade. In Italia si ha un po’ di paura dei tifosi e dobbiamo uscire da questa cultura. Tutti hanno giudicato male Donnarumma, ma non hanno poi chiesto scusa. Voglio chiarire anche questa storia della fascia da capitano: noi non l’abbiamo mai chiesta, ci è stata offerta”.

Sul campionato: “La Juventus ad oggi è campione d’Italia per cui resta la squadra da battere. Ma questo è un campionato nuovo ed è vero che la Juve è ancora una grande squadra, ma anche il Napoli lo è. Credo che anche la Roma possa sorprendere quest’anno”.

Sul mercato di Milan e Inter: “Non condivido la politica delle milanesi, ma la rispetto. Finora nessuna grande avversaria ha incontrato il Milan, ma ciò che mi preoccupa è che manca ancora di una punta”.

Vacanze? “Non vado in vacanza, il mio lavoro non finisce quando chiude il calciomercato”.

Leonardo Bonucci entra a San Siro

Bonucci: “Milan scelta di coraggio e palle, immeritato darmi dell’infame, traditore e mercenario”

Il capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della Nazionale italiana a Coverciano. Di seguito le sue dichiarazioni più importanti.

Sul ritrovare gli ex colleghi in bianconero: “Ritrovare compagni di vita e di campo fa sempre piacere. Rimangono degli amici e dei compagni perché condividiamo l’azzurro. Resta il rapporto creato in sette anni di spogliatoio, da loro ho imparato tanto: Buffon, Chiellini e Barzagli sono tre campioni che mi hanno aiutato a crescere”.

Sull’episodio di Joao Pedro e della fascia di capitano: “Non mi dà fastidio che si parli di nessuno dei due. Sono sempre stato abituato a stare al centro di polemiche e di episodi positivi, Vuol dire che ho aggiunto un livello importante, come calciatore e come persona”.

Sulla BBC: “Credo che un mese di distanza non cambi l’intesa di un trio che ha lavorato quotidianamente per sette anni”.

Sul VAR e se la Juve avrà più rigori: “Sinceramente penso che si debba dare il tempo ai Var per permettere a tutti di capire questa variazione e per far sì che gli episodi dubbi e meno dubbi siano compresi. Non è questione di squadre, ma il fatto che siamo all’inizio. Dobbiamo abituarci e dare tempo agli arbitri”.

Sullo Scudetto: “La favorita resta la Juve per la qualità dei singoli e per quello che ha costruito nel tempo, poi il Napoli per il gioco: sono un gradino sopra tutti”.

Se manca più la Juve a lui o lui alla Juve: “La Juve è fatta di grandi giocatori e anche a loro rode subire gol. Se io non avessi avuto la fortuna di giocare con loro avrei potuto fare ben poco. Ora a me interessa il Milan – riporta l’edizione online di Tuttosport – la Juve farà il proprio percorso e spero che il Milan possa dare fastidio all’idea di vincere il settimo scudetto”.

Sulle similitudini tra Milan di oggi e prima Juve di Conte: “Ci sono molte similitudini tra questo Milan e la Juve che era reduce dai settimi posti: molti giovani, una mentalità vincente da trasmettere. Abbiamo la fortuna di giocare in Europa e per il Milan è importante. Sono due grandissime società che hanno fatto la storia e simili nell’importanza. Sono fortunato ad avere fatto parte di Juve vincente e spero di esserlo nel Milan”.

Su quando ha capito che avrebbe lasciato la Juve per il Milan: “’è stato un momento esatto che mi ha portato a fare valutazioni diverse da quelle della società: si è andati d’amore e d’accordo fino a fine anno e poi ognuno per la propria strada”.

Su come vuole essere ricordato: “Come un vincente, le chiacchiere le porta via il vento. Ho messo trofei in bacheca con la Juve, ora voglia farlo con il Milan e la Nazionale”.

Su cosa gli ha dato più fastidio sui social del suo trasferimento in rossonero: “Essere etichettato come infame, traditore e mercenario. Sono aggettivi pesanti da mettere addosso a un giocatore che ha sempre dato il massimo per la maglia che ha indossato: non li meritavo. Non sono un mercenario: non sono andato via per i soldi perché quello che guadagnavo l’ultimo anno alla Juve è molto simile a ciò che percepisco ora. Traditore no perché è una scelta dettata da altre scelte precedenti: non ho tradito nessuno. Infame nemmeno, perché ho scelto un progetto e ci voleva coraggio, servivano le palle per fare le scelte che ho fatto. Non mi sono tirato indietro di fronte a queste responsabilità. La fascia per me è onore una grandissima responsabilità, mi sono buttato con il massimo di me stesso”.

Bonucci: “Milan, ora dobbiamo diventare squadra. San Siro? Ci ha aiutato”

Il capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha parlato nel post partita del match tra i rossoneri e il Cagliari.

Sull’essere più milanista da capitano: “Mi sento ancor più responsabile della strada intrapresa come capitano e come simbolo scelto dalla società per il cambiamento. Devo portare entusiasmo ed esperienza a un gruppo solido, che ha sofferto e rischiato, ma alla fine ha ottenuto tre punti fondamentali per crescere. Abbiamo iniziato un percorso, ma c’è tanto da migliorare: le altre le avevamo vinte facilmente, oggi abbiamo dimostrato che abbiamo qualcosa”.

Sul nuovo corso: “Abbiamo le qualità per diventare una grande squadra, ora sta a noi. Sono arrivati in tanti, ma per primo dobbiamo essere squadra: stiamo dimostrando di diventarlo in campo. Il pubblico di San Siro ci ha aiutato, è importante così come tutto l’ambiente perché si torni a essere una società rispettata in Italia e in Europa”.

Sul paragone con la prima Juve di Conte: “È molto simile. Arrivò un top player, Pirlo, che fece la differenza in campo e un top in panchina come Conte che ci trasmise la mentalità. Abbiamo la fortuna di avere al Milan una squadra con grandi giocatori e un grande allenatore: è dovere nostro fare squadra il prima possibile e che si cominci a vedere questa voglia di ogni singolo di fare parte del gruppo. Sono molto contento di far parte di questo gruppo perché c’è tanto entusiasmo, giovani, nuovi arrivati: è bello, mi piace”.

Su San Siro: “Oggi mi son sentito meglio rispetto all’esordio in Europa League: lì ho avuto dieci minuti di tensione, perché questo è uno stadio e una tifoseria che te la trasmette. Qui hanno fatto la storia grandi campioni. Il merito è di essere partiti alla grande – ha dichiarato Bonucci a Sky Sport – è bello giocare con entusiasmo qui intorno e starà a noi mantenerlo per tutta la stagione”.

Sul ritrovare nell’Italia gli ex compagni in bianconero: “Non è un cambio di maglia che modifica i rapporti. È normale che abbiamo preso strade diverse, ma ho la fortuna di rincontrarli in Nazionale ed è sempre un piacere giocare con campioni come Gigi, Giorgio e Andrea”.

Cassano: “Bonucci? Forte grazie a Barzagli e Chiellini, è grave l’addio di Dani Alves”

L’ex calciatore del Milan, Antonio Cassano, ha rilasciato un’intervista sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Di seguito gli stralci in cui ha parlato di temi di attualità rossonera.

Su Bonucci: “È diventato forte grazie a Barzagli e Chiellini. Piuttosto è grave la partenza di Dani Alves. Ha detto che lo spogliatoio Juve era triste, evidentemente non mi sbagliavo quando dissi che alla Juve erano dei soldatini”.

Sul nuovo Milan: “Montella è bravo e il Milan ha speso tanto ma San Siro non è per tutti”.

