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Andrea Belotti, centravanti del Torino e della Nazionale italiana

A volte ritornano: il Milan ripensa al Gallo Belotti

Belotti-Milan, un’attrazione reciproca mai sopita: un anno dopo può arrivare il “sì” sognato

Sarà il 2018 l’anno del Gallo? Non è un mistero che Andrea Belotti fosse tra i primissimi nomi sul taccuino di Fassone e Mirabelli la scorsa estate, quando il Milan cercò vanamente di acquistare un nome di grido per l’attacco e fu costretto a ripiegare ad agosto inoltrato su Kalinic: colpa di una richiesta fuori mercato da parte di Cairo, disposto a liberare il proprio gioiello solo per i 100 milioni previsti dalla clausola rescissoria, e di un Diavolo inerme di fronte a cifre così alte. Ma dodici mesi dopo, le cose sono cambiate radicalmente.

I 26 gol realizzati dal Gallo nello scorso campionato sono infatti un ricordo lontano. Un rendimento nettamente insufficiente, causato soprattutto dai tanti problemi fisici e da un Torino nel suo complesso molto deludente, ha reso Belotti uno dei flop più cocenti di questa Serie A 2017-18: appena 4 reti in 17 partite, un bottino decisamente troppo misero per un bomber di razza come lui. E neanche il Milan se la passa bene, nonostante i 60 milioni circa spesi per Kalinic e André Silva: la cura Gattuso ha rivitalizzato tanti giocatori e rialzato i rossoneri dalle secche di inizio stagione, ma non ha ancora suonato la sveglia ai centravanti della rosa.

Ecco perché le strade di Milan e Belotti potrebbero davvero incrociarsi. Nonostante l’esplosione di Cutrone, a Milanello manca ancora un bomber di razza: il Gallo non vede l’ora di vestire la maglia rossonera e raccogliere il testimone dell’idolo Shevchenko, al quale Andrea è stato accostato proprio da Gattuso. E lo scoglio Cairo? Un anno dopo dovrebbe essere più facile da superare: un’annata così negativa, senza nemmeno la possibilità di una sua rivalutazione ai Mondiali, impone una sforbiciata al prezzo di vendita. Fassone e Mirabelli hanno le antenne dritte, pronti a piazzare il colpo sognato e non realizzato.

Cutrone: “Milan, vivo un sogno. Il paragone con Belotti? Un onore, ma Morata…”

Sto vivendo un sogno, sicuramente ho sempre voluto questo e spero di continuare così perché il mister mi sta dando fiducia e anche i compagni, spero di ripagarli sempre”. Già 4 gol tra campionato ed Europa League, Patrick Cutrone si gode il suo momento magico. “Al Milan siamo una bella squadra – ha aggiunto il rossonero classe 98 al suo primo ritiro con l’Under 21 – siamo tutti nuovi, col tempo dimostreremo che potremo fare grandi cose. Sarò felice a fine stagione se vinceremo lo scudetto”.

Mi sono sempre ispirato a Morata, un giocatore che ho sempre seguito anche quando era alla Juve. Uno dei più forti attaccanti europei”. Così Patrick Cutrone, il giovane attaccante milanista al suo primo ritiro in Nazionale Under 21. Il classe ’98 rossonero ha cominciato alla grande la stagione ed è stato paragonato a Belotti dal tecnico degli azzurrini, Luigi Di Biagio: “Per me è un onore, Belotti è uno degli attaccanti italiani più forti, è completo e gioca per la squadra, sono caratteristiche in cui mi rivedo”, ha aggiunto Cutrone.

Fonte: ANSA

Milan, ultima curva per Kalinic. Ma c’è spazio anche per il “top”

Sembra in dirittura d’arrivo l’affare Nikola Kalinic. Dopo quasi due mesi di attesa, per il croato è iniziata la settimana decisiva per l’agognato trasferimento in rossonero: salvo colpi di scena, il Milan dovrebbe concludere la trattativa con la Fiorentina sulla base di 25 milioni di euro, con Montella che potrà finalmente avere la punta richiesta alla dirigenza da settimane.

La contemporanea cessione di Bacca, sempre più vicino al Villarreal, non esclude però altre operazioni in entrata nel parco attaccanti. L’idea di Fassone e Mirabelli è quella di sistemare il reparto con Kalinic, ma mantenendo gli occhi ben aperti in vista degli ultimi giorni di agosto, quando si proverà a portare al Milan anche un centravanti “top”: i nomi rimangono quelli difficilissimi di Aubameyang e Belotti.

Bonucci: “Io come Pirlo alla Juve. Milan, in quattro anni voglio la Champions”

Il nuovo capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport.

Sul ko della Juve in Supercoppa Italiana: “Mi ha fatto un po’ strano vedere la Juve davanti la tv, ma ormai quello è il passato. Il presente ed il futuro si chiama Milan”.

Sul futuro debutto a San Siro da capitano: “Credevo ci sarebbe stato un po’ più di scetticismo nei miei confronti. Questo entusiasmo mi spinge a dare ancora di più. Non vedo l’ora di debuttare in questo stadio. Confesso che ho addosso un po’ di agitazione: San Siro è la storia ed il giorno del preliminare, anche se non giocavo, è stata una delle poche volte che mi sono emozionato entrando in uno stadio. Mi piacerebbe tanto rivedere la stessa cornice di pubblico”.

Sulle responsabilità di avere la fascia: “È una responsabilità importante: darò tutto me stesso per difendere questa maglia dal primo all’ultimo minuto di ogni partita. L’importante, però, è che ci sia un gruppo trainante ed il Milan è un club fortunato perché qui c’è gente che sa fare gruppo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche dallo spirito di sacrificio dei sudamericani. Sono molto contento dello spogliatoio: ci sono belle persone”.

Su Montolivo e la cessione a lui della sua fascia: “È stata una scelta condivisa da club, allenatore e squadra. Con Riccardo ho parlato sin dal primo giorno di quanto sarebbe potuto succedere. Lui è una grande persona ed un grande giocatore, nessuno vuole passare sopra nessuno, l’intenzione è quella di fare squadra. Conta il bene comune, quello è davvero importante. Non il capitano”.

Sull’essere leader: “Io posso mettere a disposizione carisma ed esperienza, ma è la squadra che ti fa diventare tale. Ho avuto la fortuna di aver imparato da grandi leader come Gianluigi Buffon, Alessandro Del Piero e Giorgio Chiellini. Per il resto, il segreto è fare gruppo nelle piccole cose, nei dettagli. Il Milan merita di tornare in alto ed è questo che la società ci ha chiesto”.

Sugli anni alla Juve e sul rapporto con Allegri: “Per me conta solo il Milan ora e la Juve è il passato. La ringrazio per quello che mi ha dato, con loro sono diventato uno dei più migliori difensori al mondo, ma quando fai certe scelte poi ti prendi la responsabilità e hai le tue conseguenze. La Juve ed Allegri durante l’ultima stagione hanno fatto scelte ben precise ed io le ho fatte di conseguenza. Di certo le mie valutazioni non erano più quelle del passato, ma la scelta è stata condivisa con il club, quindi non è solo farina del mio sacco. Tutto parte da Oporto, ma c’erano stati alcuni episodi già prima, magari meno eclatanti. Ritrovarmi Allegri in Nazionale? Se così dev’essere, sarà. Siamo tutti professionisti, nessun problema. Rapporti con gli ex compagni? Certo, ho fatto ieri gli auguri a Chiellini e poi con alcuni di loro c’è un percorso comune in Nazionale”.

Sul trasferimento dalla Juve al Milan: “Spero di fare nel Milan quello ciò che Andrea Pirlo ha fatto alla Juventus con il percorso inverso”.

Sul perché abbia scelto il Milan: “Perché aveva il progetto più ambizioso. Ed io vivo di sfide. Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli mi hanno fatto sentire importante e mi volevano fortemente, altrimenti la trattativa non sarebbe durata solo 48 ore. D’altra parte, gli amori o nascono subito o non nascono mai. E non è certo una questione di soldi: a chi mi dà del mercenario rispondo che avevo richieste anche dall’estero dove avrei guadagnato di più”.

Sulle similitudini tra la Juve del 2010 e il Milan di oggi: “Ne trovo molte. Infatti ho scelto il Milan anche perché nella mia testa c’è l’idea di ripetere il percorso vissuto in bianconero, dove eravamo partiti da una rifondazione come in questo caso e siamo arrivati in alto. Ecco, qui voglio arrivare ancora più in alto. Nell’arco di quattro anni spero di arrivare a vincere la Champions. Voglio portare a casa tutto”.

Sulle impressioni sui rossoneri e sul ritorno a Milano: “Questa è la mia nuova casa e già mi piace. Fin da subito ho avuto l’impressione di sentirmi a casa. Per ora sono ancora in hotel, a settembre saremo dentro casa. Conduco una vita normale, qualche sera fa in Versilia sono andato alle giostre con mio cognato. E voglio che anche i miei figli vivano nella normalità. L’altro giorno ho preso la metro: Milano è cambiata, evoluta. Molto bella”.

Sugli obiettivi della squadra: “Sono carico ed affamato più che mai, darò sempre più dei miei limiti. Il mio obiettivo è far sì che il Milan torni nell’Olimpo del calcio mondiale. Ho scelto questo club per ripartire, sono qui per vincere. Scudetto? La Juve resta la favorita, il Napoli ha ottime chance di giocarsi il titolo. Ora come ora siamo un gradino sotto entrambe, ma non dobbiamo porci limiti. Dopo di loro, vedo a pari merito Roma, Inter e Milan”.

Sul possibile arrivo di Belotti o Aubameyang: “Belotti è uno che trascina, che lavora tanto. Non so se arriverà lui, ma chi dovesse arrivare si deve mettere a disposizione nelle due fasi. Una punta di alto livello ti facilita in tante cose, sarebbe la chiusura perfetta di un mercato stimolante ed entusiasmante”.

Sulla reazione dei tifosi della Juve sui social al suo addio: “In questo club mi ci vedo a lungo e questo mi stimola ad essere ancora più ‘cattivo’. Se mi facessi condizionare dai commenti sui social, nel 2011 avrei lasciato la Juve ed oggi non sarei qui al Milan. Mi hanno insultato perché ho cambiato maglia, ma sui social la gente è libera di dire la propria e non provo rancore”.

Su Montella: “In lui vedo tanta voglia di migliorarsi e di trasmettere voglia di vincere. È un tecnico molto intelligente, ha un futuro da grande allenatore. Spero di poter vincere con lui. La sua idea di calcio è molto buona, non avevo mai visto nessuno impostare così il gioco con una difesa a quattro”.

