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Galliani: “Milan, esulto esattamente come prima. L’Europa? Sono contento. Berlusconi…”

Presente alla cena organizzata dagli ex milanisti per celebrare i 10 anni dalla vittoria della Champions League 2007, l’ex a.d. rossonero Adriano Galliani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Sto bene, mi sto occupando di altre cose. Quando vedo le partite del Milan, la mia emotività è la stessa ed esulto esattamente come prima a ogni gol. Sono contento che il Milan sia tornato in Europa League. Oggi – ha svelato Galliani – ho pranzato con Berlusconi: stasera aveva altri impegni, altrimenti sarebbe venuto anche lui. Mi ha chiesto di salutare tutti perché ha un grande ricordo di quella serata di 10 anni fa”.

Ancelotti ricorda Atene: “La vittoria di un gruppo di uomini. Inzaghi…”

L’ex allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, ha ricordato così il trionfo in Champions League di Atene, avvenuto esattamente dieci anni fa:

“Volevo il Liverpool in finale, lo volevo io e lo volevano i ragazzi. Troppo bello potersi prendere la rivincita due anni dopo Istanbul. E troppo bello arrivare in fondo alla Champions dopo che nessuno, a inizio stagione, avrebbe scommesso un euro su di noi. La verità è che quella fu la vittoria di un gruppo di uomini. Uomini veri, gente che si aiuta in campo e fuori, che lotta per un obiettivo comune. Non eravamo favoriti, forse non eravamo nemmeno i più forti, però abbiamo alzato la coppa e questo significa che eravamo una squadra.

Ad Atene eravamo andati nel girone, contro l’Aek, io mi ero lasciato andare a una dichiarazione che poteva apparire da presuntuoso: ‘Siamo venuti qui per misurare il campo in vista della finale’. E lo pensavo. Perché l’obiettivo di tutti, dal presidente al magazziniere, era quello: un’altra Champions – ha raccontato Ancelotti a La Gazzetta dello Sport.

Il 3-0 al Manchester United, in semifinale, fu magnifico. La partita perfetta. Sapevo che quella vittoria ci avrebbe dato ancora più sicurezze in vista di Atene. La formazione ce l’avevo in testa da molto, ma proprio alla vigilia mi venne un dubbio. Inzaghi era a pezzi, non faceva gol neanche nelle partitelle d’allenamento. Gilardino, invece, era su di giri e aveva segnato allo United. Ci pensai un po’ e poi decisi: Inzaghi. Perché? Semplice, ho puntato sul fiuto di Pippo e sulla sua capacità di essere decisivo in una partita così. Per fortuna non mi sono sbagliato…”.

23 maggio 2007. Per la settima volta sul tetto d’Europa

Esattamente 10 anni fa il Milan diventava campione d’Europa per la settima volta nella sua storia battendo il Liverpool in quella che è stata definita “la rivincita di Istanbul”.

Abbiamo ancora negli occhi quella partita, la tensione, la paura dell’avversario che appena due anni prima ci aveva sfilato dalle mani una coppa che sembrava già nostra, gli sguardi dei nostri campioni, i vari Ambrosini, Maldini, Oddo, Kakà, Pirlo, Seedorf, Inzaghi, Gattuso, Dida, Nesta, Jankulovski, senza ovviamente dimenticare il sapiente manovratore Ancelotti in panchina.

La formazione del Milan che ha battuto il Liverpool il 23 maggio 2007.

Abbiamo visto e rivisto gli highlights di quel giorno: l’attimo in cui Inzaghi tocca con la spalla il pallone calciato da Pirlo sul finire del primo tempo e lo manda in rete per il vantaggio rossonero, il passaggio filtrante di Kakà ancora per Inzaghi che accarezza il pallone con una dolcezza incredibile e lo fa rotolare lentamente, quasi troppo lentamente oltre la linea della porta difesa da Reina, il gol del Liverpool segnato da Kuyt che fa riapparire per più di qualche istante, vecchi fantasmi che credevamo estinti, ma soprattutto ricordiamo la festa, la totale gioia che ci ha pervaso alla fine dei 90 minuti di partita.

Non voglio ripercorrere la cronaca della partita o le statistiche varie della competizione, dato che tutti ricordiamo bene quella partita e le precedenti con Manchester United, Bayern Monaco e il difficilissimo ottavo di finale contro il Celtic. Ci tengo però a condividere un ricordo che è legato a quella serata fantastica e che mi fa sorridere quando lo rievoco.

All’epoca avevo 17 anni e il periodo di maggio, come ogni liceale disperato sa bene, è caratterizzato dalle ultime interrogazioni e verifiche prima della fine del quadrimestre, soprattutto in materie in cui si è un po’ deboli e in cui si tenta il recupero in extremis.

Una delle mie bestie nere al liceo è sempre stata latino (l’altra è da sempre matematica), il caso ha voluto che il giorno dopo la finale di Champions fosse in programma l’ultima versione di latino del quadrimestre e, ironia della sorte, ricordo che ero teso molto di più per quella che per la finale di Champions. Il piano prevedeva di ripassare con un amico prima della partita, goderci la finale e tutto quello che sarebbe successo dopo, per poi usare come giustifica eventuale ad un insuccesso scolastico: “Ma prof. c’è stata la finale di Champions!”.

Non ricordo la versione di latino, ricordo molto bene i caroselli per la strada, bandiere rossonere ovunque, Piazza Duomo vestita con l’abito da sera, quello più bello, a tinte rossonere. Ricordo gioia infinita, urla, esaltazione mistica e un rientro più che tardivo a casa.

E la versione?

