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Lucas Biglia e Luca Antonelli durante un allenamento con il Milan

Milan-Rijeka, i convocati: out Biglia e Zapata

Mister Montella ha diramato la lista dei convocati rossoneri in vista di Milan-Rijeka, gara in programma domani e valida per la 2^ giornata di Europa League.

Portieri: A. Donnarumma, G. Donnarumma, Storari;
Difensori: Abate, Bonucci, Musacchio, Paletta, Rodriguez, Romagnoli;
Centrocampisti: Bonaventura, Calhanoglu, Gabbia, Kessie, Locatelli, Mauri;
Attaccanti: Borini, Cutrone, Kalinic, André Silva, Suso.

Montella: “Il Milan vale tanto”. Bonucci: “Devo fare meglio”

Vigilia di Europa League a Milanello, ma soprattutto un momento complicato alla luce della seconda brutta sconfitta della stagione. Mister Montella e Leo Bonucci hanno parlato in conferenza stampa verso Milan-Rijeka, parlando del match di domani e soprattutto delle difficoltà incontrate dai rossoneri in questo avvio di campionato. Di seguito le dichiarazioni integrali dell’allenatore e del capitano del Milan, nella diretta proposta dal profilo Facebook ufficiale del club.

Montella cambia la preparazione atletica del Milan: “Così rialziamo l’asticella”

Vincenzo Montella recepisce il messaggio della società e opera una prima importante scelta per cambiare rotta: “Ripartenza Milan: ho pensato a lungo a come alzare l’asticella. Partiamo dalla preparazione atletica“, il tweet a sorpresa del tecnico che annuncia la novità di Milanello. L’Aeroplanino ha deciso di interrompere rivedere la preparazione atletica con un nuovo piano, il quale non ha incontrato il favore di Emanuele Marra: il rapporto con quest’ultimo si è concluso.

“Dopo un’attenta analisi, ho fatto le mie prima valutazioni e, tra le aree di miglioramento, ho individuato la preparazione atletica, per la quale ho deciso di avviare un nuovo piano che purtroppo non ha trovato la piena condivisione del mio collaboratore Emanuele Marra. Con Emanuele ho deciso, a malincuore, di interrompere il rapporto professionale. Colgo l’occasione per ringraziarlo per il lavoro svolto in questi anni al mio fianco”.

Antonio Conte al Milan: ipotesi concreta in estate. E con l'esonero di Montella può arrivare subito

Milan, Montella resta. Per il futuro sogni Conte e Ancelotti

Montella non si tocca. Le due brutte sconfitte di questo inizio di stagione con Lazio e Samp non mettono a rischio la panchina dell’Aeroplanino, che conserva ancora la piena fiducia della dirigenza e siede saldamente sulla panchina rossonera. Urge un deciso cambio di rotta per il Milan, soprattutto a livello mentale, ma l’allenatore non traballa: la società crede in Vincenzo e non ritiene che un cambio in corsa possa portare benefici.

Per il momento, dunque, Montella è sicuro al suo posto. Soltanto un’escalation di brutti risultati e prestazioni potrebbe far cambiare idea a Fassone e Mirabelli, ma sul tecnico di Pomigliano iniziano comunque ad allungarsi due ombre, anche se solo in vista della prossima stagione: quelle di Conte e Ancelotti – scrive La Gazzetta dello Sport – i quali, seppur diversi, sono entrambi profili estremamente graditi per il futuro della panchina milanista.

Prima l’Europa, poi Milan-Roma: l’agenda rossonera della settimana

Inizia la terza settimana consecutiva con un doppio impegno per i rossoneri. Dopo la Sampdoria, la squadra tornerà in campo giovedì per la seconda giornata del girone di Europa League: l’avversario è il Rijeka, alle 21.05 a San Siro. Poi sarà ancora campionato, sempre in casa, con il big match di domenica contro la Roma.