Sulla difesa a tre: “Sono sincero: per me a tre o a quattro è uguale. Anzi, a tre c’è molto più campo da difendere. Sapete quante volte mi sono ritrovato uno contro uno?”.

Sul futuro dopo il calcio giocato: “Mi vedo assolutamente allenatore. Sono già 4-5 anni che ci penso. Gioco ancora 6-7 anni, poi alleno. È qualcosa che mi ha trasmesso Antonio Conte, mi vedo un po’ come lui. E poi voglio alzare un trofeo anche da tecnico”.

Milan, voglia di extrabudget per andare oltre Kalinic

Duvan Zapata continua a scalpitare per il Toro. E’ il suo chiodo fisso da settimane, come abbondantemente raccontato, ha detto no ad almeno tre proposte (due dall’estero, Watford compreso). E i granata aspettano il momento giusto per affondare, contando sulla sponda dell’agente, confidando di poter trovare un’intesa con il Napoli. Ripetiamo: nelle strategie granata Duvan è il perfetto partner di Belotti, per Mihajlovic sarebbe una coppia esplosiva con il Gallo, roba da far venire il mal di testa alle difese avversarie. E il discorso Belotti-Milan è completamente chiuso? Di “completamente” nulla esiste, con 20 giorni di mercato da consumare. Cairo tiene duro e fin quando Belotti avrà questo tipo di atteggiamento nessun problema. Può darsi che lo abbia fino al 31 agosto, ma non diamo sentenze.

Come già raccontato nei giorni scorsi, il Milan potrebbe avere la forza di mettere sul tavolo una cifra importantissima, più importante di quella proposta settimane fa, per provare a convincere il Toro. Il famoso extrabudget che potrebbe essere concesso per affondare il colpo. Avere l’extrabudget significa provarci con maggiore forza, nella speranza di riuscirci, pur sapendo che ci sono montagne da scalare. Ambizioni che devono tenere conto della realtà e del tempo che trascorre. In contemporanea le evoluzioni per Aubameyang sono inevitabilmente condizionate dalia vicenda Dembelé-Barcellona. E il Milan sa quanto sia complicato, con i giorni che trascorrono, trattare con il Dortmund. In questi giorni è stato accostato Cavani ai rossoneri, ma l’attaccante sta bene al Psg, ha rinnovato e non sembrano esserci margini. Piuttosto un retroscena: quando fu rinviato il primo closing, era pronto un viaggio a Parigi per cercare di convincere il Matador prima che si legasse ulteriormente al Psg. Ma con il rinvio del closing fu cancellato inevitabilmente quel viaggio. Diego Costa? Sono stati fatti tentativi, ma oggi – almeno oggi – l’attaccante ha sempre l’Atletico Madrid in testa da gennaio, il suo è un atto di fede. La Samp su Duvan? E’ un’operazione ai limiti del surreale, almeno oggi, De Laurentiis non concederà sconti. E a Giampaolo piace sempre Falcinelli. La Fiorentina? Apprezzamenti, non trattative. E Duvan spera sempre nel Toro.

Tornando al Milan, per ora tiene bloccato Paletta, malgrado l’insistenza di tre club (due italiani), non accetta proposte per Niang, aspetta gli eventi. Fino a quando esisterà una possibilità che prescinda da Kalinic, il Milan la valuterà senza fretta. Perché Kalinic piace da sempre a Montella, ma l’extrabudget ha altri scopi e identikit. Intanto, l’infortunio di Biglia pone un problema a centrocampo: Locatelli e Montolivo bastano? Resta sempre valida l’idea Badelj, ma in questi giorni può succedere di tutto. Renato Sanches può ancora essere una suggestione, ma non ha le caratteristiche di Biglia. E l’extrabudget per il Milan significa andare a caccia di un top per l’attacco. Come minimo provarci…

Fonte: Alfredo Pedullà

Cairo blinda ancora Belotti: “Non lo vendiamo”

Non si vende Belotti. Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha ribadito per l’ennesima volta nel corso di quest’estate assoluta incedibilità del Gallo, tracciando le linee guida del mercato granata: “Cerchiamo un attaccante alternativo a Belotti, visto che non lo vendiamo, un difensore e un centrocampista. Dobbiamo aggiungere tre giocatori, ma senza fretta perché sono alternative a quelli che abbiamo. E perché la fretta è foriera di errori. Abbiamo tempo fino alla fine del mercato “.

Belotti-Milan, non è ancora finita: occhio alle sorprese

Cairo lo ha blindato a più riprese, dichiarandone l’incedibilità a eccezione della clausola rescissoria per l’estero da 100 milioni di euro, ma il futuro di Andrea Belotti è tutt’altro che scontato. Per il Gallo – scrive il quotidiano torinese La Stampale sorprese sono dietro l’angolo da qui alla fine del mercato, con il Milan spettatore interessato della situazione: non è un mistero che il “9” della Nazionale sia uno dei profili più graditi dalla dirigenza e da mister Montella per rafforzare il reparto offensivo.

Cutrone, spunta il Torino: piace come vice Belotti

Spunta un nuovo pretendente per Patrick Cutrone. Il giovane bomber rossonero, cercato con insistenza dal Crotone, è finito anche nel mirino del Torino: il classe ’98 – riferisce Tuttosport – è considerato un buon vice Belotti e vestirebbe la maglia granata con la formula del prestito secco.

Montella: “Il capitano? Sto pensando a Bonucci o Biglia. Sogno CR7”

L’allenatore del Milan, Vincenzo Montella, ha rilasciato un’intervista sulle colonne del Corriere dello Sport. Di seguito le sue dichiarazioni più importanti.

Sulla pressione di avere ora a disposizione una grande squadra: “Chi fa questo mestiere non può sottrarsi dalle responsabilità. Quindi io sono contento della squadra che è stata allestita, sento una grande responsabilità, ma sono anche molto molto motivato. È stata costruita una squadra per raggiungere alcuni obiettivi.

Arrivando dieci calciatori c’è bisogno di un po’ di tempo, di un po’ di adattamento, per chi proviene dal campionato straniero ancora di più. Se poi aggiungiamo che sono anche giovani, ovviamente c’è bisogno di più tempo. Questo in teoria, perché conosco il calcio italiano e so benissimo che di tempo non ce n’è mai tanto. Ma sono pronto ad accogliere questa sfida molto stimolante”.

Sull’obbligo di andare in Champions: “Sicuramente sarebbe un grave danno economico non arrivarci, anche di immagine. Però in Italia la competitività è molto alta e ci sono squadre ad oggi che, anche se hanno fatto meno mercato di noi, sono leggermente avanti. Squadre che nella programmazione sono più avanti”.

Su chi preferirebbe in attacco tra Belotti, Kalinic e Aubameyang: “Stiamo ragionando, sono diversi tra loro, ma sono tutti giocatori che potrebbero benissimo sposare la nostra idea di calcio”.

Su Donnarumma: “Sinceramente non so se abbia sbagliato qualcosa nella gestione della sua vicenda, credo che la società sia stata molto brava a trattenerlo. Credo che lui abbia deciso di rimanere perché questo è l’ambiente ideale a questo punto della sua carriera e credo che nel Milan possa crescere ulteriormente”.

Un sogno: “Ronaldo. In passato mi piaceva tanto anche Zidane però”.

Su un “nuovo” possibile capitano: “Ci sto pensando. Avrò un’indicazione precisa dalla società. Si vuole sancire l’avvio di un nuovo corso, perciò sicuramente tra capitano e vice ci sarà un nuovo acquisto tra i due. Bonucci è l’indiziato, insieme a Biglia. Sto prendendo tempo perché credo che la scelta sia da condividere tra la società che darà indicazioni precise, l’allenatore e la squadra. Anche i tifosi si devono rispecchiare in questa decisione”.

Su Bonucci: “Diciamo che è stata un’opportunità di mercato. All’inizio sembrava irrealistica ma la società ha lavorato in maniera egregia. Lui ci darà molto sia in termini tecnici di esperienza, ma anche di predisposizione al lavoro e sarà un grande esempio. E se lo darà al Milan non lo darà ad altri. Sicuramente ci siamo rinforzati noi. È arrivato molto competitivo. Estremamente professionale, è arrivato in punta di piedi e con me ha avuto un approccio ottimale”.

Fassone-Mirabelli, blitz di mercato top secret: obiettivo “Mister X”?

Missione segreta ieri per Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli. I due dirigenti del Milan – svela La Gazzetta dello Sport – si sono resi protagonisti di un blitz di mercato totalmente top secret: l’a.d. e il d.s. sono volati in una località ignota per trattare un calciatore sconosciuto, staccando i propri telefoni per un’ora tra le 18 e le 19. Dopo due mesi di trattative praticamente alla luce del sole, con incontri pressoché quotidiani a Casa Milan con agenti e intermediari, i due hanno preferito coprire le carte per questo obiettivo di mercato.

Fassone e Mirabelli, dunque, lavorano con discrezione a un altro colpo. Ma chi? E dove sono volati ieri pomeriggio? Lo spiffero su Mahrez del Leicester – prosegue la Rosea – non ha trovato riscontri, così come sono arrivate smentite sul nome di Pierre-Emerick Aubameyang: gli agenti e gli intermediari che stanno lavorando a questa trattativa hanno negato che il blitz del Milan sia stato fatto proprio per la stella del BVB. Scartata anche l’ipotesi Belotti: per raggiungere Torino, infatti, non sarebbe stato necessario prendere l’aereo.

Insomma: non è dato sapersi se il blitz segreto della dirigenza rossonera abbia avuto un esito positivo o negativo, ma è certo che sia rimasto avvolto nel mistero. E chissà che la missione di Fassone e Mirabelli non abbia avuto come oggetto il “Mister X” citato qualche giorno fa dall’a.d., ossia quel centravanti trattato dal Milan, ma il cui nome non è ancora emerso nei giornali e nelle tv. L’ultima azione lampo del duo rossonero era stato a giugno per chiudere Ricardo Rodriguez: chissà che il precedente positivo non possa essere di buon auspicio.

Aubameyang, “flirt” social col Milan: like galeotto a una sua maglia rossonera

Il Borussia Dortmund aveva spento ogni entusiasmo, poi basta un like su Instagram a riaccenderli: Pierre-Emerick Aubameyang ha visto una maglia del Milan con il proprio nome ed è evidentemente gli è piaciuta così tanto da non poter fare a meno di farlo sapere a chi l’aveva postata e, di conseguenza, a tutto il mondo. Forse è solo il ricordo dell’anno trascorso in rossonero da giovane, o magari è voglia di far parte di un progetto nuovo: solo pochi giorni fa Aubameyang ha segnato due gol al Milan nell’International Champions Cup e proprio in quell’occasione la dirigenza tedesca aveva fatto sapere a tutti che il giocatore non si muoverà.