Il padre-agente di Marchisio: “Il Milan? Solo voci. Alla Juve sta bene, ma chiedete a loro”

Una voce di mercato spiazzante che ha scatenato le reazioni più disparate. Claudio Marchisio al Milan, rumors di giornata sul fronte mercato rossonero, ha agitato il pomeriggio dei tifosi del Diavolo e della Juventus, turbati all’idea di perdere un altro senatore oltre a Bonucci. Ma il padre-agente del Principino ha tranquillizzato i supporters bianconeri, smentendo categoricamente l’ipotesi:

Sinceramente non ne so nulla, non so da dove siano usciti questi rumors: come si suol dire, casco un po’ dal pero. Fino a prova contraria, due anni fa abbiamo firmato un contratto valido per cinque stagioni e quindi ce ne sono ancora tre davanti. Per il resto bisognerebbe chiedere alla Juventus – ha dichiarato Stefano Marchisio a calciomercato.it – ma io ci ho parlato tre giorni fa e non mi hanno comunicato niente al riguardo.

Quelle sul Milan sono lo voci. Due sono le cose sicure: Claudio si trova bene e vuole giocare. Ad ogni sessione di mercato la Juve acquista molti giocatori, ma questo non vuol dire che lui debba partire… Poi se per assurdo non dovesse giocare per tanti mesi, allora potremmo anche pensare di andare via il prossimo anno. Ma sabato Allegri lo ha fatto giocare e non ci sono problemi”.

Milan, sondaggio per Marchisio

Clamorosa indiscrezione di mercato svelata dalla redazione di Rai Sport. Il Milan avrebbe fatto un sondaggio per Claudio Marchisio, possibile partente dalla Juventus in caso di arrivo in bianconero di un altro centrocampista: è lo stesso Principino a vagliare l’ipotesi di un addio perché non utilizzato da Allegri in Supercoppa e perché chiuso ulteriormente dall’arrivo di Matuidi. Per ora si tratta di una voce e niente più, ma chissà che non possa trovare concretezza nei prossimi giorni.

Gigio: “Ho rinunciato a tanto per il Milan. Il primo no? “Colpa” degli Europei. Ero preoccupato per San Siro, e invece…”

Il portiere del Milan e della Nazionale, Gigio Donnarumma, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne del Corriere della Sera. Di seguito le dichiarazioni più importanti rese dal “99” rossonero.

Sul dividere la camera col fratello Antonio: “Sono io che russo! Quando dormo io, neanche una bomba mi sveglia. Scherzi a parte, dopo tanti anni passati lontano, è proprio bello stare sempre assieme, come facevamo da piccolini. Condividere poi il ruolo di portiere è ancora più stimolante”.

Sull’etichetta di “raccomandato” ad Antonio: “Ne ha già parlato lui. Allenarmi con Antonio aiuta anche me a crescere e guardate che qui, con mister Magni, si fa un ottimo lavoro. Certo si scherza anche, perché lavorare senza scherzare è pesantissimo”.

Su Bonucci: “Devo dire che mi ha fatto una grandissima impressione. Sono sincero, quando ho saputo che sarebbe arrivato sono rimasto sorpreso, l’ad Fassone e il ds Mirabelli stanno facendo un lavoro incredibile. Sono sicuro che Leo ci darà una grande mano, anche sul piano della personalità”.

Sul PSG: “Nella mia testa c’è sempre stato solo il Milan. Ho ricevuto tante offerte, dico la verità, e ho rinunciato a tanto per restare in quella che considero casa mia”.

Sul “no” iniziale al Milan e sulla contestazione: “In quel periodo ero concentrato solo sugli Europei Under 21 che stavano per iniziare. Ho 18 anni, ero in un momento importante che poteva indirizzare la mia carriera. Non avevo la testa per decidere, volevo aspettare almeno la fine del torneo. Come ho detto, in quel momento sono anche arrivate molte offerte, avrei potuto guadagnare persino di più, ma non è stata una questione di soldi. Durante gli Europei, poi, si è scatenato un putiferio, sono stato molto male, c’è stato quell’episodio dei dollari falsi lanciati dai tifosi. Non è stato un momento facile”.

Sull’Europeo Under 21: “Io ho cercato sempre di lavorare al massimo, ho dato la mia totale disponibilità al c.t. Di Biagio, mi dispiace tanto per il risultato. Poi, sa, le prestazioni dipendono da tante cose”.

Su San Siro e sull’accoglienza: “Sì, ero un po’ preoccupato, lo ammetto, avevo paura di una reazione negativa del pubblico, ero un po’ pessimista. Invece sono stati bravissimi, mi hanno accolto esattamente come avevano chiuso lo scorso anno”.

Sui social: “Non ho cambiato il modo di usarli. Certi giorni sono socialissimo, certi altri non posto niente. Li uso per distrarmi dopo l’allenamento, per non pensare solo al campo. Se ho pensato che fossero esagerazioni? Massì, ma se si fosse parlato solo di calcio non ci sarebbero stati problemi. Invece sono stati espressi giudizi sulla mia famiglia, sono state dette cose molto brutte, che hanno fatto stare molto male i miei».

Sul cognato molto “social”: “Sono molto legato a lui, perché ha cominciato a frequentare casa nostra quando io ero piccolino e Antonio era già partito. Mi ha cresciuto come un fratello”.

Sull’esame di maturità: “So bene quanto è importante lo studio e che mi dispiace ma in quel momento non mi sentivo pronto, come credo succeda ad altri ragazzi. Non avevo studiato, è stato un anno impegnativo. Ma è una sfida importante: ho promesso alla mia famiglia e a me stesso che la affronterò più avanti”.

Su Montella e sul ruolo che ha avuto per farlo restare: “Ma quello è stato solo un caffè, niente di che, non si è parlato di mercato. Ma sì, ci lega il fatto che veniamo entrambi dalla Terronia. A parte le battute, con il mister ho un rapporto ottimo, scherziamo sempre in napoletano. Ed è vero, per la sua esperienza, lui poteva capire la mia situazione meglio di tanti altri”.

Sulla sua terra d’origine: “Appena vedo il cartello che indica la fine del Lazio e l’inizio della Campania io sto già meglio, sento odore di mare, mi sento a casa”.

Sulle ambizioni del Milan: “L’obiettivo è tornare in Champions. È vero che abbiamo cambiato tanto, dobbiamo cercare di fare gruppo e far ambientare al meglio i giocatori nuovi. Stiamo tutti ascoltando il mister. Speriamo di fare grandi cose”.

Sulla Juve: “È per forza la favorita. Cerchiamo di battere tutte le altre e poi quando incontriamo la Juve cerchiamo di battere anche lei. Ma ci siamo anche noi tra le squadre da battere”.

Se il Milan è il suo “esame di maturità”: “In un certo senso… Credo che quest’estate “bellissima” mi abbia fatto crescere molto. Sì, mi sento più maturo”.

Barzagli: “Bonucci? Non è Maradona, non sposta gli equilibri”

Leo Bonucci è il nuovo capitano del Milan, dopo sette anni importanti trascorsi alla Juventus da leader e colonna della difesa. Uno dei suoi ex compagni in bianconero nonché collega nella cosiddetta BBC, Andrea Barzagli, ha però già superato il “trauma” di questo inaspettato addio:

“Sono andati via due giocatori che sono stati molto importanti (si riferisce anche a Dani Alves, ndr), tra l’altro Bonucci ha fatto sette anni alla Juve ed è stato importantissimo. Ma in una squadra ci sono 23 giocatori e ne vanno in campo 11, nessuno ha mai destabilizzato o fatto la differenza – ha dichiarato Barzagli a Premium Sport HDtranne Maradona o forse Messi e Cristiano Ronaldo. Uno o due giocatori non ti spostano l’equilibrio, diciamo che i nuovi e noi più vecchiotti dobbiamo tornare con la mentalità giusta per affrontare di nuovo il campionato”.