Niente riposo e tanto lavoro, necessario dopo il ko di Genova: possiamo riassumere così le nostre prossime giornate a Milanello. Nello specifico, lunedì la ripresa è fissata alle 11.00; martedì e mercoledì (rifinitura), invece, gli allenamenti si svolgeranno alle 16.00. Mercoledì ci sarà anche la conferenza di Vincenzo Montella.

Poi cominceremo a preparare la sfida del 1 ottobre alle 18.00 a partire dal mezzogiorno di venerdì. La rifinitura è prevista per sabato alle 16.00, dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa da parte del nostro allenatore.

Fonte: A.C. Milan

Marco Fassone, Vincenzo Montella e Massimiliano Mirabelli seduti sulle panchine di San Siro

Milan, confronto Fassone-Mirabelli-Montella dopo il ko la Samp

La sconfitta contro la Sampdoria non è andata giù alla dirigenza del Milan. Dopo le parole di ieri di Marco Fassone a Sky Sport 24, questa mattina prima dell’allenamento c’è stato un incontro tra Fassone, Massimiliano Mirabelli e l’allenatore Vincenzo Montella. Non si sanno ovviamente i toni e le tematiche del loro confronto, e nemmeno se la dirigenza ha incontrato anche la squadra dopo l’allenamento previsto per le 11, ma è un ulteriore segnale che la coppia Fassone-Mirabelli vogliono lanciare all’allenatore, alla squadra e all’ambiente, che non deve assuefarsi al sesto posto o deve capire che perdere due partite su sei “non deve essere la routine”.

Dopo il ko per 2-0 contro la Sampdoria di Giampaolo, l’amministratore delegato dei rossoneri aveva dichiarato che “non dobbiamo perdere contro squadre sulla carta più deboli di noi: la Sampdoria non è dello stesso livello del Milan, ha fatturati e stipendi che sono un terzo dei nostri. Oggi l’atteggiamento non ci è piaciuto e non ha alibi”. Fassone ha poi anche fatto i complimenti all’allenatore della Samp Marco Giampaolo, elogi che potrebbero essere letti come una critica indiretta nei confronti di Montella a seguito della seconda brutta sconfitta consecutiva in trasferta, dopo il 4-1 dell’Olimpico contro la Lazio.

Fonte: Sky Sport

Esonerato Montella da allenatore del Milan

Milan, Montella non rischia l’esonero. Ma ora la panchina è più scomoda

È intatta la fiducia e la stima della dirigenza milanista nei confronti di Vincenzo Montella, nonostante un avvio di stagione con già due brutte sconfitte all’attivo. La debacle con la Lazio e il ko di ieri in casa della Samp non mettono in alcun modo sulla graticola l’Aeroplanino: la posizione del mister – scrive La Gazzetta dello Sport – non è assolutamente a rischio.

L’ipotesi di un esonero, o perlomeno di un Montella traballante nel caso in cui dovessero arrivare nuovi tonfi nelle prossime partite prima della sosta, al momento è infondata. Ma è chiaro che la sua panchina inizia a essere scomoda: le aspettative rossonere – prosegue la Rosea – sono decisamente alte e in via Aldo Rossi ci si aspettava un rendimento migliore nell’avvio di campionato.

Reagire – ed evitare altri brutti passi falsi come quelli di Roma e Genova – è l’unico modo di Montella per scacciare le nubi da sopra la propria testa, anche se non sarà un’impresa facile. Dopo l’Europa League, il Milan è atteso da due delicati scontri diretti contro Roma e Inter, con il derby al rientro dalla sosta: l’obiettivo è realizzare qualche punto, ma soprattutto centrare prestazioni più onorevoli e segnare passi avanti nel gioco.

Samp-Milan, le pagelle: disastro Zapata, Suso disperso. Male Kessié

Le pagelle di Sampdoria-Milan, sesta giornata di Serie A 2017/2018.

Donnarumma: 6
Dopo la libera uscita di mercoledì, si torna alle vecchie – brutte – abitudini: incolpevole sui gol, letteralmente inoperoso per il resto della gara.