Ma nel folle mercato di quest’estate nulla è scontato. Prendete Nikola Kalinic: il suo arrivo sembrava fatto tanto da indurlo a venire allo scoperto e “litigare” con la Fiorentina, poi sembrava accantonato, adesso è di nuovo molto “quotato”. Il croato a è un passo dal Milan che ha trovato l’accordo con i viola per 25 milioni più 5 di bonus: potrebbe arrivare già questa settimana o magari dopo il terzo turno preliminare di Europa League. Perché i rossoneri non hanno dimenticato né Aubameyang, né Belotti: il Gallo ha segnato col Toro in amichevole riprendendo confidenza con i rigori e Cairo non lo molla. Ma se arriva l’extrabudget…

Fonte: Premium Sport HD

Ambrosini: “Bonucci capitano? Io non lo avrei fatto. Kalinic…”

L’ex centrocampista rossonero e oggi opinionista sportivo, Massimo Ambrosini, ha parlato del momento del Milan ai microfoni di Sky Sport.

Su Bayern-Milan: “Va preso tutto con le pinze il calcio d’estate: noi prendevamo mazzate, eppure… Conta il giusto, per le motivazioni, i viaggi e tutto il resto. I tifosi però fanno bene a essere felici per la squadra, vedremo che succederà ma i presupposti per far bene ci sono tutti. Però calma”.

Su Fassone e Mirabelli: “Hanno riportato entusiasmo con gli acquisti e al marchio Milan, che è sempre stato forte nonostante negli ultimi 3-4 anni non abbia fatto bene. Stanno operando bene, era giusto dare segnali forti”.

Su Belotti e Kalinic: “Il fiorentino mi piace moltissimo, più di Belotti può avere la capacità di adattarsi a un compagno: riuscirebbe ad adattarsi ad André Silva o a un altro giocatore. Ma anche Belotti è forte, fa reparto da solo. Non so se abbiano un colpo in canna diverso da quello che ci si aspetta”.

Sulla fascia di capitano a Bonucci: “Sono scelte che vanno condivise con la squadra e soprattutto con chi deteneva la fascia. Voglio sperare che qualunque tipo di scelta sia stata fatta di comune accordo con Montolivo, che è stato capitano in momenti difficili ed era giusto coinvolgerlo. Io non lo avrei fatto di dare la fascia a Bonucci, il capitano è Montolivo e se non giocasse Riccardo ce ne sarebbero altri come Abate. Non vedo la necessità di farlo e di dargli ancora più responsabilità in un momento del genere”.

Su un possibile Milan da Scudetto: “Fassone è stato intelligente a dire che lo Scudetto è difficile, anche se non è detto che non ci si possa arrivare. Attenzione al Napoli che ha tenuto tutti i giocatori: il gap è da colmare anche con loro e con la Roma e non è facilissimo, ma il mercato che è stato fatto ha sorpreso tutti”.

Su Calhanoglu: “Mi piaceva già quando era in Germania. È interessante e moderno, sa interpretare diversi ruoli e capire al di là della rigidità dello schema ciò che bisogna fare. Potrà essere molto efficace”.

Mirabelli: “Renato Sanches può arrivare. Belotti? Non sempre le cose che piacciono si possono fare”

Massimiliano Mirabelli ha lasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Molti gli argomenti trattati dal DS rossonero.

Sul percorso che l’ha portato dalla serie D al Milan: “Lavoro per il Milan da 100 giorni e ancora non mi sono reso conto a pieno di ciò che è successo, ma sono arrivato qui al termine di un percorso lungo, come quello di uno studente che dalle elementari riesce a conseguire la laurea: nella mia carriera da ds ho vinto tanti campionati (12, dalle categorie inferiori alla Serie B ndr), ma prima di diventare direttore dell’area tecnica del Milan per anni ho cambiato ruolo, ho girato il mondo e ho studiato i calciatori catalogandoli con un innovativo sistema di scouting”.

Sull’appellativo di “re del mercato”: “La definizione “re del mercato” non mi piace perché non ho fatto tutto da solo. E poi non abbiamo ancora completato l’opera: il nostro è un cantiere aperto che non chiuderà neppure l’1 settembre perché a quel punto dovremo supportate Montella. Lui è un grande allenatore, ma non è un mago e non ha la bacchetta magica. Avrà bisogno dell’appoggio della società e lo avrà. La nostra squadra è giovane e crescerà nel tempo grazie anche a due chiocce come Bonucci e Biglia”.

Sui dubbi che venivano mossi inizialmente alla nuova gestione: “Bisogna vedere da chi venivano alimentati quei dubbi… Se arrivavano da qualche avversario, ci ha fatto un grande assist. Forse siamo stati sottovalutati e in silenzio abbiamo lavorato meglio”.

Sul possibile arrivo del centravanti, ciliegina sulla torta di questo mercato: “Di ciliegine ne abbiamo già messe abbastanza. E’ vero che cerchiamo un attaccante, ma non abbiamo fretta e prenderemo quello più giusto per noi”.

Sull’irritazione di  Borussia Dortmund e  Torino per le trattative Aubameyang e Belotti: “Ci siamo limitati, con il massimo rispetto delle norme, a manifestare il nostro interesse al loro club per un tesserato. Senza avvalerci di nessun intermediario. Non vedo la mancanza di rispetto. Su Cairo vi do la stessa risposta. Anche in questo caso abbiamo interpellato direttamente il Torino. Non vedo il problema”.

Su Belotti: “I grandi giocatori ci piacciono tutti e lui è uno di questi. Non sempre le cose che piacciono si possono fare. Bisogna che domanda e offerta collimino… La valutazione che abbiamo dato noi (60 milioni, ndr) è la più alta che il Milan nella sua storia ha dato a un calciatore”.

Sul possibile arrivo della “seconda scelta” Kalinic:  “Kalinic una seconda scelta? Da voi giornalisti forse è considerato una seconda scelta. Noi non abbiamo prime, seconde o terze scelte. Per noi sono tutte prime scelte e vogliamo unire il discorso tecnico a quello finanziario. Anche Kalinic come Belotti è un grande giocatore: la differenza sta nell’età”.

Su Renato Sanches: “Lo conosco bene dai tempi del Benfica. E’ un ottimo giocatore e con il Bayern i rapporti sono ottimi. Siamo in una fase di valutazione su ciò che dobbiamo fare, ma non escludo che questa sia un’operazione che possiamo pensare di fare”.

Sullo scudetto: “Sta nascendo un Milan che deve far appassionare la sua gente, un Milan che sta risvegliando l’entusiasmo del popolo rossonero. Il discorso dello scudetto o quello della Champions lasciamoli da parte: l’obiettivo ora è avere il massimo dei consensi”.

Sul gap con le prime della classe: “Stiamo costruendo una squadra che, con tempo giusto a disposizione, se la potrà giocare con tutti in Italia. Noi siamo il Milan e chi ci affronterà da qui in avanti dovrà ricordarlo”.

Sul derby di mercato con l’Inter: “Il mercato non può dire chi ha fatto meglio o peggio perché è il campo che parla. Rispetto l’altra squadra di Milano, ma penso solo al Milan”.

Sulla telenovela Donnarumma: “Abbiamo lavorato tanto sul ragazzo e sulla famiglia. Loro non hanno mai avuto dubbi sulla scelta: non volevano lasciare il Milan. Ci siamo scontrati con uno degli agenti più forti e importanti al mondo (Mino Raiola, ndr), ma abbiamo fatto restare Donnarumma alle nostre condizioni. Il tema della clausola per noi è irrilevante. Ciò che conta davvero è che Donnarumma sia il portiere del Milan: lui è un valore importante per questa squadra e per questa società. Il nostro obiettivo è tenerlo per sempre”.

Sui retroscena della trattativa: “Ci sarebbe da fare un film su questa trattativa… C’è stati troppo clamore intorno alla vicenda: vi dico solo che a volte sono andato in aeroporto fingendo di prendere un aereo e poi in macchina ho affrontato un lungo viaggio per andare da un’altra parte”.

Ancora su Donnarumma: “Poteva andare ovunque. Tanti club hanno avuto approcci con il suo agente, ma noi non abbiamo mai preso in considerazione la possibilità di cederlo. A 18 anni, con tante offerte tra le quali scegliere, è lecito riflettere sul proprio futuro, ma è rimasto al Milan. Se lo ha fatto, vuol dire che ama questa maglia e i tifosi devono ricordarlo. Possibilità che si possa rilassare con il fratello a fargli da vice? Assolutamente no. Sarà uno stimolo per lui avere Antonio e Storari, un grande portiere e un professionista esemplare. Chi molla…”.

Sul rapporto con Raiola: “Abbiamo un rapporto diretto e i toni a tratti sono stati accesi perché io difendevo la posizione del Milan, lui quella di Gigio. Dopo la firma ci siamo chiariti con una telefonata”.

Su Bonucci: “E’ stata un’occasione di mercato. Con Lucci parlavo di Bertolacci e mi è stato fatto presente che Bonucci poteva cambiare squadra. Mi si è accesa subito una lampadina… All’inizio mi era sembrata una provocazione, una cosa irraggiungibile, e l’ho accennato solo a Montella, non a Fassone (ride divertito, ndr). Siccome anche Montella insisteva su questa possibilità, abbiamo provato tutti insieme a verificarla e a chiudere il prima possibile l’affare. Cosa ho detto per convincerlo? Io niente. Gli ho chiesto perché voleva il Milan e mi ha risposto che se doveva cambiare squadra, voleva continuare ad essere protagonista. E dalle operazioni di mercato concluse aveva capito che con il Milan avrebbe potuto esserlo. Aggiungo una cosa: Leo non è il solo giocatore importante che è affascinato dal nostro progetto… La Juve ha perso un leader non facile da rimpiazzare, noi abbiamo un campione che farà crescere i nostri giovani.”.

Su Borini: “Lui è un jolly d’attacco e ci farà molto comodo”.

Su Conti: “E’ giovane, ha entusiasmo, qualità e sarà importante per il Milan e la Nazionale”.

Su Kessié: “Ha qualità straordinaria: forza, tecnica e intelligenza tattica. Sarà una grande sorpresa”.

Su Biglia: “E’ un leader in campo. Garantirà geometrie ed esperienza”.

Sulla trattativa con Lotito: “E’ stata lunga ed estenuante. Biglia lo rincorrevamo da tempo e non volevamo ci sfuggisse”.

Su Ricardo Rodriguez e Musacchio: “Sono gente d’esperienza. Rodriguez lo cercava l’Inter ed è con noi”.

Su Calhanoglu: “Per giudicarlo basta vedere come calcia il pallone. Che classe…”.