Leonardo Bonucci entra a San Siro

Bonucci: “Emozionante l’esordio a San Siro, ma c’è da migliorare. Scudetto? Serve lavorare”

Il neo capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha parlato al termine del match di playoff di UEL vinto 6-0 contro lo Shkendija:

È stata una belilssima emozione l’esordio a San Siro, soprattutto nei primi minuti l’ho sentita, ma l’ho superata anche grazie alla squadra e con un ottimo lavoro abbiamo portato a casa una vittoria importante. C’è da migliorare in fase di non possesso, ma siamo sulla strada giusta.

Un Milan spettacolare? Ci prendiamo gol e occasioni, ma c’è da migliorare. Prendiamo ciò che c’è di buono – ha dichiarato capitan Bonucci ai microfoni di Canale 5 -, ma bisogna migliorare le cose negative.

Sul discorso alla squadra prima della partita ho cercato di dire che non esistono partite facili e che ogni partita si gioca per la vittoria, ma sono cose che sapevano già.

Marotta dice che per lo Scudetto sarà Milan-Juve? Sono parole che fanno piacere, vuol dire che ci temono, ma bisogna lavorare per arrivare al livello della Juve”.

Bonucci: “Io come Pirlo alla Juve. Milan, in quattro anni voglio la Champions”

Il nuovo capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport.

Sul ko della Juve in Supercoppa Italiana: “Mi ha fatto un po’ strano vedere la Juve davanti la tv, ma ormai quello è il passato. Il presente ed il futuro si chiama Milan”.

Sul futuro debutto a San Siro da capitano: “Credevo ci sarebbe stato un po’ più di scetticismo nei miei confronti. Questo entusiasmo mi spinge a dare ancora di più. Non vedo l’ora di debuttare in questo stadio. Confesso che ho addosso un po’ di agitazione: San Siro è la storia ed il giorno del preliminare, anche se non giocavo, è stata una delle poche volte che mi sono emozionato entrando in uno stadio. Mi piacerebbe tanto rivedere la stessa cornice di pubblico”.

Sulle responsabilità di avere la fascia: “È una responsabilità importante: darò tutto me stesso per difendere questa maglia dal primo all’ultimo minuto di ogni partita. L’importante, però, è che ci sia un gruppo trainante ed il Milan è un club fortunato perché qui c’è gente che sa fare gruppo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche dallo spirito di sacrificio dei sudamericani. Sono molto contento dello spogliatoio: ci sono belle persone”.

Su Montolivo e la cessione a lui della sua fascia: “È stata una scelta condivisa da club, allenatore e squadra. Con Riccardo ho parlato sin dal primo giorno di quanto sarebbe potuto succedere. Lui è una grande persona ed un grande giocatore, nessuno vuole passare sopra nessuno, l’intenzione è quella di fare squadra. Conta il bene comune, quello è davvero importante. Non il capitano”.

Sull’essere leader: “Io posso mettere a disposizione carisma ed esperienza, ma è la squadra che ti fa diventare tale. Ho avuto la fortuna di aver imparato da grandi leader come Gianluigi Buffon, Alessandro Del Piero e Giorgio Chiellini. Per il resto, il segreto è fare gruppo nelle piccole cose, nei dettagli. Il Milan merita di tornare in alto ed è questo che la società ci ha chiesto”.

Sugli anni alla Juve e sul rapporto con Allegri: “Per me conta solo il Milan ora e la Juve è il passato. La ringrazio per quello che mi ha dato, con loro sono diventato uno dei più migliori difensori al mondo, ma quando fai certe scelte poi ti prendi la responsabilità e hai le tue conseguenze. La Juve ed Allegri durante l’ultima stagione hanno fatto scelte ben precise ed io le ho fatte di conseguenza. Di certo le mie valutazioni non erano più quelle del passato, ma la scelta è stata condivisa con il club, quindi non è solo farina del mio sacco. Tutto parte da Oporto, ma c’erano stati alcuni episodi già prima, magari meno eclatanti. Ritrovarmi Allegri in Nazionale? Se così dev’essere, sarà. Siamo tutti professionisti, nessun problema. Rapporti con gli ex compagni? Certo, ho fatto ieri gli auguri a Chiellini e poi con alcuni di loro c’è un percorso comune in Nazionale”.

Sul trasferimento dalla Juve al Milan: “Spero di fare nel Milan quello ciò che Andrea Pirlo ha fatto alla Juventus con il percorso inverso”.

Sul perché abbia scelto il Milan: “Perché aveva il progetto più ambizioso. Ed io vivo di sfide. Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli mi hanno fatto sentire importante e mi volevano fortemente, altrimenti la trattativa non sarebbe durata solo 48 ore. D’altra parte, gli amori o nascono subito o non nascono mai. E non è certo una questione di soldi: a chi mi dà del mercenario rispondo che avevo richieste anche dall’estero dove avrei guadagnato di più”.

Sulle similitudini tra la Juve del 2010 e il Milan di oggi: “Ne trovo molte. Infatti ho scelto il Milan anche perché nella mia testa c’è l’idea di ripetere il percorso vissuto in bianconero, dove eravamo partiti da una rifondazione come in questo caso e siamo arrivati in alto. Ecco, qui voglio arrivare ancora più in alto. Nell’arco di quattro anni spero di arrivare a vincere la Champions. Voglio portare a casa tutto”.

Sulle impressioni sui rossoneri e sul ritorno a Milano: “Questa è la mia nuova casa e già mi piace. Fin da subito ho avuto l’impressione di sentirmi a casa. Per ora sono ancora in hotel, a settembre saremo dentro casa. Conduco una vita normale, qualche sera fa in Versilia sono andato alle giostre con mio cognato. E voglio che anche i miei figli vivano nella normalità. L’altro giorno ho preso la metro: Milano è cambiata, evoluta. Molto bella”.

Sugli obiettivi della squadra: “Sono carico ed affamato più che mai, darò sempre più dei miei limiti. Il mio obiettivo è far sì che il Milan torni nell’Olimpo del calcio mondiale. Ho scelto questo club per ripartire, sono qui per vincere. Scudetto? La Juve resta la favorita, il Napoli ha ottime chance di giocarsi il titolo. Ora come ora siamo un gradino sotto entrambe, ma non dobbiamo porci limiti. Dopo di loro, vedo a pari merito Roma, Inter e Milan”.

Sul possibile arrivo di Belotti o Aubameyang: “Belotti è uno che trascina, che lavora tanto. Non so se arriverà lui, ma chi dovesse arrivare si deve mettere a disposizione nelle due fasi. Una punta di alto livello ti facilita in tante cose, sarebbe la chiusura perfetta di un mercato stimolante ed entusiasmante”.

Sulla reazione dei tifosi della Juve sui social al suo addio: “In questo club mi ci vedo a lungo e questo mi stimola ad essere ancora più ‘cattivo’. Se mi facessi condizionare dai commenti sui social, nel 2011 avrei lasciato la Juve ed oggi non sarei qui al Milan. Mi hanno insultato perché ho cambiato maglia, ma sui social la gente è libera di dire la propria e non provo rancore”.

Su Montella: “In lui vedo tanta voglia di migliorarsi e di trasmettere voglia di vincere. È un tecnico molto intelligente, ha un futuro da grande allenatore. Spero di poter vincere con lui. La sua idea di calcio è molto buona, non avevo mai visto nessuno impostare così il gioco con una difesa a quattro”.

Sulla difesa a tre: “Sono sincero: per me a tre o a quattro è uguale. Anzi, a tre c’è molto più campo da difendere. Sapete quante volte mi sono ritrovato uno contro uno?”.