Zapata: 4
Preferito a Musacchio, in fin dei conti non fa una partita orrenda come il voto farebbe pensare, ma con un folle disimpegno mette in porta il suo omonimo per il vantaggio doriano e scivola sul raddoppio di Alvarez. Insomma, decisivo è dire poco.

Bonucci: 5,5
Non commette errori clamorosi, ma continua a non trasmettere sicurezza al reparto. Non proprio il massimo, contando che si è passati a tre proprio per farlo rendere al meglio.

Romagnoli: 6
L’unico positivo del pacchetto arretrato, non sbaglia quasi niente limitando ottimamente Quagliarella.

Abate: 5,5
Tanta generosità nella corsa, poca qualità nell’ultimo passaggio. Solita storia.

dall’81’ Borini: s.v.
Complice lo scivolone di Zapata, serve involontariamente ad Alvarez l’assist del definitivo 2-0.

Kessié: 4,5
Primo tempo horror, secondo anche peggio: in costante difficoltà sul pressing doriano, palle persa a volontà, viene annullato da Torreira nell’unica occasione che gli capita.

Biglia: 5
Giampaolo prepara la gabbia e lui va in palla. Se manca l’orchestra, il direttore è il primo a sparire.

Bonaventura: 5,5
Gli errori in fase di uscita della palla non si contano, ma per lunghi tratti è l’unico a provare qualcosa.

dal 78′ Calhanoglu:  s.v.
Evanescente, non (solo) per colpa sua.

Rodriguez: 6
E’ tra i meno peggio, ma essendo uno dei pochi a poter inventare qualcosa da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più.

Suso: 4,5
Praticamente inesistente, soffre tremendamente la nuova posizione in mezzo al campo. Disperso.

dal 78′ Cutrone: s.v.
Idem come Calhanoglu, non ha possibilità di incidere.

Kalinic: 6+
Regge da solo il peso dell’attacco, ma i (pochi) palloni che vede sono sporchi e lontano dalla porta.

Montella: 5
Al secondo test importante della stagione, la squadra si squaglia di nuovo: discutibili le scelte dei singoli, soprattutto in vista dei prossimi impegni, e gioco ancora latitante. Forse il risultato finale è troppo severo, ma per quanto visto in campo la Sampdoria non ha rubato nulla. E ora arriva il difficile.

L'amministratore delegato del Milan Marco Fassone

Fassone: “Siamo arrabbiati, Samp inferiore al Milan: sconfitte così non siano routine, serve un approccio diverso”

L’a.d. del Milan, Marco Fassone, ha messo la faccia dopo il 2-0 subito dal Diavolo contro la Sampdoria:

Il Milan è più forte della Samp e deve approcciare alla partita in modo diverso. L’autostima non arriva fa un giorno all’altro, ma con in risultati, la confidenza ci sarebbe dovuta essere, in campo non si è vista e mi auguro arrivi quanto prima. Sconfitte con avversari di livello? Non so se sia un questione di avversario di livello. La Samp non credo sia del nostro livello, Giampaolo è stato bravissimo, ci ha imbrigliato, gli vanno fatti i complimenti, ma il Milan è più forte della Samp e deve approcciare alla partita in modo diverso.

Ci aspettavamo degli ostacoli – ha dichiarato Fassone a Sky Sport – ci aspettavamo che i primi sei mesi sarebbero stati più ostici, i giocatori sono nuovi, siamo preparati a questi ostacoli, la seconda parte del cammino in teoria sarà più semplice. Ma oggi non ci è piaciuto l’atteggiamento, non deve avere alibi alle spalle e deve essere cambiato velocemente.

Il calendario? Credo che il fatto di giocare contro avversari di questo livello incida sul livello attitudinale in un certo modo, mi aspetto che queste gare vengano affrontate in modo diverso, sono avversari diretti e mi aspetto vengano affrontati in maniera diversa rispetto ad oggi. Qualche campanello di allarme lo abbiamo avuto, oggi siamo arrabbiati e sono venuto a parlare perché queste sconfitte non devono essere considerate come routine, il Milan non deve perdere contro avversarie ritenute più deboli di noi”.

