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Bonucci: “Milan scelta di coraggio e palle, immeritato darmi dell’infame, traditore e mercenario”

Leonardo Bonucci entra a San Siro

Il capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della Nazionale italiana a Coverciano. Di seguito le sue dichiarazioni più importanti.

Sul ritrovare gli ex colleghi in bianconero: “Ritrovare compagni di vita e di campo fa sempre piacere. Rimangono degli amici e dei compagni perché condividiamo l’azzurro. Resta il rapporto creato in sette anni di spogliatoio, da loro ho imparato tanto: Buffon, Chiellini e Barzagli sono tre campioni che mi hanno aiutato a crescere”.

Sull’episodio di Joao Pedro e della fascia di capitano: “Non mi dà fastidio che si parli di nessuno dei due. Sono sempre stato abituato a stare al centro di polemiche e di episodi positivi, Vuol dire che ho aggiunto un livello importante, come calciatore e come persona”.

Sulla BBC: “Credo che un mese di distanza non cambi l’intesa di un trio che ha lavorato quotidianamente per sette anni”.

Sul VAR e se la Juve avrà più rigori: “Sinceramente penso che si debba dare il tempo ai Var per permettere a tutti di capire questa variazione e per far sì che gli episodi dubbi e meno dubbi siano compresi. Non è questione di squadre, ma il fatto che siamo all’inizio. Dobbiamo abituarci e dare tempo agli arbitri”.

Sullo Scudetto: “La favorita resta la Juve per la qualità dei singoli e per quello che ha costruito nel tempo, poi il Napoli per il gioco: sono un gradino sopra tutti”.

Se manca più la Juve a lui o lui alla Juve: “La Juve è fatta di grandi giocatori e anche a loro rode subire gol. Se io non avessi avuto la fortuna di giocare con loro avrei potuto fare ben poco. Ora a me interessa il Milan – riporta l’edizione online di Tuttosport – la Juve farà il proprio percorso e spero che il Milan possa dare fastidio all’idea di vincere il settimo scudetto”.

Sulle similitudini tra Milan di oggi e prima Juve di Conte: “Ci sono molte similitudini tra questo Milan e la Juve che era reduce dai settimi posti: molti giovani, una mentalità vincente da trasmettere. Abbiamo la fortuna di giocare in Europa e per il Milan è importante. Sono due grandissime società che hanno fatto la storia e simili nell’importanza. Sono fortunato ad avere fatto parte di Juve vincente e spero di esserlo nel Milan”.

Su quando ha capito che avrebbe lasciato la Juve per il Milan: “’è stato un momento esatto che mi ha portato a fare valutazioni diverse da quelle della società: si è andati d’amore e d’accordo fino a fine anno e poi ognuno per la propria strada”.

Su come vuole essere ricordato: “Come un vincente, le chiacchiere le porta via il vento. Ho messo trofei in bacheca con la Juve, ora voglia farlo con il Milan e la Nazionale”.

Su cosa gli ha dato più fastidio sui social del suo trasferimento in rossonero: “Essere etichettato come infame, traditore e mercenario. Sono aggettivi pesanti da mettere addosso a un giocatore che ha sempre dato il massimo per la maglia che ha indossato: non li meritavo. Non sono un mercenario: non sono andato via per i soldi perché quello che guadagnavo l’ultimo anno alla Juve è molto simile a ciò che percepisco ora. Traditore no perché è una scelta dettata da altre scelte precedenti: non ho tradito nessuno. Infame nemmeno, perché ho scelto un progetto e ci voleva coraggio, servivano le palle per fare le scelte che ho fatto. Non mi sono tirato indietro di fronte a queste responsabilità. La fascia per me è onore una grandissima responsabilità, mi sono buttato con il massimo di me stesso”.

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