Sul futuro dopo il calcio giocato: “Mi vedo assolutamente allenatore. Sono già 4-5 anni che ci penso. Gioco ancora 6-7 anni, poi alleno. È qualcosa che mi ha trasmesso Antonio Conte, mi vedo un po’ come lui. E poi voglio alzare un trofeo anche da tecnico”.

Allegri: “Bonucci? Dispiace, sarebbe stato il futuro capitano della Juve”

Leo sarebbe stato il futuro capitano della Juventus, un uomo spogliatoio che nel futuro avrebbe insegnato e trasmesso il dna bianconero”. Massimiliano Allegri si dice “dispiaciuto” per l’addio di Bonucci alla Juventus. “Ha fatto una scelta e di questo non ne va fatta una colpa a nessuno: né a lui, né alla società e nemmeno all’allenatore”, aggiunge il tecnico bianconero in una intervista a Premium Sport in occasione dei suoi cinquant’anni.

“Dico solo che il 7 è un bel numero. I ragazzi ormai hanno un dna vincente e soprattutto c’è una grande disciplina, ci sono delle regole da rispettare”. Massimiliano Allegri non pone limiti per la sua Juventus, a caccia del settimo scudetto consecutivo nella stagione ormai alle porte.

Fonte: ANSA.it

Tutti pazzi per Keita: Juve in pole, ma il Milan torna in corsa. E l’Inter…

Keita Balde Diao è il candidato forte a essere il nome più caldo dell’ultimo mese di mercato. Perché è destinato a lasciare la Lazio quest’estate – il contratto in scadenza nel 2018 sconsiglia a tutte le parti di andare avanti -, ma soprattutto perché è corteggiato da tutte le big della Serie A: la Juventus, il Milan, l’Inter e anche il Napoli, tutte interessate al talento senegalese in uscita dalla Capitale. E se i bianconeri sembravano in netto vantaggio sulle concorrenti, le ultime ore di mercato paiono aver aperto scenari interessanti per le rivali.

La Vecchia Signora, infatti, continua a essere lontana dalle richieste economiche della Lazio: 15 milioni sono troppo pochi per Lotito, il quale ne chiede esattamente il doppio. Una cifra che il Milan, invece, è disposto a offrire: Fassone – scrive La Gazzetta dello Sportha ribadito al presidente biancoceleste di essere disposto a mettere sul piatto 30 milioni. I rossoneri, tiratisi fuori dalla corsa a Keita nelle scorse settimane a causa dell’intesa verbale tra il giocatore e la Juve, sono pronti a tornare in corsa. E anche l’Inter, in caso di addio di Perisic, tenterà l’assalto all’ex canterano del Barça.

Insomma: Keita rischia concretamente di diventare la telenovela di questo agosto 2017. E se Milan e Inter sono tornati a sperare, la Juve resta decisamente avanti: pesa la preferenza del giocatore (e in particolare l’intesa con l’agente Calenda), anche se Lotito è un osso duro e non libererà il ragazzo se non a fronte di un’offerta economica congrua. 25 milioni complessivi di facili bonus potrebbero bastare, ma niente in ogni caso si muoverà prima della Supercoppa italiana tra Juve e Lazio del 13 agosto. E le sorprese sono dietro l’angolo.

Del Piero: “Bonucci-Milan, pensavo a uno scherzo. Ma la Juve resta avanti”

L’ex capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, è tornato sul trasferimento in rossonero di Bonucci e ha parlato del prossimo campionato di Serie A:

Bonucci al Milan? Pensavo fosse uno scherzo. Per me la Juve resta un passo avanti a tutti gli altri per quanto fatto negli ultimi anni e per un mercato meno scoppiettante di altre, ma oculato e che rafforza un gruppo già forte. Mi auguro – ha dichiarato Del Piero a Radio DeeJay – che le milanesi, il Napoli e la Roma siano in grado di lottare per lo Scudetto, per vedere un campionato più entusiasmante dell’anno scorso“.

Musacchio: “La Juve ha qualcosa in più. Bonucci? E’ un grandissimo”

Mateo Musacchio ha rilasciato un’intervista a Premium Sport. Il neo difensore rossonero ha confermato la Juventus come squadra da battere anche quest’anno: “Credo che in Italia ci siano molte grandi squadre e tanti grandissimi giocatori, ma sicuramente in senso assoluto la Juventus ha qualcosa in più, soprattutto in attacco: lì ha i migliori nel mondo”.

Su Bonucci: “E’ un grandissimo giocatore, è stato un elemento chiave per la Juve e adesso spero sinceramente possa essere per noi, per diventare una grande squadra e un grande gruppo”.

Buffon: “Bonucci non ha tradito. Milan da Scudetto? Sì, ha speso tanto”

Il capitano della Juventus e della Nazionale, Gigi Buffon, ha parlato anche di Milan in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Sull’addio di Bonucci: “Leo sentiva dentro il bisogno di una nuova sfida e il Milan lo ha intrigato. Dani Alves probabilmente anche: quando arrivi alla nostra età e non sei di nessuna parrocchia vuoi metterti alla prova in tutte le nazioni. La mia prima reazione dopo l’addio di Bonucci? Ci siamo messaggiati, quello che ci siamo detti resta tra di noi. Gli vorrò sempre bene, con lui c’era un’empatia molto forte, è cresciuto tanto in questi 7 anni, come calciatore e come temperamento. Lui ha fatto bene alla Juve e noi come gruppo abbiamo fatto bene a lui. Se mi sento tradito? No. Ognuno ha le proprie situazioni, anche familiari e personali, che hanno un peso”.

Su De Sciglio: “Mi auguro che possa tornare ad alti livelli perché Mattia era in una fase di stallo, non so per quale motivo, dalla quale doveva scappare per trovare una consacrazione. E alcune volte per farlo devi cambiare ambiente. Nulla in Italia più della Juve ti può aiutare”.

Sul Milan candidato per lo Scudetto: “Lo considero tale, hanno speso tanti soldi, anche se in questo mercato non mi sorprende niente, c’è uno stato di indefinitezza del valore. Non riesco più a capire quali siano i parametri per valutare un giocatore. È tutto molto aleatorio e tutto è in mano a chi ha più soldi: oggi 10, domani 100”.

Sul Fair Play Finanziario: “Sono favorevole a delle norme di valutazione per mettere dei parametri. Mi sembra tutto finto. Perché Neymar vale 220 milioni e non 600? Mio nonno da piccolo diceva sempre: gonfia gonfia, il palloncino poi scoppia…”.

Pirlo: “Bonucci al Milan non vincerà lo Scudetto. Sappiamo come andrà a finire…”

L’ex centrocampista di Milan, Juventus e Nazionale, Andrea Pirlo, ha rilasciato un’intervista a la Repubblica. Tra i temi trattati, anche quelli di attualità rossonera.

Su Bonucci: “Al Milan darà grande carisma, personalità ed esperienza internazionale. Alla Juve mancheranno la sua tecnica, la sua abilità nel giocar la palla”.

Su Bonucci-Milan sequel di Pirlo-Juve per colpa di Allegri: “No. Non so cosa sia successo tra loro, io me ne sono andato dal Milan perché ero a fine contratto e volevo un’avventura nuova. Allegri non c’entrava niente, non ho cambiato per colpa sua. Sarei potuto rimanere anche al Milan. Ma sentivo di aver finito un ciclo”.

Su un Milan da Scudetto: “Non credo. Quando parti da zero e prendi dieci giocatori nuovi, bravi quanto vuoi, è dura vincere subito. Devi farli giocare insieme, metterli bene in campo. Montella avrà un lavoro stimolante, ma difficile. L’obiettivo sarà arrivare in Champions. Tutti gli anni si dice che sarà la volta buona di Roma, Napoli e altre. Poi sappiamo come va a finire…”.