L'allenatore del Milan Vincenzo Montella

Montella: “Milan insufficiente. Noi scarichi mentalmente, colpa mia non capirlo”

Così l’allenatore del Milan, Vincenzo Montella, dopo il ko in casa della Sampdoria:

Non ci siamo piaciuti, siamo stati insufficienti sul piano agonistico e anche su quello tecnico: non avevamo tranquillità e lucidità per giocare. Dobbiamo capire perché è successo – ha dichiarato l’Aeroplanino a Premium Sport HD – ma non credo sia una bocciatura per il gruppo o per qualcuno in particolare. Questi risultati non ci piacciono: non possiamo perdere due partite su 6. Siamo giovani e può succedere, ma dobbiamo reagire e continuare a lavorare perché siamo un gruppo di qualità”.

“Siamo stati al di sotto dei nostri standard sotto tutti i punti di vista: eravamo scarichi mentalmente, probabilmente perché per alcuni è la quinta partita consecutiva e le energie mentali possono venire a mancare. Ho sbagliato io a non capirlo. L’esclusione di Musacchio? Zapata si assomigliava di più al suo dirimpettaio della Sampdoria…”.

Il Milan cade ancora lontano da San Siro: la Samp vince con merito 2-0

Altra trasferta, altro tonfo. A due settimane dalla disfatta in casa della Lazio, arriva il secondo passo falso della stagione del Milan: a Genova è la Sampdoria di Giampaolo a vincere – e convincere – per 2-0, portando a casa con merito l’intera posta in palio nel lunch match della 6^ giornata di Serie A. A decidere le reti nella ripresa di Duvan Zapata (implacabile in area piccola dopo un “assist” involntario del cugino milanista) e Alvarez, bravo a subentrare e a chiudere la pratica con un diagonale di sinistro a pochi minuti dal 90′.

Il banco di prova del Marassi boccia il Milan senza attenuanti. Il Diavolo è sceso in campo molle e disorientato, in balia della gamba e dell’organizzazione blucerchiata, uscendo sconfitto con merito. A pesare, però, sono stati soprattutto gli errori e i flop dei singoli: pessimo Zapata in occasione del vantaggio doriano, male Kessie in mediana (impressionante la quantità di palloni persi, uno proprio sull’1-0 della Samp), ectoplasmatici e a tratti dannosi Bonaventura e Suso. Anche se solo a settembre, la seconda pessima trasferta del Milan è una doccia gelata per Montella in ottica Champions League. E sabato, dopo il Rijeka, è tempo del big match contro la Roma.

L'allenatore del Milan Vincenzo Montella

Sampdoria-Milan, le formazioni ufficiali: riecco il 3-5-1-1

Pranzo domenicale con partita per il Milan di Montella, impegnato a Genova sul campo della Sampdoria per la 6^ giornata di Serie A. Ecco le formazioni ufficiali:

Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Strinic; Barreto, Torreira, Praet; Ramirez; D. Zapata, Quagliarella. All.: Giampaolo.

Milan (3-5-1-1): G. Donnarumma; C. Zapata, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso; Kalinic. All.: Montella.

Sampdoria-Milan, la probabile formazione: Suso con Kalinic, c’è Zapata

Milan, e ora viene il difficile. Se il tandem casalingo Udinese-SPAL (più la gara di Vienna in Europa League) era da non fallire per nessun motivo al mondo, con il Diavolo che ha fatto il proprio dovere mettendo in cascina sei punti su sei, la trasferta in casa della Samp di domani assume contorni più ampi del risultato: sarà il primo vero banco di prova per Montella e i suoi ragazzi successivo alla Caporetto contro la Lazio di due domeniche fa, costata una marea di critiche alla solidità e alle ambizioni rossonere. Affrontare i blucerchiati al Marassi mostrando atteggiamento giusto ed equilibrio, oltre che strappare un risultato, sarebbe fondamentale per continuare il processo di crescita di cui la squadra necessita senza se e senza ma.