Su André Silva e sul ruolo di Jorge Mendes: “Ho un grande rapporto con Mendes, uno degli agenti top al mondo. Quando l’ho chiamato per André Silva si è dimostrato di una disponibilità unica. Non escludo di concludere altri affari con lui (Renato Sanchez, ndr), ma non creeremo dipendenza da nessun procuratore: lavoriamo con tutti quelli che hanno giocatori importanti”.

Sui possibili rimpianti di mercato: “Senza essere presuntuoso dico che tutti quelli che volevamo sono qui con noi”.

L'amministratore delegato del Milan Marco Fassone

Fassone: “In 100 giorni ho rifatto il Milan. E non è ancora finita…”

L’amministratore delegato Marco Fassone ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Sul bilancio dei primi 100 giorni al Milan: “Il nuovo corso è partito, la percezione è quella di un cambiamento importante, su tutti i fronti. Faccio un esempio più manageriale che sportivo: la settimana prossima si insedierà il direttore finanziario, e con lui il primo livello di management sarà completo. Non è facile farlo in cento giorni. In realtà mi sento un po’ stanco, lavoro tutti i giorni venti ore, ma devo dire che sono volati e mi ritengo molto soddisfatto: abbiamo fatto ciò che avevamo in mente e anche qualcosa in più”.

Sulla paura che potesse saltare tutto: “Sì, i primi due giorni dopo il mancato closing di marzo. Poi ho provato a dare una mano in prima persona e ce l’abbiamo fatta”.

Sul rapporto col fondo Elliott: “Semplice: da parte loro sono previsti controlli periodici sui conti del club, che inizieranno a novembre con cadenza bimestrale. Certo, il rischio default esiste come sempre in questi casi, ma lo considero un evento molto ipotetico, anche perché è un debito che ritengo rifinanziabile abbastanza facilmente”.

Sul presidente Li: “In quasi nessun club da cui sono passato ho visto una tale sequenza di aumenti di capitale. Significa che il proprietario crede così tanto nella sua creatura da volerla ricapitalizzare. Sono iniezioni che danno ossigeno alla cassa e aumentano il patrimonio. L’assemblea dei soci inoltre ha deliberato un aumento di capitale di lungo periodo e questo tranquillizza manager e tifosi. Lui e il direttore esecutivo Han Li intendono la gestione di un club come una famiglia manageriale. Non vedono dipendenti, ma un gruppo di persone che sposa un progetto fiduciario di lungo periodo. Ti fanno sentire uno di loro”.

Sul budget di mercato residuo: “Diciamo che qualcosina o qualcosona la faremo ancora. Dipende anche dalle uscite ma non abbiamo fretta. Questa è una squadra già ottima, manca solo la ciliegina. Che, in ogni caso, sarà un arrivo eccellente, di livello. Comunque tutti gli acquisti sono stati fatti ai prezzi corretti”.

Sull’entusiasmo dei tifosi: “Intanto vorrei sottolineare la nuova strategia di comunicazione, abbiamo scelto di parlare dritti alla gente, via social, in tempo reale. Prima per strada avvertivo scetticismo, ora sento euforia e passione. Volete un dato? In questi primi quattro giorni di campagna sono stati venduti cinquemila abbonamenti”.

Sull’aumento dei ricavi: “Intanto partecipare a tournée come queste si crea un’onda lunga con la gente che dura tutto l’anno. Occorre pianificare in paesi lontani, dove ci sono tanti potenziali tifosi. Milan China, la nostra controllata, partirà a brevissimo. Nel nostro piano quinquennale contiamo di passare dagli attuali 200 milioni di fatturato in una forbice fra i 400 e i 500. Stadio escluso, ovviamente lì c’è dentro tutto: Champions, diritti tv, ricavi commerciali in Cina. Diciamo che nel 2022, se vogliamo parlare di obiettivi, sarebbe bello avere il Milan fra i primi 5 top club mondiali. Tra l’altro sta ripartendo anche la macchina delle sponsorizzazioni: la settimana prossima ne annunceremo uno di primo livello. Ora le imprese hanno più attenzione nei nostri confronti. E poi nel 2018/19 l’ingresso in una Borsa orientale è uno degli scenari più probabili”.

Sul voluntary agreement: “Siamo grati alla UEFA. Abbiamo inoltrato altri piani, garantendo che in autunno ci presenteremo con cose concrete e non solo progetti. Il voluntary ci darà un anno di ossigeno”.

Sulla questione stadio: “Occorre accordarsi in tre: noi, Inter e Comune. A inizio agosto ci rivedremo, ma noi non sappiamo ancora se prenderemo la strada di San Siro o quella di un impianto di proprietà. Al momento le reputiamo percorribili entrambe. Di certo vogliamo arrivare a fine stagione con un progetto approvato e capire chi farà cosa”.

Sull’obiettivo scudetto: “Da uomo Milan devo pensare a quello, da manager non devo illudere con le promesse. Al primo anno, razionalmente, è quasi impossibile. Ma nel calcio l’irrazionalità è una componente sempre presente, quindi lascio le porte aperte a tutto”.

Su Montella: “Non è mai uscito dal nostro radar, lui ha la grande qualità di trasferire sempre a tutti grande serenità. Abbiamo scelto insieme una strategia di mercato rivoluzionaria: avremmo anche potuto andarci più cauti con il numero di acquisti”.

Sul viaggio di mercato più piacevole: “Per André Silva è stato un blitz: arrivati a Oporto nel pomeriggio e prima di cena avevamo già chiuso. Abbiamo incassato anche dei no, per motivi di prezzo e prima del closing”.

Sugli obiettivi sfumati: “Un paio di giocatori non sono arrivati perché è slittato il closing. Uno era Kolasinac. A volte è stato frustrante, ma io e Mirabelli non ci siamo mai fermati. Lui si è visto milioni di partite”.

Sul rapporto tra Raiola e Mirabelli: “Se abbiamo rinnovato con Donnarumma è grazie alle sue intuizioni. Ha toccato le leve giuste, ha saputo convincere Gigio a sposare il progetto. E quando parliamo di schiena dritta intendiamo dire che per gli agenti occorre la giusta remunerazione”.

Sull’irritazione della Juve per l’operazione Bonucci: “Non l’ho percepito. I rapporti sono buoni, quando si chiude un affare si è in due. Con Marotta ci siamo avvicinati subito al primo incontro. Il merito è di Montella: io ero scettico, Mirabelli il più perplesso, il mister ha insistito e ci ha spronato”.

Sul risentimento di Borussia e Torino: “Se è così, mi scuso se le mie azioni sono state interpretate come un’uscita dal mio campo. Io comunque ho parlato più volte coi club”.

Sul possibile arrivo di Belotti, Kalinic e Aubameyang: “Potrebbe esserci un’altra figura, un Mister X”.

Sul “divertimento” di questo mercato: “Credo sia la mia stagione più divertente e stimolante di sempre. E’ un Diavolo che mi ha preso l’anima, mi sento rossonero dappertutto”.

Su come si vede tra 1000 giorni: “Mi vedo con la musichetta della Champions, con una fase di rodaggio finita e quindi mi vedo alzare trofei e parlare di scudetto. E, allo stesso tempo, con la crescita e la salute economica. La stagione 2019/20 è quella del break even, quella successiva contiamo di iniziare a distribuire qualche piccolo dividendo”.

Kalinic vuole solo il Milan: a 25-26 milioni si chiude. Ma Belotti non sfuma

Nikola Kalinic ha sempre più il Milan in testa. Al punto che nelle ultime ore ha rifiutato altre due proposte, una dall’Inghilterra. Evidentemente sa che l’attesa potrà essere premiata tra il fine settimana e l’inizio della prossima, quando ci sarà un incontro.

La Fiorentina chiede 30 milioni, si può chiudere a 25-26 più bonus. La Viola sa di non poter più trattenere Kalinic. E il Milan ha programmato le cessioni di Bacca e Niang, quindi ci sarebbe tempo per Belotti. Ma oggi Kalinic non può più aspettare, né avrebbe senso dargli altri giorni di permesso…

Fonte: Alfredo Pedullà

Cairo: “Belotti parte per la clausola da 100 milioni. Il Milan? Non l’ho sentito”

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha parlato della trattativa con il Milan per Andrea Belotti:

“Sul tema Belotti l’ho detto tante volte e lo ripeto: c’è una clausola, con impegno reciproco, con cui a 100 milioni parte se lui è d’accordo, ma solo all’estero. Vedremo cosa succederà – ha dichiarato a Sky Sport – ma credo che se Belotti rimanesse al Torino un altro anno o più sarebbe buonissimo per noi e per lui. A me farebbe piacere che rimanga, sarei felicissimo, potrebbe fare una grande stagione verso il Mondiale: non capisco questa attenzione a Belotti che deve partire a tutti i costi. Può restare, spero che rimanga al Toro e comunque prima di privarmi di Belotti ci penserò 100 volte.

Se ho sentito il Milan? Assolutamente no”.

Quanto vale Belotti? Non mi tremano i polsi, non voglio venderlo: con la clausola a 100 milioni sarei costretto, ma non voglio venderlo. Vorrei tenerlo un anno o più perché voglio una squadra che punta in alto e quindi Belotti per noi è importante. Poi se qualcuno arriva dall’estero a pagare 100 milioni, alzerò le mani. Non abbiamo bisogno di venderlo, lo teniamo volentieri. E non sono neanche venuto qui per venderlo. Non ci sono altre cose, capisco che Belotti è al centro dell’attenzione, ma io voglio tenerlo, è un nostro giocatore.

La volontà del giocatore è importante, ma anche quella della società. Noi comunque abbiamo con Belotti un contratto e un impegno reciproco: non dobbiamo solo ascoltare la sua volontà, è un ragazzo serio che ha preso impegni. Noi siamo disponibili e amiamo gente motivata, ma ci sono contratti firmati da me e dal giocatore che vanno rispettati. In ogni caso, anche senza clausola, c’era il contratto sino al 2020, anche l’impegno di prima. Ha fatto un anno strepitoso e vorremmo che lo rifacesse con noi. Belotti non deve far nulla, non c’è niente da dirsi: il giocatore è con noi e punto. Poi se ci vediamo, ci parliamo e ci diciamo cose carine è meglio”.

Andrea Belotti, centravanti del Torino e della Nazionale italiana

Milan, attesa per Belotti. Ma Kalinic può arrivare comunque

C’è attesa per la visita di Urbano Cairo a Bormio, nel ritiro pre stagionale del Torino. In agenda, per il presidente granata, c’è l’incontro chiave di tutta l’estate di mercato del Toro: quello con Andrea Belotti. Il patron piemontese, sinora, ha chiesto 100 milioni per liberare il proprio capitano, ma la chiacchierata faccia a faccia con il Gallo potrebbe cambiare le carte in tavola: se Cairo percepirà la mancanza di volontà di restare al Torino, le pretese economiche potrebbero.