Bonucci: “Lo sgabello la goccia finale. Ora tutta la mia fame per il Milan. L’idolo? Nesta”

Il neo acquisto rossonero Leonardo Bonucci ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Sulle sensazioni di indossare la maglia del Milan: “Un po’ fa strano anche a me vedermi con questo stemma e questi colori, ma io sono uno che dà tutto e anche di più per la maglia che indossa. Sono uno che scende in campo anche quando non sta bene, se occorre. L’ho fatto per il Bari, per la Juve e per la Nazionale. Lo farò anche per il Milan”.

Sull’approccio col mondo rossonero: “E’ stato subito intenso. La Juve mi ha fatto diventare importantissimo, ma si apre una nuova pagina con le stesse ambizioni: voglio, assieme ai compagni, far tornare grande questa società. Il Milan merita di indossare un vestito migliore sia in Italia che in Europa. In poche parole: merita di tornare in alto. La società ha fatto grandi investimenti sul mercato grazie all’occhio lungo di Fassone e Mirabelli. Adesso sta a noi aumentare l’entusiasmo della gente con le vittorie”.

Sul passaggio da Juventus a Milan: “Io vivo di sfide e questa è affascinante, è una scommessa anche su me stesso. Mi sono rimesso in discussione, e a 30 anni non so quanti l’avrebbero fatto. Per me avere fame è fondamentale, ti fa dare qualcosa in più quando le forze mancano. Ho sposato un progetto ambizioso, per il quale ora metto a disposizione la mia esperienza”.

Sulla storia del Milan: “Quando ero piccolo ero affascinato dalla leggenda rossonera. Giocatori come Nesta, Maldini… Poi Nesta è stato il mio idolo quando sono diventato calciatore”.

Sulla coppia Bonucci-Romagnoli come Nesta-Thiago Silva: “Per suonare bene, suona bene. Speriamo, io mi metterò a disposizione di chi c’era già, e loro mi spiegheranno com’è il mondo Milan, che è molto diverso dal mondo Juve. Sei anni di vittorie con la Juve mi hanno fatto diventare un leader, ma qui entro in punta di piedi. Semplicemente, la squadra sa che potrà contare sulla mia esperienza e ai miei compagni dico che nulla è impossibile”.

Sul suo segreto per vincere: “Vedo che al Milan c’è tanto entusiasmo e propensione al sacrificio. Ecco, il segreto sta nella fame del gruppo. Questo club deve cancellare momenti non proprio esaltanti, come quelle delle ultime stagioni, con un’annata di grande spessore. Sono stato accolto benissimo, ora occorre trovare le chiavi giuste per amalgamare la squadra. Qui inizio con un preliminare europeo di Europa League, proprio come avvenne in bianconero: speriamo che sia di buon auspicio”.

Sul perché ha deciso di lasciare la Juventus: “La vita è fatta di cicli che si aprono e si chiudono, e quando fai parte di un gruppo per sette anni speri di lasciare qualcosa di bello. Diciamo che nell’ultima parte della stagione il legame si è affievolito da entrambe le sponde e abbiamo deciso in accordo di allontanarci. Negli ultimi mesi si era sgretolato qualcosa. E cambiare è stata la conseguenza. Per dare il 100% io devo sentirmi importante, cosa che ormai succedeva a fasi alterne. E questo non mi andava. Anche i matrimoni più belli a volte finiscono”.

Sui margini per un eventuale ripensamento: “La premessa è che alla Juve ho dato tanto e dalla Juve ho ricevuto tanto. Per me non è stata una scelta facile perché sette anni sono difficili da chiudere e dimenticare. Ma il rapporto era arrivato alla conclusione, da parte di entrambi non c’era più voglia di continuare insieme. Però devo dire che per come è finita, ne siamo usciti tutti bene: io, la Juve e il Milan”.

Sulla BBC: “Con i compagni ci sono stati momenti nei quali abbiamo parlato e affrontato problematiche. Ognuno ha il proprio carattere, ma con loro ho sempre avuto grande rapporto. Nello spogliatoio non è successo nulla di quanto è stato detto”.

Su Allegri: “Con lui ho avuto un rapporto alla luce del sole, ho giocato tanto e se è successo è perché sono stato considerato importante. Avere discussioni durante gli anni è normale, e io sono uno diretto che dice sempre la verità. Ma con lui non ho avuto alcun tipo di problema. Poi, è ovvio che alcune situazioni portano delle conseguenze e ognuno si prende le proprie responsabilità”.

Sullo “sgabello” di Oporto: “Pare che sia stata la cosa più eclatante, ma in realtà è solo la goccia finale. Già prima c’erano state altre situazioni. Poi, comunque, la cosa si era ricomposta”.

Sull’accoglienza che si aspetta il giorno del ritorno allo Stadium: “Per quello che ho dato alla Juve, non m sento né un traditore né un mercenario. Se dovessero fischiarmi devono sapere che, così come gli insulti che ricevevo in bianconero mi caricavano, sarà così anche nel caso mi fischiassero allo Stadium”.

Sulla fede calcistica dei figli: “Resteranno così cime sono, liberi… Il più grande è un tifoso del Toro bello convinto, non gli si può togliere nulla di granata dalla cameretta, ma magari nel trasloco a Milano cambia fede…”.

L'amministratore delegato del Milan Marco Fassone

Fassone: “In 100 giorni ho rifatto il Milan. E non è ancora finita…”

L’amministratore delegato Marco Fassone ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Sul bilancio dei primi 100 giorni al Milan: “Il nuovo corso è partito, la percezione è quella di un cambiamento importante, su tutti i fronti. Faccio un esempio più manageriale che sportivo: la settimana prossima si insedierà il direttore finanziario, e con lui il primo livello di management sarà completo. Non è facile farlo in cento giorni. In realtà mi sento un po’ stanco, lavoro tutti i giorni venti ore, ma devo dire che sono volati e mi ritengo molto soddisfatto: abbiamo fatto ciò che avevamo in mente e anche qualcosa in più”.

Sulla paura che potesse saltare tutto: “Sì, i primi due giorni dopo il mancato closing di marzo. Poi ho provato a dare una mano in prima persona e ce l’abbiamo fatta”.

Sul rapporto col fondo Elliott: “Semplice: da parte loro sono previsti controlli periodici sui conti del club, che inizieranno a novembre con cadenza bimestrale. Certo, il rischio default esiste come sempre in questi casi, ma lo considero un evento molto ipotetico, anche perché è un debito che ritengo rifinanziabile abbastanza facilmente”.

Sul presidente Li: “In quasi nessun club da cui sono passato ho visto una tale sequenza di aumenti di capitale. Significa che il proprietario crede così tanto nella sua creatura da volerla ricapitalizzare. Sono iniezioni che danno ossigeno alla cassa e aumentano il patrimonio. L’assemblea dei soci inoltre ha deliberato un aumento di capitale di lungo periodo e questo tranquillizza manager e tifosi. Lui e il direttore esecutivo Han Li intendono la gestione di un club come una famiglia manageriale. Non vedono dipendenti, ma un gruppo di persone che sposa un progetto fiduciario di lungo periodo. Ti fanno sentire uno di loro”.

Sul budget di mercato residuo: “Diciamo che qualcosina o qualcosona la faremo ancora. Dipende anche dalle uscite ma non abbiamo fretta. Questa è una squadra già ottima, manca solo la ciliegina. Che, in ogni caso, sarà un arrivo eccellente, di livello. Comunque tutti gli acquisti sono stati fatti ai prezzi corretti”.