Lunch match domenicale importante e cruciale, dunque, per il Milan e per le sue ambizioni Champions: vietato fallire la seconda trasferta ostica del campionato, con le rivali che viaggiano spedite. A Genova ci sarà gran parte dell’undici visto nelle ultime settimane, con il modulo 3-5-2 – o meglio, 3-5-1-1 – e gli uomini chiave tutti in campo: Gigio in porta, Bonucci e Romagnoli in difesa, Rodriguez sulla corsia mancina, la mediana Kessie-Biglia. E Kalinic, diventato nelle ultime gare il titolare dell’attacco milanista, affiancato dal rientrante Suso da seconda punta. Qualche dubbio nel resto dell’undici: Musacchio e Abate sono insidiati da Zapata e Borini (il colombiano sembra addirittura avanti), mentre da mezzala sinistra c’è Bonaventura in pole su Calhanoglu.

Ecco il probabile undici rossonero in vista di Sampdoria-Milan, match valevole per la 6^ giornata di Serie A:

Milan (3-5-1-1): G. Donnarumma; Zapata, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso; Kalinic.

Sampdoria-Milan, i convocati di Montella: out Calabria e Montolivo

Mister Montella ha diramato la lista dei 21 convocati rossoneri in vista di Sampdoria-Milan, gara in programma domani per la 6^ giornata di Serie A.

Portieri: A. Donnarumma. G. Donnnarumna, Storari;

Difensori: Abate, Bonucci, Musacchio, Paletta, Rodriguez, Romagnoli, Zapata;

Centrocampisti: Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Kessie, Locatelli, Mauri;

Attaccanti: Borini, Cutrone, Kalinic, André Silva, Suso.

È già un Milan ammazza piccole?

Massimo risultato, minimo sforzo. Una frase decisamente inflazionata nel mondo del calcio, ma che descrive bene l’ultimo turno infrasettimanale del Milan e di Montella. Il 2-0 sulla SPAL, voluto e preteso in tandem con l’altra vittoria casalinga sull’Udinese, è fondamentale per voltare definitivamente pagina rispetto alla sconfitta con la Lazio e per mettere in cascina punti importanti nella corsa alla Champions, per la quale ci sarà da lottare con le unghie e con i denti sino all’ultima giornata. Ed è arrivato, come detto, con uno sforzo minimo: due rigori di Rodriguez e Kessie, nessun rischio per Donnarumma e un dispendio fisico e nervoso esiguo in vista dell’ultimo trittico di gare prima della sosta Samp-Rijeka-Roma, banco di prova cruciale soprattutto per le ambizioni italiane.

Non è stato ancora un Milan straordinario (nemmeno ottimo) e la partita contro i ragazzi di Semplici non ha entusiasmato per bellezza e qualità del gioco, seppur sia stata evidente la differenza di valori in campo – con la partita saldamente nelle mani rossonere sin dalle prime battute – e il risultato finale mai veramente in discussione dopo il forcing iniziale e il rigore sblocca-gara di Rodriguez. È proprio questa la nota più lieta della serata del Diavolo: aver reso facile e “telefonata” una partita che appena 4-5 mesi fa sarebbe stata molto più complicata da portare a casa. Sbloccare e “ammazzare” le gare con le piccole è il primo passo per strutturare un campionato di vertice, in attesa di tornare a fare punti anche negli scontri diretti con le rivali per la Champions: Crotone, Cagliari, Udinese e SPAL, in questo senso, rappresentano test positivi, con un Milan freddo e paziente nel trovare gli spazi e nel superare le difficoltà tipiche di queste partite. Servirà mostrare continuità per nove mesi, ma i primi segnali sono più che incoraggianti.