Non so ancora come a 10 anni di distanza, ma presi 7, stesso numero della coppa alzata al cielo da Paolo Maldini la sera del 23 maggio 2007. Il caso non esiste.

Piccola o grande, l’Europa del Milan è sempre festa

Domenica centrato il ritorno nelle coppe, oggi gli eroi di Atene si radunano dieci anni dopo (via “il Giornale”)

È perfetta la sintesi di Arrigo Sacchi, uno che ha legato la propria carriera di rivoluzionario del calcio al lancio del Milan di Silvio Berlusconi.

Ha detto: «Auguro al Milan un nuovo inizio ma i ricordi berlusconiani sono ingombranti». Perciò ha fatto un certo effetto, presso il popolo rossonero, quella festa dopo l’accesso all’Europa league, sotto la curva amica, con Montella lanciato in aria, rito che a San Siro era di solito riservato alle grandi conquiste internazionali o all’arrivo dello scudetto.

Il sapore è stato diverso: ha rappresentato più uno sberleffo rivolto al flop interista che un’autentica conquista degna della storia milanista. E la conferma di questo doppio standard è arrivata grazie a una curiosa coincidenza. Oggi infatti i reduci di Atene 2007, l’ultima Champions della magica collezione, con in testa Carlo Ancelotti e Adriano Galliani, sono pronti a radunarsi in un ristorante per ricordare l’ultima impresa di quel Milan che fu capace dalle ceneri di calciopoli di risorgere in tempo utile per guadagnarsi col play-off vinto contro la Stella Rossa di Belgrado, l’accesso all’autostrada che lo portò ad Atene, alla rivincita col Liverpool.

Sarà una cerimonia intima, location tenuta segreta dagli organizzatori, senza il sigillo del Milan cinese che avrebbe voluto in un primo tempo accogliere la rimpatriata a casa Milan. Una sola concessione è stata fatta: Ambrosini potrà passare oggi da via Aldo Rossi per ritirare la coppa delle grandi orecchie che sarà esposta al centro della tavolata.

Alla nostalgia canaglia del vecchio Milan pieno di allori, ha fatto quasi da contrapposizione l’attivismo di Fassone e Mirabelli impegnati sul mercato per rimodellare la squadra arrivata sesta e perciò ai preliminari di Europa league (confermata la cancellazione del derby nella tournèe asiatica). Ieri mattina a Milano si è presentato Mateo Musacchio, 27 anni ad agosto, difensore centrale di Villarreal e nazionale argentino, passaporto italiano: è ufficialmente il primo acquisto del Milan di mister Li. Per chi è amante dei corsi e ricorsi storici vale una rievocazione: anche il Milan di Berlusconi debuttò sul mercato con l’acquisto di Dario Bonetti, un difensore centrale. Non solo.

Mentre Musacchio svolgeva le visite mediche regalando la solita banale frase («sono molto contento») la nuova coppia di dirigenti ha compiuto un blitz a Roma per allacciare la trattativa con la Lazio riferita a Keita (Marotta nel frattempo si è defilato) e a Biglia, attaccante veloce e regista di centrocampo. Già definiti, solo da perfezionare, gli altri due arrivi: Rodriguez e Kessiè. Più che una campagna di rafforzamento è un’autentica rifondazione.

Fonte: di Franco Ordine per “il Giornale

23 maggio 2007 – 23 maggio 2017: #wearethechampions

Il Milan celebra il decennale della Finale di Atene insieme alle altre 6 vittorie della UEFA Champions League

Tra pochi giorni ricorre il decennale della vittoria della settima Champions League, conquistata il 23 maggio 2007 contro il Liverpool. Quella sera – ad Atene – la doppietta firmata da Pippo Inzaghi regalò a tutto il popolo rossonero una serata indimenticabile. Un’emozione intensa, quasi indescrivibile, che vogliamo condividere nuovamente con tutti i tifosi.

Dal 18 al 28 maggio, infatti, la Coppa riportata a Milano dalla squadra guidata da Carlo Ancelotti e oggi conservata insieme agli altri trofei a Museo Mondo Milan, sarà esposta all’interno del Casa Milan Store per permettere ai supporter di vederla da vicino, toccarla, e scattare un selfie. L’iniziativa sarà accompagnata dall’hashtag #wearethechamp10ns, che richiama il decennale, e una serie di contenuti video commemorativi.

Nella giornata di giovedì la Coppa sarà esposta dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Nei giorni successivi sarà possibile ammirare il trofeo dalle 15 alle 18. Domenica 21 maggio (il giorno di Milan-Bologna) invece, dalle 10 alle 13 e dalle 17.00, dopo la partita.

Saranno 10 giorni in cui AC Milan e Milan TV renderanno omaggio a tutte le 7 Champions League vinte nel corso degli anni: dal primo trionfo sul Benfica del 1963, al successo per l’appunto sul Liverpool del 2007, passando per le vittorie contro Ajax (1969), Steaua Bucarest (1989), ancora Benfica (1990), Barcellona (1994) e Juventus (2003). Emozioni forti, da Milan.

Il 23 maggio, inolte, il canale tematico rossonero dedicherà una maratona TV al percorso della stagione 2006/07, avviata con i preliminari e chiusa con la finale di Atene.

Altro appuntamento da non perdere è quello del 24 maggio, quando a Casa Milan – ore 17.30 presso la Gallery – ci sarà l’inaugurazione di una esposizione delle opere in mosaico di Orodè Deoro dedicate proprio alla Champions League. A darne battesimo Franco Baresi, capitano nel giorno in cui il Milan proprio il 24 maggio del 1989 vinse la sfida contro lo Steaua Bucarest.

Fonte: AC Milan