Editoriali

23 maggio 2007. Per la settima volta sul tetto d’Europa

Esattamente 10 anni fa il Milan diventava campione d’Europa per la settima volta nella sua storia battendo il Liverpool in quella che è stata definita “la rivincita di Istanbul”.

Abbiamo ancora negli occhi quella partita, la tensione, la paura dell’avversario che appena due anni prima ci aveva sfilato dalle mani una coppa che sembrava già nostra, gli sguardi dei nostri campioni, i vari Ambrosini, Maldini, Oddo, Kakà, Pirlo, Seedorf, Inzaghi, Gattuso, Dida, Nesta, Jankulovski, senza ovviamente dimenticare il sapiente manovratore Ancelotti in panchina.

La formazione del Milan che ha battuto il Liverpool il 23 maggio 2007.

Abbiamo visto e rivisto gli highlights di quel giorno: l’attimo in cui Inzaghi tocca con la spalla il pallone calciato da Pirlo sul finire del primo tempo e lo manda in rete per il vantaggio rossonero, il passaggio filtrante di Kakà ancora per Inzaghi che accarezza il pallone con una dolcezza incredibile e lo fa rotolare lentamente, quasi troppo lentamente oltre la linea della porta difesa da Reina, il gol del Liverpool segnato da Kuyt che fa riapparire per più di qualche istante, vecchi fantasmi che credevamo estinti, ma soprattutto ricordiamo la festa, la totale gioia che ci ha pervaso alla fine dei 90 minuti di partita.

Non voglio ripercorrere la cronaca della partita o le statistiche varie della competizione, dato che tutti ricordiamo bene quella partita e le precedenti con Manchester United, Bayern Monaco e il difficilissimo ottavo di finale contro il Celtic. Ci tengo però a condividere un ricordo che è legato a quella serata fantastica e che mi fa sorridere quando lo rievoco.

All’epoca avevo 17 anni e il periodo di maggio, come ogni liceale disperato sa bene, è caratterizzato dalle ultime interrogazioni e verifiche prima della fine del quadrimestre, soprattutto in materie in cui si è un po’ deboli e in cui si tenta il recupero in extremis.

Una delle mie bestie nere al liceo è sempre stata latino (l’altra è da sempre matematica), il caso ha voluto che il giorno dopo la finale di Champions fosse in programma l’ultima versione di latino del quadrimestre e, ironia della sorte, ricordo che ero teso molto di più per quella che per la finale di Champions. Il piano prevedeva di ripassare con un amico prima della partita, goderci la finale e tutto quello che sarebbe successo dopo, per poi usare come giustifica eventuale ad un insuccesso scolastico: “Ma prof. c’è stata la finale di Champions!”.

Non ricordo la versione di latino, ricordo molto bene i caroselli per la strada, bandiere rossonere ovunque, Piazza Duomo vestita con l’abito da sera, quello più bello, a tinte rossonere. Ricordo gioia infinita, urla, esaltazione mistica e un rientro più che tardivo a casa.

E la versione?

Non so ancora come a 10 anni di distanza, ma presi 7, stesso numero della coppa alzata al cielo da Paolo Maldini la sera del 23 maggio 2007. Il caso non esiste.

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