Sull’entusiasmo dei tifosi: “Intanto vorrei sottolineare la nuova strategia di comunicazione, abbiamo scelto di parlare dritti alla gente, via social, in tempo reale. Prima per strada avvertivo scetticismo, ora sento euforia e passione. Volete un dato? In questi primi quattro giorni di campagna sono stati venduti cinquemila abbonamenti”.

Sull’aumento dei ricavi: “Intanto partecipare a tournée come queste si crea un’onda lunga con la gente che dura tutto l’anno. Occorre pianificare in paesi lontani, dove ci sono tanti potenziali tifosi. Milan China, la nostra controllata, partirà a brevissimo. Nel nostro piano quinquennale contiamo di passare dagli attuali 200 milioni di fatturato in una forbice fra i 400 e i 500. Stadio escluso, ovviamente lì c’è dentro tutto: Champions, diritti tv, ricavi commerciali in Cina. Diciamo che nel 2022, se vogliamo parlare di obiettivi, sarebbe bello avere il Milan fra i primi 5 top club mondiali. Tra l’altro sta ripartendo anche la macchina delle sponsorizzazioni: la settimana prossima ne annunceremo uno di primo livello. Ora le imprese hanno più attenzione nei nostri confronti. E poi nel 2018/19 l’ingresso in una Borsa orientale è uno degli scenari più probabili”.

Sul voluntary agreement: “Siamo grati alla UEFA. Abbiamo inoltrato altri piani, garantendo che in autunno ci presenteremo con cose concrete e non solo progetti. Il voluntary ci darà un anno di ossigeno”.

Sulla questione stadio: “Occorre accordarsi in tre: noi, Inter e Comune. A inizio agosto ci rivedremo, ma noi non sappiamo ancora se prenderemo la strada di San Siro o quella di un impianto di proprietà. Al momento le reputiamo percorribili entrambe. Di certo vogliamo arrivare a fine stagione con un progetto approvato e capire chi farà cosa”.

Sull’obiettivo scudetto: “Da uomo Milan devo pensare a quello, da manager non devo illudere con le promesse. Al primo anno, razionalmente, è quasi impossibile. Ma nel calcio l’irrazionalità è una componente sempre presente, quindi lascio le porte aperte a tutto”.

Su Montella: “Non è mai uscito dal nostro radar, lui ha la grande qualità di trasferire sempre a tutti grande serenità. Abbiamo scelto insieme una strategia di mercato rivoluzionaria: avremmo anche potuto andarci più cauti con il numero di acquisti”.

Sul viaggio di mercato più piacevole: “Per André Silva è stato un blitz: arrivati a Oporto nel pomeriggio e prima di cena avevamo già chiuso. Abbiamo incassato anche dei no, per motivi di prezzo e prima del closing”.

Sugli obiettivi sfumati: “Un paio di giocatori non sono arrivati perché è slittato il closing. Uno era Kolasinac. A volte è stato frustrante, ma io e Mirabelli non ci siamo mai fermati. Lui si è visto milioni di partite”.

Sul rapporto tra Raiola e Mirabelli: “Se abbiamo rinnovato con Donnarumma è grazie alle sue intuizioni. Ha toccato le leve giuste, ha saputo convincere Gigio a sposare il progetto. E quando parliamo di schiena dritta intendiamo dire che per gli agenti occorre la giusta remunerazione”.

Sull’irritazione della Juve per l’operazione Bonucci: “Non l’ho percepito. I rapporti sono buoni, quando si chiude un affare si è in due. Con Marotta ci siamo avvicinati subito al primo incontro. Il merito è di Montella: io ero scettico, Mirabelli il più perplesso, il mister ha insistito e ci ha spronato”.

Sul risentimento di Borussia e Torino: “Se è così, mi scuso se le mie azioni sono state interpretate come un’uscita dal mio campo. Io comunque ho parlato più volte coi club”.

Sul possibile arrivo di Belotti, Kalinic e Aubameyang: “Potrebbe esserci un’altra figura, un Mister X”.

Sul “divertimento” di questo mercato: “Credo sia la mia stagione più divertente e stimolante di sempre. E’ un Diavolo che mi ha preso l’anima, mi sento rossonero dappertutto”.

Su come si vede tra 1000 giorni: “Mi vedo con la musichetta della Champions, con una fase di rodaggio finita e quindi mi vedo alzare trofei e parlare di scudetto. E, allo stesso tempo, con la crescita e la salute economica. La stagione 2019/20 è quella del break even, quella successiva contiamo di iniziare a distribuire qualche piccolo dividendo”.

De Sciglio: “Juve top in Italia e in Europa, è un onore essere qui”

L’ormai ex Milan Mattia De Sciglio ha rilasciato le prime dichiarazioni da calciatore della Juve:

“Sono molto emozionato, arrivo in una squadra top in Italia e in Europa. È un onore essere qui, farò di tutto per ripagare la fiducia della società. Il mio primo obiettivo – ha dichiarato De Sciglio al sito ufficiale bianconero – è entrare nel gruppo e guadagnarmi il rispetto dei compagni, che credo sia fondamentale, poi attraverso quello fare il massimo per ripagare la fiducia della società e poter stare in questo gruppo, oltre che guadagnarmi il sostegno dei tifosi”.

Ufficiale: De Sciglio è della Juventus

Mattia De Sciglio è ufficialmente bianconero. Il terzino della Nazionale ha firmato con la Juventus, come annunciato dallo stesso club bianconero tramite il proprio sito internet. L’ex rossonero sarà legato alla Vecchia Signora da un contratto di cinque anni, mentre nelle casse del Milan finiranno 12 milioni di euro più bonus.

Di seguito il comunicato ufficiale della Juve:

“Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società AC Milan S.p.A. per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Mattia De Sciglio a fronte di un corrispettivo di € 12 milioni pagabili in tre esercizi.

Il valore di acquisto potrà incrementarsi di massimi € 0,5 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale.

Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale fino al 30 giugno 2022.”.

De Sciglio è tornato in Italia: “Ora non è il momento di parlare”

Mattia De Sciglio è tornato in Italia, a Milano, pronto a iniziare una nuova avventura con la maglia della Juventus. Il terzino a un passo dall’addio ai rossoneri ha parlato così all’arrivo a Malpensa:

“Sto bene, è stato un lungo viaggio e sono stanco. Se sono sollevato? Adesso vedremo. Contento di ritrovare Allegri? Non è il momento adatto. Più dispiaciuto o sollevato? Ci sarà il momento per parlare – riferisce MilanNews.it – ora devo andare. Se ho sentito Allegri? No, no”.

Juve, chiusura vicina per De Sciglio

Bianconeri che stanno per chiudere anche per Mattia De Sciglio: ci sono stati contatti anche oggi e l’accordo totale e definitivo è ormai molto vicino. La cifra sarà simile a quella di Szczesny: 12 milioni la parte fissa, da capire se anche in questo caso saranno inseriti dei bonus.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Milan, muro per Locatelli: “È incedibile”

La Juventus lo tenta, muovendosi concretamente con il procuratore, ma il Milan lo ha blindato. Manuel Locatelli è assolutamente incedibile. È questo il messaggio che filtra da via Aldo Rossi: il centrocampista di Lecco non è sul mercato – riferisce Premium Sport HD – e non è ipotizzabile che possa essere ceduto da qui alla fine del mercato.

L’arrivo di Biglia e la permanenza di Montolivo e Sosa, però, priverà Locatelli degli spazi necessari per crescere. E la Juve si è mossa con questa strategia: prendere il giocatore e “parcheggiarlo” in prestito a Sassuolo o Atalanta. Ma dal Milan è arrivata chiusura: il Loca non si vende. Al limite potrebbe partire in prestito nel mese di agosto.