Lo spettatore più interessato è ovviamente il Milan di Montella, che stravede per le sue abilità nel lavorare per la squadra e nel finalizzare. L’offerta rossonera – riporta La Gazzetta dello Sport – può salire sino a 60-65 milioni di euro più i cartellini di Paletta e Niang, valutati 5 e 15 milioni. Il presidente granata, però, non ha intenzione di cedere e solo una chiara e decisa volontà di Belotti di lasciare il Torino potrebbe spostare gli equilibri: ecco perché il summit delle prossime ore con Cairo ha una valenza così significativa.

Intanto le alternative di grido al Gallo sono di fatto sfumate sfumate. Morata è ufficialmente un giocatore del Chelsea, mentre il Borussia Dortmund potrebbe pensare di privarsi di Aubameyang solo a fronte di un’offerta economica monstre da almeno 80 milioni di euro: cifra lontana dai 60-65 stanziata dalla dirigenza rossonera. È ancora in piedi la pista Kalinic: il Milan offre 22 milioni, la Fiorentina ne chiede 25+5 di bonus. Il croato può arrivare indipendentemente da Belotti, ma dovrebbe uscire Bacca.

Milan tra Belotti e Kalinic. E domani incontro Cairo-Gallo

Belotti al primo posto e poi Kalinic. Come un ritornello per la canzone che risuona al Milan quando si pensa e si parla del prossimo rinforzo per l’attacco rossonero. Il club comunque vuole ragionare bene sulla questione attaccante, e procederà con Belotti se il Toro – e il presidente Cairo – accetterà le proprie condizioni: l’offerta rifiutata era di 40 milioni più Niang e Paletta, ma il Milan potrebbe anche rilanciare ed arrivare a 60 milioni di cash più le due contropartite.

Intanto domani ci sarà l’incontro tra il Gallo e il presidente Cairo per chiarire la situazione, sponda Toro. Comunque se il Milan non chiuderà per Belotti, ecco Kalinic: questa operazione, questa pista infatti è sempre tenuta calda e viva e nuovi contatti con l’agente del giocatore sono avvenuti ancora oggi. Il Milan e l’attaccante della prossima stagione: un rebus che al ritorno dalla tournèe cinese potrà essere risolto.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Belotti-Cairo, domani l’incontro clou

Sarà domani il giorno della verità per Andrea Belotti. Il presidente Cairo – riporta il Corriere della Sera – raggiungerà il ritiro del Torino per l’atteso colloquio vis a vis con il Gallo: il giocatore chiarirà al patron granata la propria volontà di andare al Milan, pur rispettando il proprio club di appartenenza. Con ogni probabilità, Belotti spingerà definitivamente per la cessione ai rossoneri (clicca qui per i dettagli).

Belotti spinge per il Milan: l’offerta può salire, presto confronto con Cairo

L’obiettivo è quello di fare chiarezza non oltre il 25 luglio. Riepilogando: Belotti spinge per il Milan, pur continuando ad avere un atteggiamento molto corretto e professionale nei riguardi del Toro. Ma il Gallo sa che un’occasione del genere arriverà tra un anno, forse, perché non anticipare? Servirà un confronto con Cairo, non tarderà.

A quel punto il presidente granata cosa farà? Se dovesse memorizzare dubbi e perplessità del Gallo, chiederà al Milan di alzare l’offerta. E il Milan sarebbe pronto a salire fino a 60-65 milioni. Puntando sul fatto che Mihajlovic non vede l’ora di avere Niang, Paletta ma possibilmente anche Locatelli, sono rinforzi graditissimi. Cairo e Petrachi sono abilissimi nel mercato in uscita, ossi durissimi, ma sono consapevoli che avere Belotti con la testa altrove non sarebbe il massimo. Anzi, potrebbe avere un effetto boomerang. Quindi, quella del Gallo è una questione da affrontare velocemente.

Il Milan avrebbe fatto e farebbe di tutto per prendere Aubameyang, ma la posizione del Borussia Dortmund è diventata molto rigida. Su Morata vi abbiamo raccontato l’importante passaggio del pomeriggio, contatto ufficiale con il suo agente è in stand-by, l’investimento sarebbe molto più alto. Ma l’imprevedibilità del mercato rossonero consiglia di non sottovalutare qualsiasi soluzione. Il Milan potrebbe prendere Kalinic in qualsiasi momento aumentando la proposta alla Fiorentina: c’è il gradimento di Montella, ma su Belotti c’è il gradimento di tutti…

Fonte: Alfredo Pedullà

Milan, continuano i contatti per Belotti: gli aggiornamenti

La prima scelta è lui. Il Gallo, cresta alta e obiettivo numero del Milan: Andrea Belotti è il preferito di Montella. Continui contatti per arrivare a Belotti, con però ancora parecchia distanza tra domanda (100 milioni di euro di clausola rescissoria o 80 più Niang e Paletta) e offerta (40 milioni di euro più i due rossoneri).

La sensazione è che a metà strada (60 più il francese e il difensore) si possa trovare un accordo. Accordo che sembrerebbe esserci già tra Belotti e il Milan.

Via: Gianluca Di Marzio

Milan, contatto ufficiale per Morata. Belotti caldo. Kalinic…

Una telefonata ufficiale per Morata al Milan. E’ partita nel tardo pomeriggio, ha coinvolto l’agente dell’attaccante, un passaggio da tenere in considerazione. Il Milan vuole capire la portata dell’operazione, ha memorizzato la volontà di Alvaro un mese e mezzo dopo il sorprendente no. Il budget per l’attaccante è di 60-65 milioni, potrebbero chiaramente non bastare nel caso di Morata, ma i passi ufficiali vanno segnalati.

Aubameyang? Un desiderio forte, ma a quelle cifre il Borussia Dortmund non ci sente e per questo ha mandato messaggi per un possibile prolungamento. Resta caldo Belotti e a quel punto 60-65 di base più contropartite tecniche potrebbero convincere Cairo dopo il confronto che il numero uno del Toro avrà con l’attaccante nei prossimi giorni. Kalinic resta defilato, tornerà nei prossimi giorni nel ritiro della Fiorentina e spera fortemente che le altre trattative per il nuovo attaccante del Milan saltino tutte…

Via: Alfredo Pedullà

Milan, si raffredda Aubameyang: è Belotti la prima scelta. Ma Montella “dice” Kalinic

Obiettivo attaccante. Il Milan continua a cercare il rinforzo giusto da consegnare a Montella in questo reparto. Il poker d’assi (tra cui scegliere) è presto servito: i nomi sono sempre quelli di Belotti, Kalinic, Aubameyang e Morata. Su quest’ultimo però la squadra che ha avviato contatti diretti con il Real Madrid è il Chelsea. Per Aubameyang, invece, al momento c’è più freddezza da parte del Milan nonostante domani i rossoneri giocheranno proprio contro il Borussia e ci potrà essere la possibilità di parlare con i dirigenti del club tedesco.

Dunque Belotti è la primissima scelta, se il Toro abbasserà le pretese (sempre di 100 milioni, cifra alla quale il Milan non è arrivato), e poi c’è sempre Kalinic: resta lui il più fattibile ed è un attaccante che Montella vuole, al quale l’allenatore ha detto ‘sì’ e che vorrebbe avere a disposizione anche abbastanza presto (tenendo conto del preliminare di Europa League in programma il 27). Dunque non si chiude il casting per il futuro attaccante del Milan e – se il Torino non abbasserà la richiesta per il Gallo – potrà davvero chiudere per Kalinic.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Massimiliano Mirabelli

Mirabelli: “Vogliamo aprire un ciclo. Morata? Sì, ma alle nostre condizioni. Bonucci e Belotti…”

Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo del Milan, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Premium Sport HD. Di seguito riportiamo le sue dichiarazioni più importanti.

Sull’arrivo al Milan: “La mia è stata una scelta coraggiosa (di lasciare l’Inter senza avere ancora uno stipendio garantito, ndr), però poi l’epilogo positivo mi ha dato ragione. Quando è arrivata la possibilità di fare quello che sto facendo al Milan, non ci ho pensato due volte e ho accettato tranquillamente di correre un grandissimo rischio. I mesi del closing non li ho vissuti benissimo, se non li avete vissuto bene voi, figuratevi noi che eravamo protagonisti fantasma di questo famoso closing. Non è stato facile, dovevamo continuare a lavorare, andare in giro per il mondo sapendo che venivamo guardati con sospetto. Non c’era nessuna certezza, non potevamo parlare per conto del Milan. Nove mesi sono tanti”.

Sulle esperienze passate: “Se è più difficile fare il direttore sportivo al Rende e al Cosenza o al Milan? Sono responsabilità naturalmente differenti, differente è il fascino ma non ho mai avuto la percezione di cambiare il mio modo di fare e di essere. Deve rimanere uguale sapendo che oggi rappresento uno dei club più titolati al mondo. La gavetta è servita tanto, mi sono sempre guadagnato le categorie, nessuno mi ha regalato niente. Ho vinto tutti i campionati, dai dilettanti alla B. Non mi sento impreparato ma padrone del ruolo. Farò errori come tutti ma so giornalmente di cosa parlo e come agisco”.

Sul modus operandi: “Avevamo necessità di dare subito un’impronta, di prendere un blocco di giocatori per aprire un buon ciclo ma il Milan, come qualsiasi squadra ha il dovere di credere nello scouting perché poi dobbiamo trattare giocatori per milioni di euro: abbiamo il dovere di conoscerli, non di acquisirli per sentito dire come accade in tante società. In questo progetto scouting saremo in tanti a lavorare, dalla prima squadra al settore giovanile: è un metodo ‘nostro’. Contiamo di arrivare prima su alcuni profili per poterli acquistare a prezzi vantaggiosi”.

Sul mercato fatto e su Bonucci: “Avevamo bene in mente ciò che dovevamo fare, senza annunci. Nel silenzio abbiamo ragionato e programmato, e poi affondato come avete visto. L’acquisto meno difficile? Conti perché alla prima telefonata era già con la maglia del Milan, è stato straordinario. Il più affascinante? Bonucci. Tutto è accaduto in un lampo, non ci siamo ancora resi conto. Ci siamo detti: ‘O lo facciamo subito o non ne parliamo più’. Con Ramos è uno dei centrali pià forti al mondo, a livello tecnico e caratteriale. Nel corso degli anni ha imparato a vincere. E’ importantissimo sotto tutti i punti di vista. Strapparlo alla Juve non è stato semplicissimo: abbiamo dato un bel segnale, non trovo le parole per esprimere le sensazioni degli ultimi giorni”.

Su Donnarumma: “Acquisto più complicato? Da subito giorno la conferma di Donnarumma è stata la nostra mission impossible. Abbiamo ereditato un giocatore in scadenza: non era riuscito il vecchio managment, eccellente, a rinnovare, quindi siamo arrivati noi e per molti le chance erano pari a zero. Invece alla fine il risultato è stato raggiunto. Abbiamo lavorato sulla volontà di Gigio e della sua famiglia: volevano assolutamente il Milan, quella era la chiave più semplice”.

Su Lotito: “Abbiamo ottimi rapporti. Sa fare benissimo il presidente, è un esempio da seguire. Quando chiede una cifra non molla la presa neanche a morire, noi avevamo questo obiettivo (Biglia) e l’abbiamo portato in porto”.

Su Belotti e Morata: “Ci dispiace se il Torino è irritato. Abbiamo in mente una serie di attaccanti e stiamo chiedendo informazioni. Parlo con il Torino e sanno che stiamo attenzionando Belotti come altre punte, di alcune avete parlato mentre non sono usciti i nomi di altri. Ci stiamo comportando con correttezza e trasparenza: avvisiamo le società prima di parlare con il calciatori. Morata? Lo abbiamo sondato sin dall’inizio, ci aveva dato ampia disponibilità, poi sono sorte complicazioni tra finale di Champions e inserimento di diverse squadre e la pista si è raffreddata. Potrà riscaldarsi ma solo alle nostre condizioni”.

Su Renato Sanches e Ghezzal: “Lo conosco bene fin dai tempi del Benfica. Al Bayern non ha trovato tanto spazio: se ci fosse la necessità di un altro centrocampista potremmo valutarlo ma a determinate condizioni. Ghezzal è un parametro zero, è abbastanza interessante ma ora siamo concentrati su altri fronti. Può anche esserci l’arrivo di una punta esterna: il mercato è lungo”.

Sul nuovo Milan: “È un cantiere aperto. Serve assemblare gli elementi nuovi con quelli vecchi. Vorremmo vincere tutte le partite ma il nostro percorso è lungo, vogliamo aprire un ciclo. Tra 2-3 anni contiamo di diventare una squadra importante. Nella prossima stagione non dobbiamo far perdere ai tifosi l’entusiasmo che abbiamo ricreato. Il gruppo deve lottare in ogni match, con un San Siro di nuovo pieno. Il nostro obiettivo è questo più che collocarci dietro alla Juve o ad altre formazioni anche perché preferisco collocarmi davanti…”.

Milan, voglio sognare con te

Se un paio di mesi fa mi avessero detto che l’anno prossimo avrei visto Bonucci e Donnarumma giocare nella stessa squadra, avrei pensato senz’ombra di dubbio all’addio di Gigio, iniziando ad immaginarlo con la maglia bianconera.

Se un paio di mesi fa mi avessero detto che a metà luglio il Milan avrebbe già concluso ben dieci colpi di mercato, sarei scoppiata a ridere. Questo non per mancanza di fiducia nei confronti della nuova società, sia chiaro, ma perché come tutti i tifosi rossoneri avevo completamente dimenticato cosa volesse dire sognare. Avevo abbandonato oramai da tempo quelle estati in cui non puoi non controllare ogni ora le news sul calciomercato, ed erano veramente molto lontani quegli anni in cui fino al 31 agosto speravo nell’arrivo dei grandi top-player. Io, come il resto dei tifosi, sono stata abituata a passare le mie estati vedendo gli altri fare grandi acquisti, dovendomi accontentare di prestiti gratuiti e parametri zero. Per questo non avrei mai scommesso un solo euro su un’estate così.

Invece ora, a metà luglio, abbiamo ricostruito il Milan da zero. In meno di due mesi la squadra che tifo fin da quando ero bambina, è riuscita a farmi tornare a sognare come non facevo da tempo. Dire che sono felice e soprattutto sorpresa è dir poco: gradualmente, acquisto dopo acquisto, mese dopo mese, ogni giorno sembra essere migliore per noi tifosi rossoneri.

Il Milan sta tornando grande, e se ne stanno accorgendo un po’ tutti. I segni sono tanti, e potrei iniziare da quell’euforia che i tifosi rossoneri hanno già mostrato in varie occasioni: dal raduno a Milanello, all’arrivo dei giocatori a casa Milan.

Il caso di Bonucci, che ha radunato centinaia di tifosi pronti ad accoglierlo a Milano, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, o meglio, sfociare l’entuasiasmo che i tifosi stavano celando da un paio di mesi. Sarà, che l’affare è stato rapido come un lampo, sarà, che Bonucci è un giocatore di quelli che non vedevamo da anni, sarà, il gusto di averlo strappato alla Juve, o sarà che proprio nessuno se lo aspettava, ma resta il fatto che ora si può ufficialmente dire che sì, noi quest’anno ci saremo.

Il Milan sta tornando, e i primi ad accorgersene forse sono stati i tifosi delle altre squadre che fino a qualche giorno fa non facevano altro che passare il loro tempo a criticare e criticare il Milan “i cinesi non esistono, l’anno prossimo fallirete” eccetera eccetera eccetera. Poi è arrivato il grande acquisto di Leo, e gran parte di loro hanno cominciato ad abbassare la testa perché si sono resi conto che ora facciamo sul serio e che c’è più da aver paura che da criticare.

Ora manca il centravanti e di nomi se ne fanno tanti: Belotti, Aubameyang, Morata, si parla di extra-budget e sento promesse di ulteriori grandi acquisti. Difficile non illudersi, impossibile non sognare, nonostante la paura dietro l’angolo di poterci rimanere male. Dopo anni di sofferenze, certe ferite non si chiudono di colpo, certi brutti ricordi non si cancellano, per questo preferisco sempre non mettere le mani avanti, non con il Milan.

C’è un altro fattore forse ancora più importante, che contribuisce a questo clima di serenità ed entusiasmo: la nuova dirigenza ha imparato a farsi voler bene.  Anche i più scettici oramai, non possono fare a meno delle conferenze live con l’immancabile “passiamo alle cose formali”. Sarà, che ci stanno coccolando non poco con tutti questi acquisti, sarà, che Fassone e Mirabelli hanno trovato un modo tutto loro per distinguersi e farsi adorare dai tifosi, sarà, che finalmente siamo tornati ai grandi nomi, ai grandi sogni.

Non parlerò di scudetto o di anti-juve, perché dopo anni e anni di buio già la Champions mi sembra un miraggio; magari parlerò un po’ di più dell’Europa League, pronta a vedere le partite infrasettimanali. Non importa se davanti non avrò il Real, perché spero, tra un anno magari, di trovarmi a San Siro a  vedere un Milan-Barcellona. Chissà stavolta chi segnerà dopo 29 secondi….magari non sarà “Il papero” ma “Il gallo”, magari, chissà..

Concluderei con un grazie: un grazie al Milan, o forse dovrei dire più in generale un grazie al calcio, perché ci sono cose che solo chi ama questo sport può provare e capire.

Milan, Morata a un passo: si è convinto del progetto

Il Milan è a un passo da Alvaro Morata. È clamorosa la notizia riportata dall’edizione online de La Gazzetta dello Sport: i rossoneri, al lavoro da mesi per regalare a Montella un bomber di livello internazionale, sarebbero vicinissimi allo spagnolo, decisosi a lasciare Madrid e a tornare a giocare in Italia, tanto da aver superato Aubameyang e Belotti nella lista del Diavolo.

Le dichiarazioni d’amore verso la Juventus rilasciate dopo la finale di Cardiff sono un lontano ricordo: Morata avrebbe deciso di sposare la causa milanista. Decisiva – prosegue la Rosea – è stata la campagna acquisti atomica portata avanti da Fassone e Mirabelli (tra gli acquisti c’è anche il suo grande amico Bonucci, ndr), gradita a tal punto da spingere il giocatore a rinunciare a giocare la Champions League.

C’è il sì di massima del giocatore, manca l’intesa economica con il Real Madrid. Florentino Perez, infatti, non ha intenzione di fare sconti per il cartellino di Morata e chiede addirittura 90 milioni di euro. La trattativa è ancora ben lontana dalla conclusione, ma le Merengues sono disposte ad ascoltare la prima offerta ufficiale del Milan, pronta a essere recapitata nelle prossime ore.

“Dai Belotti, vieni al Milan”

Telefonate, soldi, segnali: i retroscena dell’affare (da Premium Sport HD)

A fine campionato era solo un hashtag di tendenza: #belottimilan. Poi è diventata una suggestione, adesso è un’ipotesi più che concreta. Andrea Belotti è l’obiettivo numero uno del Milan, soprattutto del tecnico Vincenzo Montella che ha già chiamato più volte l’attaccante del Torino. E questo è solo uno dei tanti segnali che lasciano immaginare un cambio maglia (ma non di paese) del centravanti titolare della Nazionale.

Come ha spiegato il nostro Paolo Bargiggia nel corso di Premium Sport News, Belotti al momento è senza agente perché ha rotto il legame con Lancini, il procuratore che ha firmato la clausola per l’estero da 100 milioni col Toro: così a lavorare al suo arrivo al Milan potrebbe essere Alessandro Lucci, procuratore di Montella e di Bonucci. Altri due segnali: 1) Belotti è amico di Bonucci e il nuovo difensore rossonero, dopo aver provato a chiamare Morata, potrebbe fare lo stesso col Gallo; 2) Cairo ha capito che il giocatore vuole andare via come si è dedotto dalle ultime dichiarazioni del presidente.

I problemi, per il Milan, sono due: Cairo vuole portare a termine un’operazione che prevede 60 milioni cash più l’arrivo in granata di Niang e Paletta. Fuori dal discorso, invece, Locatelli che viene ritenuto incedibile. In secondo luogo i dirigenti del Milan hanno bisogno di un extra-budget dalla proprietà cinese ed è a questo che lavorerà Fassone durante la tournée in Cina. Ci sarebbe un terzo problema: i proprietari cinesi vorrebbero riprovare con Morata, ma al di là della valutazione di 90 milioni, in realtà per ora Florentino Perez non lo cede, almeno finché non riuscirà a prendere Mbappé. E poi l’intermediario Bozzo non ha ricevuto segnali dal Milan. Ecco perché Belotti è davanti ad Alvaro e ha sorpassato sia Aubameyang che Kalinic.

Fonte: Premium Sport HD

Fassone: “Uno tra Belotti, Morata o Aubameyang sarebbe bello. Vedremo chi…”

L’a.d. del Milan, Marco Fassone, ha rilasciato un’intervista a Premium Sport HD.

Su Bonucci: “Era un’idea folle e non volevo nemmeno provarci, ma poi è stato Montella a dirci di insistere. È un segnale molto importante nel vedere che oggi, giocatori di club che hanno la Champions, abbiano voglia di venire da noi. L’acquisto di Bonucci lo vedo come un segnale molto bello per il futuro. Leo è un guerriero e un leader e ci darà molto, sia in campo sia fuori”.