Juventus su Locatelli

La Juventus ci prova per Manuel Locatelli. La Vecchia Signora – svela Gianluca Di Marzio – gradisce molto il centrocampista di Lecco, tanto da averne parlato in giornata con l’agente: nei prossimi giorni potrebbe essere fatto un tentativo su spinta di Paratici, suo grande ammiratore. Dal Milan, per ora, nessuna posizione in merito.

Milan, spiffero di mercato: Bonucci porta Morata?

Milan scatenato, in questo incredibile mercato dei rossoneri tutto sembra possibile, anche che l’undicesimo colpo possa essere Alvaro Morata. L’attaccante spagnolo del Real Madrid è stato a lungo nel mirino dei rossoneri, ma dopo le dichiarazioni del post Cardiff la pista si era raffreddata. Ora però potrebbe cambiare tutto grazie a…Bonucci.

Negli alberghi del calciomercato circola una voce che sarebbe clamorosa: il futuro capitano rossonero avrebbe convinto l’ex compagno a trasferirsi a Milano e ora tutto dipenderebbe da Florentino Perez. Non è un segreto che il Milan stia cercando un grande attaccante e lo United, dove lo spagnolo sembrava destinato, ha investito pesante su Lukaku. E’ un’ipotesi molto difficile, ma chi tre giorni fa avrebbe pensato a Bonucci nuovo capitano del Milan?

Fonte: Premium Sport HD

Milan, è fatta per Bonucci: sta raggiungendo Casa Milan, costerà 40+2 milioni

È fatta: il Milan ha preso Leonardo Bonucci. L’annuncio del “sì” definitivo alla trattativa è arrivato stamane, annunciato da Sky Sport: il difensore della Juventus e della Nazionale vestirà i colori rossoneri. Dopo i test e le visite mediche, il giocatore firmerà un contratto di durata quinquennale.

Il colpo di mercato dell’estate è stato concretizzato e nelle prossime ore ci saranno i crismi dell’ufficialità: Bonucci si sta dirigendo in questi minuti verso Casa Milan, il quartier generale della società, dove ad aspettarlo ci sarà l’a.d. Fassone per la chiusura definitiva della trattativa. Nuovi dettagli economici sul prezzo del cartellino: il Diavolo pagherà alla Juve 40 milioni più 2 di bonus.

Bonucci verso Milano: firmerà sino al 2022

Milan-Bonucci, ci siamo. L’operazione che nessuno poteva immaginarsi è ormai entrata nella fase conclusiva, con le parti che lavorano alla definizione del contratto. La bozza è già pronta, il difensore della Nazionale firmerà un contratto di 5 anni a 6,5 milioni di euro a stagione più bonus, con i diritti d’immagine che verranno discussi a parte.

Intanto l’agente Lucci, proprio in questi minuti, sta definendo l’operazione con la Juventus, prima di presentarsi al rush finale con i dirigenti rossoneri e chiudere l’accordo. Bonucci è già in viaggio per Milano, pronto a mettere nelle prossime ore la firma sul contratto. L’era bianconera è vicina alla conclusione, il futuro è ormai rossonero.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Bonucci-Milan, domani si chiude: affare da 40 milioni

Domani sarà il giorno di Leonardo Bonucci. Il Milan continua a tenere i contatti con l’agente del giocatore, Alessandro Lucci, per definire i dettagli di questa clamorosa trattativa di mercato, arrivata già alle battute finali: il difensore della Nazionale salvo colpi di scena diventerà un nuovo calciatore rossonero, forse già in nottata.

Definiti e svelati i dettagli economici dell’operazione: il Diavolo sborserà 40 milioni di euro per assicurarsi Bonucci, il quale invece firmerà un contratto da 6,5 milioni netti più bonus a stagione. Staccato, invece, l’affare De Sciglio: il terzino diventerà bianconero, ma in un’operazione staccata da quella per Bonucci. Ancora da trovare l’intesa: la Juve offre 10 milioni, mentre il Milan continua a chiederne 15.

Milan-Juve, gentlemen agreement per Bonucci e De Sciglio

Già sette acquisti in questo movimentato inizio di mercato, il Milan ora lavora per piazzare il grande colpo. Fassone e Mirabelli vogliono regalare a Vincenzo Montella l’esperienza e la qualità di Leonardo Bonucci, per rinforzare con un elemento di spessore la difesa rossonera. Tra Milan e Juventus, oltre a quella per il difensore della Nazionale, c’è in piedi anche la trattativa che riguarda Mattia De Sciglio. Due operazioni che, di fatto, sono separate ma che, moralmente, risultato legate tra di loro. Una sorta di gentlemen agreement tra le parti.

La Juventus valuta Leonardo Bonucci 40 milioni di euro e, se il Milan dovesse pagare questa cifra, i bianconeri procederebbero poi all’acquisto di De Sciglio per 10 milioni di euro. La distanza tra i club, al momento, riguarda proprio la valutazione del terzino rossonero: il Milan lo valuta 15 e non vuole scendere al di sotto di questa cifra. Doppia operazione che, comunque, va avanti e, nelle prossime ore, è atteso un altro contatto tra le parti.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Bonucci-Milan, la Juve vuole 40 milioni cash

Aggiornamenti in arrivo sul fronte Bonucci. Milan e Juventus hanno iniziato a trattare sul prezzo del cartellino del difensore della Nazionale, trovandosi ancora un po’ distanti: i rossoneri offrono 30 milioni di euro più De Sciglio, mentre la Vecchia Signora ne chiede 40 non trattabili – aggiorna Sky Sport.

I bianconeri, dunque, pongono condizioni strette al trasferimento a Milano di Bonucci. Ma De Sciglio continua a essere un profilo gradito ad Allegri e alla Juve, ma vuole parlarne con il Diavolo in una trattativa separata rispetto a quella che riguarda il centrale di Viterbo.

Milan, ottimismo per Bonucci: via alla trattativa. E verso la tournée in Cina…

Da “sparata” di mercato a trattativa concreta e possibile in meno di 24 ore. Sembrava un’assurdità e invece il Milan sta trattando sul serio per Leonardo Bonucci, tanto da essere ottimista e fiducioso sulla chiusura delll’affare: Fassone e Mirabelli – svela Sky Sportstarebbero addirittura sognando di chiudere il colpo entro domani a pranzo, quando il Milan partirà alla volta della Cina per la tournée.

I contatti per Bonucci sono proseguiti anche in mattinata con il procuratore Alessandro Lucci per quello che sarebbe senza dubbio il trasferimento più clamoroso dell’estate. La prima offerta del Milan è di 30 milioni di euro, mentre la Juventus parte da una valutazione di 45 milioni e dalla convinzione che non terrebbe in rosa un giocatore che spinge ad andarsene. È possibile che De Sciglio venga inserito nella trattativa.

Bonucci: “Pronto per ricominciare”

“Si torna al lavoro, pronto per ricominciare. Nuova stagione 2017-18”. Il difensore della Juventus Leonardo Bonucci chiude le sue vacanze ma, pubblicando via social una sua foto “in borghese”, senza divisa né simboli bianconeri indosso, scuote il calciomercato e le sue voci. Il giocatore, oggi a Vinovo per il suo primo allenamento in vista della nuova stagione, sta infatti facendo parlare di sé per una possibile cessione al Milan.

Solo pochi giorni fa, inoltre, Espn aveva rivelato l’esistenza di una trattativa per lo sbarco di Bonucci al Manchester City, trattativa definita in dirittura d’arrivo.