Su Lotito e Marotta: “Con Lotito è sempre più complicato trattare. Devi prenderla sempre in maniera divertente, perché lui è uno così, anche se poi è uno sfinimento, perché ti porta fino all’ultima goccia di sudore per chiudere una trattativa”.

Sul budget per il mercato: “Abbiamo la fortuna di essere in Cina e faremo il punto con la proprietà per capire le risorse, che non sono illimitate. Dobbiamo ragionare con il mister – riporta MilanNews.it – anche perché le prossime due amichevoli daranno delle indicazioni tecniche a lui e Mirabelli”.

Sul centravanti: “Quando rientreremo in Italia, imboccheremo la strada giusta. Stiamo tenendo aperte tutte le piste e faremo sicuramente qualcosa di bello. Sono stati fatti tanti nomi e di attaccanti fortissimi. Sarebbe bello avere uno tra Belotti, Morata o Aubameyang. Vedremo su chi cadrà la scelta, anche se ci sono nomi che ancora non sono emersi in maniera roboante sui media. Evidentemente stiamo pensando di fare ancora qualcosa in quel ruolo”.

Milan, ora il 9: Aubameyang è in pole, ma si insiste per Belotti. E Morata…

E ora la ciliegina. Dopo ben dieci acquisti, l’uno migliore dell’altro, il Milan è pronto a piazzare il colpo più mediatico e importante dell’estate: il centravanti di spessore internazionale, chiamato a suon di gol a riportare i colori rossoneri in Champions League e che permetta al talentuoso André Silva di crescere con meno pressioni. Il nome in pole position resta quello di Pierre-Emerick Aubameyang: il Diavolo ha iniziato a muoversi sin da febbraio, tessendo i contatti con l’entourage e con il Borussia Dortmund, ma è adesso che l’operazione è destinata a entrare nel vivo.

Lo spauracchio Tianjin, infatti, si è eclissato con la chiusura del mercato cinese e la mostruosa offerta del club di Cannavaro (80 milioni al Dortmund, 30 all’anno al giocatore) non è più valida. Ora il Milan ha strada libera per piazzare il colpo: gli ultimi contatti con l’entourage del gabonese – riferisce La Gazzetta dello Sport – sono stati proficui, così come quelli con il BVB. L’offerta meneghina è chiara da tempo: 60 milioni di euro per il cartellino e 7,5/8 netti a stagione per Aubameyang, con Fassone che ha chiesto a Yonghong Li la licenza di alzare eventualmente l’offerta al giocatore (l’extra budget già accennato nei giorni scorsi, ndr).

La stella del Borussia Dortmund, però, non è l’unico nome sul taccuino di Mirabelli. Oltre al “congelato” Kalinic – lui vuole a tutti i costi i rossoneri, ma la Fiorentina ne fa un prezzo ancora troppo alto -, il Milan mantiene contatti continui anche con il Torino per il Gallo Belotti, ma la distanza resta enorme: Cairo vuole 100 milioni, ben lontani dall’ultima offerta rossonera da 40-45 più Niang e Paletta. Torna di moda anche Morata: il neo capitano Bonucci si è reso disponibile a chiamare l’amico Alvaro per convincerlo a venire al Milan, ma è una pista impraticabile soprattutto per le richieste economiche del Real, che lo valuta 85-90 milioni.

Milan, rilancio per Belotti: 40-45 milioni più Paletta e Niang

40-45 milioni più Paletta e Niang. È questa la nuova offerta avanzata dal Milan per Andrea Belotti, portata al Torino da Fassone: l’a.d. rossonero – riporta Gianluca Di Marzio – continua a tenere i contatti coi piemontesi per il Gallo ed è arrivato nel complesso a valutarlo 60-65 milioni con l’ultima proposta fatta. Cairo, però, non cede: la distanza tra le parti è ancora ampia – circa 30 milioni –, nonostante entrambi i calciatori siano estremamente graditi alla dirigenza e a Mihajlovic. Ma Milan e Toro si stanno avvicinando, seppur lentamente.

Aubameyang in cima ai pensieri Milan. Ma Fassone resta a Milano: Belotti…

Il Milan scatenato che più non si può. E mentre la comitiva rossonera è in partenza per la Cina, mentre sono stati risolti gli ultimi dettagli per l’arrivo di Bonucci, l’amministratore delegato Fassone ha deciso di restare a Milano per almeno 24 ore. Ufficialmente per definire l’operazione Bonucci, ufficiosamente – aggiungiamo noi – per seguire gli eventuali sviluppi relativi a Belotti. Il Milan ha in testa Aubameyang da gennaio, il primo nome della lista: una pista calda, nelle intenzioni e dopo vari incontri, ma bisogna aspettare la chiusura del mercato cinese. E poi capire le intenzioni del Borussia Dortmund e del diretto interessato. Di sicuro, dopo il super ingaggio percepito da Bonucci, non sarebbe un problema allargarsi (anche in doppia cifra con i bonus) per lo specialista del Dortmund.

Ma siccome bisogna viaggiare su almeno due binari per non farsi trovare impreparati, Fassone è rimasto a Milano (almeno per ora) in modo da mantenere vivi i contatti con il Toro, l’argomento è Belotti. Contatti che ci sono sempre stati, anche nella giornata di ieri. Il Milan non libera Paletta (che si è promesso al Toro) semplicemente perché potrebbe utilizzarlo nell’operazione Belotti, aggiungendo Niang più un enorme conguaglio. E qui sta il punto: per il Toro il conguaglio dovrebbe essere da almeno 75 milioni e nel frattempo – come anticipato – ha bloccato Duvan Zapata. Per il Milan la cifra da aggiungere sarebbe nettamente inferiore, da 55-60 milioni. Ma intanto Fassone è rimasto a Milano (partirà probabilmente domani) per accogliere Bonucci e per marcare Belotti (con eventuali altri contatti) in attesa di sviluppi per Aubameyang. Per questo motivo oggi, almeno oggi, Kalinic resta assolutamente defilato.

Fonte: Alfredo Pedullà

Sorpresa Milan, nuova offerta per Belotti

Senza girarci tanto attorno: al Milan continua la caccia all’attaccante. Aubameyang rimane la prima scelta, Kalinic in standby. Ma i rossoneri non hanno smesso di pensare a Belotti. Anzi. Ieri c’è stato addirittura un nuovo tentativo: contatti tra i club ma la distanza rimane ancora notevole sulla valutazione tra cash e contropartite.

Il Milan ha riproposto Paletta; il Toro accetterebbe anche Niang e/o Lapadula ma con un cash molto più alto rispetto a quello proposto da Mirabelli nelle ultime ore. Si continua a lavorare ma per il Milan continua la caccia all’attaccante. E la pista Belotti non è tramontata.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Belotti, sirene dal PSG

Interesse illustre per Andrea Belotti. Il ricco PSG sarebbe finito sulle tracce del Gallo: i parigini – riporta il prestigioso l’Equipe – avrebbero messo nel mirino il centravanti del Torino e della Nazionale italiana, la cui clausola rescissoria ammonta a 100 milioni di euro. Belotti piace anche a Milan e Manchester United.

Belotti, il Milan prova la carta delle contropartite

Il Milan programma un incontro con la Fiorentina per Kalinic – i gigliati chiedono 30 milioni, ritenuti eccessivi da via Aldo Rossi -, ma nel mirino resta ancora Andrea Belotti. Ne è convinto il Corriere dello Sport: Cairo pretende 90-100 milioni in contanti per liberare il Gallo, ma ieri il Torino è stato a Casa Milan per trattare almeno 3 calciatori rossoneri (Zapata, Lapadula e Niang). L’inserimento di qualche contropartita potrebbe far svoltare la trattativa.

Milan, per Belotti si punta sulla sua “fede”

Il Diavolo non molla Andrea Belotti. Nonostante l’arrivo di André Silva e la corte a Kalinic, il Milan continua a pensare al Gallo e a provare a convincere il Torino a liberarlo a cifre più ragionevoli di quelle richieste sinora (i 90-100 milioni della clausola, ndr).

Non sarà affatto facile scalfire Cairo, ma i rossoneri puntano sulla volontà del giocatore: Belotti è da sempre un grande tifoso del Milan – ricorda La Gazzetta dello Sport – e in caso di addio ai granata vorrebbe rimanere in Italia.

Belotti-Milan, si prova col prestito oneroso

Retroscena interessante sull’incontro odierno tra il Milan e il Torino. I rossoneri – riporta toro.it  e conferma La Stampaavrebbero avanzato una nuova proposta per Andrea Belotti, decisamente diversa da quella precedente (50 milioni cash): un prestito oneroso con obbligo di riscatto, per una valutazione complessiva del cartellino del Gallo attorno agli 80 milioni.

L’ipotesi avanzata dal sito internet granata è questa: il Milan pagherebbe subito 20 milioni per il prestito, per poi completare l’acquisto con altri 60 milioni. Un’operazione già fatta con Kessié, arrivato dall’Atalanta a titolo temporaneo, ma con l’obbligo di riscatto. Cairo preferirebbe un’operazione a titolo definitivo, ma il tentativo del Milan potrebbe farlo vacillare.

Più in generale, la strategia di Fassone e Mirabelli è far leva sulla volontà del giocatore e in particolare sulla fede calcistica del Gallo: non è un mistero che Belotti abbia da sempre come idolo Shevchenko e che sia un grande tifoso del Milan (clicca qui per i dettagli). Ma, è evidente, è necessario convincere il Torino.

Belotti, continuano i contatti col Torino: incontro a Casa Milan

André Silva è ufficialmente del Milan e anche Kalinic è sempre più vicino ai rossoneri, ma il Diavolo non molla Belotti. I contatti con il Torino non sono ancora terminati: Cairo continua a chiedere i 100 milioni della clausola, ma chissà che più avanti non possa abbassare le pretese.

Il Milan, intanto, ha incontrato il d.s. granata Petrachi: sul piatto un possibile nuovo tentativo per il Gallo, ma anche alcuni calciatori che interessano al Toro come Niang, Lapadula e Zapata.

Il Milan non molla Belotti

Tra l’offerta per Kalinic e i contatti per André Silva, il Milan non molla Belotti. Il tentativo fatto in settimana col Torino (un’offerta ufficiale da 45-50 milioni) non sarà l’unico approccio verso il Gallo: Fassone e Mirabelli – scrive La Gazzetta dello Sporttorneranno a chiedere a Cairo il centravanti della Nazionale.

Sarà necessario, però, migliorare la proposta: il presidente granata chiede 100 milioni per il cartellino di Belotti e non accetterebbe mai la metà, ma potrebbe ammorbidire la sua posizione con una parte cash più alta e con qualche contropartita come Zapata, Kucka e Niang.

Milan, budget di 55 milioni per il centravanti. Belotti troppo caro: in rialzo André Silva

Morata, Belotti, Aubameyang e Diego Costa. Quattro grandi attaccanti, tutti seguiti e corteggiati dal Milan, ma troppo cari per le casse di via Aldo Rossi. È sicuro che il Diavolo prenderà un centravanti top, ma difficilmente, almeno per oggi, sarà uno di quelli citati sopra: Fassone e Mirabelli – fa sapere Premium Sport HD avranno a disposizione un budget di 55 milioni di euro. Cifra ben lontana dalle richieste sinora avute per Belotti & co.

Date le resistenze dei vari Real, BVB e Torino a cedere le proprie punte, valutate cifre vicine ai 90-100 milioni, il Milan dovrà guardare altrove. E al momento sono in rialzo le quotazioni di André Silva, talento del Porto e della Nazionale portoghese: ha un costo del cartellino (40 milioni di euro) e un salario (basterebbero 2,5 milioni all’anno) alla portata delle finanze rossonere. Più indietro Kalinic.

Belotti, idee chiare: preferisce il Milan al Man United

Il Manchester United lo corteggia, Andrea Belotti vacilla. La tentazione di sposare la causa di Mourinho è forte, anche in virtù del ricco quadriennale da 4,5 milioni a stagione proposto dai Red Devils, ma il Gallo preferirebbe venire al Milan: in caso di addio al Torino – scrive la Repubblica – vorrebbe vestire la maglia rossonera, essendone un grande tifoso. Ma Cairo è disposto a venderlo solo per 100 milioni.

Torino, no al Milan per Belotti. Ora assalto Man United

Dopo il Milan (tentativo vano, ieri), con ben altre armi lo United va all’assalto di Belotti. Il potentissimo procuratore internazionale Jorge Mendes, che tra gli altri cura le fortune di Mourinho, è a Milano: porterà avanti una serie di trattative, fra cui (da mediatore) quella tra Cairo e i Red Devils, il cui allenatore è per l’appunto Mou.

Lo United ha già offerto più di 60 milioni, in queste settimane, e ora è deciso a piazzare l’assalto decisivo. Ma Cairo pretende 100 milioni, come da clausola rescissoria valida per l’estero. A vuoto, intanto, è andato il tentativo di ieri del Milan (incontro Cairo-Fassone): offerti “solo” 50 milioni, più due giocatori (in testa Niang e Kucka).

Fonte: Tuttosport

Cairo non molla Belotti: “Va via per la clausola. A meno che…”

Io non lo voglio vendere Belotti e lo dico veramente. Abbiamo messo una clausola per l’estero. Se qualcuno arrivasse dall’estero, non dall’Italia, e portasse 100 milioni di euro, sarei costretto a venderlo, a meno che Belotti non dica che vuole rimanere“.

Lo ha detto l’editore e presidente del Torino, Urbano Cairo, ricevendo il ‘Premio Socrate’ a Milano, rispondendo a una domanda sul futuro del centravanti.

Fonte: LaPresse

Montolivo: “Belotti al Milan? Ne ho parlato con lui…”

Il capitano del Milan, Riccardo Montolivo, ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo Italia-Uruguay:

“È stato un ritorno emozionante, un terzo esordio dopo il mio primo da ragazzo e quello dopo l’altro grave infortunio. Sono molto felice. Cosa chiedo? La salute, poi la continuità di impiego. Ora c’è una partita importante contro il Liechtenstein, apparentemente facile, ma ci vorrà la testa giusta.

Belotti-Milan? Ne abbiamo parlato, qualche battuta mi è scappata con lui (ride, ndr). La società si sta muovendo bene, mi auguro che la squadra sia competitiva. A Gigio ho già detto ciò che penso: mi auguro che sia a lungo il nostro portiere, ora dovrà prendere una decisione.

Il 4-2-4? Abbiamo esterni di qualità, ma anche con attitudine difensiva. Si può affrontare così anche una squadra forte: dipende sempre dall’approccio degli attaccanti”.

Milan all’attacco per Belotti. Ma per il Toro l’offerta è troppo bassa

Prima offerta ufficiale del Milan al Torino per Andrea Belotti: si tratta di una proposta economica di circa 45 milioni di euro per portare il Gallo in rossonero. Il Toro però parte da una richiesta di 100 milioni (il valore della clausola) e non intende scendere al di sotto di 70 milioni più eventuali contropartite tecniche (come Niang e Zapata, non Kucka che non rientrerebbe nei piani di Mihajlovic).

La richiesta del Torino è così alta poiché l’Atletico Madrid – prima del blocco del mercato da parte del TAS – aveva offerto 65 milioni più due giovani forti a scelta: ecco dunque perché il club granata non vuole scendere da questa base e perché il Milan dovrà rilanciare (ed anche di molto).

Restando in tema attacco per il Milan, che intanto oggi ha accolto Rodriguez che ha sostenuto le visite mediche e domani firmerà il contratto che lo legherà al club rossonero, nelle prossime ore potrà esserci un incontro con Jorge Mendes per André Silva, Diego Costa e James Rodriguez.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Milan, offerta ufficiale al Torino per Belotti

Il Milan si muove concretamente per Andrea Belotti. Nelle ultime ore, infatti, c’è stato un primo incontro ufficiale tra l’amministratore delegato rossonero, Marco Fassone, e il presidente del Torino, Urbano Cairo. La prima offerta del Milan è stata giudicata troppo bassa dalla società granata, che valuta il proprio gioiello circa 100 milioni di euro.

La volontà del presidente Cairo è quella di trattenere l’attaccante, ragion per cui il Milan dovrà mettere sul piatto almeno 70 milioni cash più eventuali contropartite da concordare per sbloccare l’operazione. Primi approcci ufficiali tra il Milan e il Torino, i rossoneri puntano il Gallo: si raffredda la pista Morata, Belotti diventa l’obiettivo numero uno per l’attacco.

Fonte: Gianluca Di Marzio

Milan freddo su Belotti: Cairo deve abbassare le pretese

Fra i vari nomi che il Milan sta vagliando per il ruolo di attaccante rimane quello di Andrea Belotti, ma il nome del Gallo, rispetto a qualche settimana fa, scalda meno il cuore dei dirigenti rossoneri. A differenza, invece, di quello dei tifosi: su social network e forum rimane infatti il centravanti granata il preferito dei sostenitori rossoneri, in virtù anche della sua fede milanista.

Fassone e Mirabelli stimano Belotti, ma al momento ritengono la sua candidatura secondaria rispetto a quella di Morata e di altre alternative. Non perché Belotti non sia considerato un giocatore in grado di essere il numero 9 del Milan, quanto perché la valutazione che fa il presidente Cairo viene ritenuta fuori mercato. Il Milan non investirà mai i 100 milioni della clausola di rescissione, ma forse neanche i 60 che ha messo in preventivo di spendere per Morata. Secondo i dirigenti rossoneri Belotti ha ancora ampi margini di miglioramento, ma alle spalle ha solo una stagione e mezza ad altissimi livelli, a differenza di altri profili come lo spagnolo ex Juve o Aubameyang.

Di Belotti, ma non solo, potrebbero parlare presto Milan e Torino. Le parti si erano incontrate una prima volta il 10 maggio scorso, nei prossimi giorni dovrebbe esserci un nuovo round. Oggi il ds granata Petrachi sarà a Milano per ritirare un premio, il pari ruolo rossonero Mirabelli ha comunicato che non è previsto un summit fra i due, ma chissà che non possano esserci novità; se non oggi, entro fine settimana. E al di là della situazione Belotti, è probabile che sarà il Torino a chiedere nuove informazioni sui giocatori del Milan.

Fonte: Tuttosport

Aubameyang-Milan, pista sempre viva

Tra i dubbi di Morata e il muro granata per Belotti, il Milan tiene vive altre piste per l’attacco. Quella che porta a Pierre-Emerick Aubameyang – si legge su Tuttosport resta sempre sullo sfondo: il bomber del Borussia Dortmund piace e resta un’ipotesi, anche in virtù del mancato accordo col PSG.

Milan-Torino, possibile incontro per Belotti

Attesa per la decisione di Morata, ma anche lavoro e attenzione alle alternative. Il Milan batte diverse piste per l’attacco e l’alternativa primaria allo spagnolo è Andrea Belotti: per il Gallo – riporta il Corriere della Seraè possibile un incontro domani con il Torino.

Sorpresa Milan: ha mollato Morata. Torna di moda Aubameyang

In casa rossonera non sono piaciute le dichiarazioni di Cardiff, Belotti resta defilato

Il Milan ha mollato Alvaro Morata. In casa rossonera non sono piaciute, anzi hanno proprio irritato, le dichiarazioni dell’attaccante spagnolo del Real dopo la vittoria sulla Juve e ribadite anche al quotidiano Marca (“Sicuramente non verrò in Italia” ndr).

Irritazione e sorpresa, perchè il Milan sta lavorando da cinque mesi sulla pista Morata: ha incontrato il giocatore a Madrid, il primo contatto con il club spagnolo era stato positivo, c’era l’accordo per un ingaggio da 7,5 milioni di euro, Montella aveva parlato con il giocatore, insomma, sembrava tutto pronto per l’affondo finale.

Ora invece, salvo recuperi della situazione da parte di Morata, il Milan passa ad altri obiettivi. Ritorno di fiamma per Pierre-Emerick Aubameyang, non convinto dall’ipotesi Psg anche per la presenza ingombrante di Cavani. Giuseppe Peratlito, l’agente italiano dell’attaccante del Borussia Dortmund, è pronto a riprendere più concretamente la trattativa, magari cercando di convincere Aubameyang a scendere ad 8 milioni di euro di ingaggio rispetto ai 10 richiesti.

Il costo dell’operazione è elevato, 60 milioni di euro, ma la cifra era già stata stanziata per prendere Morata. Andrea Belotti per ora rimane in posizione più defilata, mentre Andres Silva del Porto offerto da Mendes e un altro attaccante proposto nei giorni di Cardiff come Dembele del Celtic, potrebbero completare il reparto, ma non sono da considerare prime scelte.

Fonte: di Carlo Pellegatti per “Premium Sport HD

Belotti-Milan, martedì possibile incontro

Morata è l’obiettivo in cima alla lista, ma il Milan valuta e batte anche altre piste. Fassone e Mirabelli cercano un grande attaccante e tra i papabili c’è anche Andrea Belotti: il Diavolo – scrive il Corriere della Serapotrebbe avere un incontro di mercato per il Gallo martedì prossimo.