Fonte: ANSA.it

Milan, conferme su Bonucci: contatti con l’agente

Milan inarrestabile. Un mercato, quello rossonero, che può continuare a regalare sorprese: tra queste c’è un’idea Bonucci per la difesa. Il Milan ne ha parlato con l’agente del giocatore, per capire l’eventuale fattibilità di questa operazione. Ancora non ci sono stati contatti diretti con la Juventus, dunque una trattativa ancora non è stata aperta ma qualora Bonucci fosse sul mercato i rossoneri certamente sarebbero interessati.

gLa linea della Juve a riguardo è chiara: non viene trattenuto nessun giocatore che vuole andare via. Dunque se nei prossimi giorni l’agente presenterà ai bianconeri un’offerta importante da parte del Milan per il difensore, si potrà sviluppare un discorso più approfondito tra le parti, senza comunque l’intenzione di inserire altri giocatori nella trattativa (escluso dunque un possibile coinvolgimento di Romagnoli in questa operazione come eventuale contropartita).

Fonte: Gianluca Di Marzio

Lo spiffero: Milan, maxi offerta per Bonucci. La Juve ci pensa

Il Milan ha messo le mani su Leonardo Bonucci. Clamorosa indiscrezione raccolta in esclusiva dalla redazione di SportMediaset, i rossoneri avrebbero recapitato alla Juventus un’offerta concreta per il difensore bianconero: De Sciglio, Romagnoli e conguaglio economico. Per il giocatore un contratto da 7 milioni a stagione. Il sì di Bonucci sarebbe già stato incassato dai dirigenti rossoneri, mentre la Juve si è presa 72 ore per decidere se accettare la proposta.

La notizia è di quelle capaci di far tremare i muri di diverse redazioni, ma anche di quelli societari. Un’indiscrezione clamorosa e per questo da trattare con i guanti e tutti i condizionali del caso, ma a quanto appreso il Milan si è mosso ufficialmente per Leonardo Bonucci. Un’offerta scritta e pervenuta nella sede della Juventus che si è presa 72 ore per valutare seriamente la proposta e dare una risposta a Fassone e Mirabelli.

Ma veniamo al dunque: per Bonucci il Milan ha offerto i cartellini di De Sciglio e Romagnoli più un conguaglio economico. Per il giocatore, invece, un contratto da 7 milioni all’anno a cui il difensore della nazionale avrebbe già detto sì. Per la Juve la possibilità di avere, nel 2018, una difesa giovanissima e di talento composta da Caldara, Rugani e Romagnoli.

Fonte: SportMediaset

De Sciglio-Milan, separati in casa

Ormai non ci sono dubbi: Mattia De Sciglio vuole lasciare il Milan. E il Milan è disposto ad accontentarlo, seppur a fronte di un’adeguata valutazione economica. La Juventus di Allegri è da tempo sulle sue tracce e il giocatore stesso andrebbe al volo dai bianconeri, ma la Vecchia Signora non ha ancora formulato un’offerta adeguata.

Un’operazione con Cuadrado, obiettivo rossonero e pallino di Montella, potrebbe essere la chiave per sbloccare la situazione: il colombiano è in uscita da Torino – i bianconeri stanno lavorando all’acquisto di due nuovi esterni d’attacco – e sarebbe ben contento di venire al Milan e di tornare a lavorare con l’Aeroplanino. Uno scambio, con conguaglio a favore della Juve è un’ipotesi credibile.

Ancelotti

Ancelotti: “Milan, è un mercato intelligente. Calhanoglu? Farà bene. Gigio…”

L’ex calciatore e allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, ha rilasciato un’intervista sulle colonne del Corriere dello Sport. Di seguito riportiamo le dichiarazioni più importanti.

Sul mercato del Milan: “La Juve resta la favorita numero uno in modo chiaro, ma le due milanesi si stanno avvicinando. Inter e Milan stanno seguendo un percorso diverso. Il Milan doveva cambiare molto e la sua campagna acquisti è intelligente. Non doveva comprare un giocatore da 100 milioni, ma investire su più giocatori proprio come ha fatto. Quelli arrivati sono giusti”.

Su Çalhanoglu: “Ci impiegherà pochissimo ad ambientarsi alla Serie A, anche perché la Bundesliga è simile alla Serie A. In Germania, prima dell’infortunio, è andato molto bene”.

Su Donnarumma: “La scelta finale è quella giusta: restare al Milan. E’ la squadra che lo ha cresciuto, è l’ambiente ideale per lui. Gli auguro di arrivare a grandi traguardi con la maglia rossonera, anche perché toccherà a lui prendere l’eredità di Buffon”.

Su un ritorno in Italia: “Mi piacerebbe tantissimo. Dopodiché staremo a vedere. Per adesso il mio obiettivo è fare bene col Bayern come abbiamo fatto bene l’anno scorso”.

Cuadrado vuole aspettare il Milan. Tra De Sciglio e Suso…

Sottotraccia, ma da tempo. Ora la storia dell’interesse del Milan per Juan Cuadrado è venuta fuori, ne parliamo da settimane, bisogna aspettare ancora un po’. Ma c’è una novità: il colombiano è tutt’altro che insensibile al gradimento di Montella che per lui stravede. E per il momento ha messo in secondo piano tutte le altre situazioni, Arsenal in testa. Arriveranno i giorni del confronto, innanzitutto con Suso che vuole rinnovare per non prendere in considerazione le altre proposte (Roma in testa, ma anche sirene inglesi).

Il Milan sarà dello stesso avviso? Può darsi, ma servono i fatti. E la Juve che ha in mente due esterni offensivi (Bernardeschi in primis, caldo anche Douglas Costa mentre Keita fa storia a sé) ovviamente non chiude le porte a Cuadrado. Anzi. Anche perché è lo stesso colombiano che, avendo spazi ristretti, freme per giocare. Possibilmente da Montella, in un’operazione che – ora è una trama semplice semplice – vedrebbe la partecipazione di De Sciglio. Più conguaglio da parte del Milan, ovviamente. Tracce impostate, in attesa dello svolgimento.

Fonte: Alfredo Pedullà

De Sciglio-Cuadrado, il possibile intreccio tra Milan e Juve

Mattia De Sciglio piace alla Juve. Ma la proposta fin qui formulata è di circa 6 milioni, ritenuta insufficiente dal Milan. A Montella piace molto Cuadrado, pur tenendo l’allenatore rossonero in grossa considerazione Suso. Quest’ultimo ha un contratto in scadenza nel 2019, non ha ancora rinnovato. Può anche darsi che nei prossimi giorni si decida per un prolungamento dello spagnolo, passaggio in qualche modo fondamentale per consentirgli di vivere serenamente la stagione.

Suso piace a Montella, ma se fosse possibile dirlo il colombiano ha una considerazione ancora superiore. Un possibile intreccio tra Milan e Juve potrebbe essere quello di un conguaglio da aggiungere per liberare De Sciglio e sferrare l’eventuale assalto a Cuadrado. Situazione da seguire, ma la precedenza va a Suso.

Fonte: Alfredo Pedullà

Buffon: “Donnarumma? Abbiamo parlato. La Juve dovrebbe prenderlo”

Gianluigi Buffon ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport. Il portiere della Nazionale ha parlato del suo giovane collega Gianluigi Donnarumma, il cui futuro resta ancora incerto: “Non dispenso consigli, perché in questo momento si aumenta solo la confusione. L’unica cosa che gli dico è di fare quello che lo rende felice. Abbiamo parlato a Coverciano un quarto d’ora della sua situazione, come tutte le persone deve fare quello che si sente”.

Tra le tante suggestioni di mercato riguardanti il numero 99 rossonero si è parlato anche di un possibile approdo proprio alla Juventus. Il capitano bianconero non ha dubbi a riguardo: “Se la Juve avesse questo tipo di opportunità farebbe un grandissimo acquisto e non sbaglierebbe sicuramente. Ma ci sono tante dinamiche che vanno tenute in considerazione”.

La cosa più importante però, ribadisce Buffon,  al momento è  il bene del ragazzo: “Ora Donnarumma deve fare la cosa che lo rende più felice”.