Bene la risposta della squadra a livello mentale e tattico (il 3-5-2, in fase di possesso 3-4-1-2 con Calhanoglu più avanzato dietro a Kalinic-A. Silva, ha dato nuovamente indicazioni positive), alti e bassi nelle prestazioni dei singoli. Ottimi Rodriguez e Kessie, glaciali dagli 11 metri e soprattutto preziosi nell’arco di tutta la gara, ancora superlativo Biglia: la regia dell’argentino è pulita, elegante e “superiore”, la sua intelligenza tattica musica per le orecchie dell’allenatore, il contributo nell’interdizione una manna dal cielo per la tenuta difensiva rossonera. Da rivedere, invece, gli eroi di coppa Calhanoglu e Silva: sprazzi di talento e classe per André, poco concreto però negli spazi stretti del campionato, mentre il turco è piaciuto più per la “lotta” che non per le pennellate di classe a cui ci ha già abituato. Col crescere dell’ambientamento alla Serie A, saranno entrambe frecce letali all’arco di Montella.

Fonte: di Nicolò Esposito per “SpazioMilan.it

Montella: “Il Milan può migliorare. André Silva? L’ho visto arrabbiato. Sui rigoristi…”

L’allenatore del Milan, Vincenzo Montella, ha parlato nel post partita della vittoria casalinga sulla SPAL.

Sulla prestazione: “La squadra mi è piaciuta, ma si può ancora migliorare nella gestione della palla e nella finalizzazione. Ho visto la squadra sempre in partita”.

Su André Silva inzaghiato: “L’ho visto molto bene, al 95′ si è arrabbiato perché l’arbitro ha fischiato la fine – ha dichiarato il mister a Premium Sport HD – ci sta arrivando alla voglia di fare sempre gol”.

Sullo scorcio di stagione: “Sicuramente abbiamo avuto un inizio molto molto positivo come ci auguravamo, anche se era difficile, il primo obiettivo l’abbiamo raggiunto. Questa squadra non può che essere destinata a crescere, io sto già pensando alla prossima partita con la Sampdoria.

Sui due rigori battuti da due giocatori diversi: “Prima della partita scelgo i due rigoristi della partita: è andata bene che ne abbiamo avuti due, ma c’è anche André Silva che è un bel rigorista e non sarà felicissimo visto che non ne ha battuti. Avrà modo di farlo”.

Sul turnover: “È un esercizio difficile ruotare tutti i giocatori, ma è fondamentale fare una turnazione: pensate ad André Silva, non è stato facile mandarlo in panchina contro l’Udinese dopo la tripletta in trasferta in Europa League”.

Sulla decima formazione diversa in 10 partite: “Credo che Suso, Calhanoglu e Bonaventura possano giocare insieme, ma io credo che i tifosi sognino se vinciamo le partite”.

Milan-SPAL, le formazioni ufficiali: giocano Kalinic-A. Silva, out Musacchio

Tutto pronto a San Siro per Milan-SPAL, match valevole per la 5^ giornata di Serie A. Ecco le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori:

Milan (3-5-2): G. Donnarumma; Zapata, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Calhanoglu, Rodriguez; Kalinic, A. Silva. All.: Montella.

SPAL (3-5-2): Gomis; Salamon, Vicari, Felipe; Lazzari, Mora, Viviani, Grassi, Mattiello; Antenucci, Paloschi. All.: Semplici.

Milan-SPAL, la probabile formazione: chance André Silva, riecco Abate

Dopo la reazione, il consolidamento. Il Milan ha vinto e vendicato la pessima debacle subita con la Lazio, rivoluzionando l’undici di partenza nel modulo e negli uomini in campo e iniziando il passaggio verso quella difesa a tre programmata sin dall’arrivo a luglio di Bonucci. Dopo il ritorno alla vittoria in Serie A col 3-5-2 (e la bella affermazione in Europa League sul campo dell’Austria Vienna), Montella è deciso a dare continuità anche domani contro la SPAL a gran parte della formazione scesa in campo domenica: avverrà qualche cambio dettato da logiche di turnover, ma rimarrà un’importante ossatura.

La novità di giornata è la chance – annunciata dallo stesso Aeroplanino – che verrà data ad André Silva: il portoghese giocherà centravanti al posto di Kalinic, supportato alle spalle da Suso e probabilmente anche da Calhanoglu, pronto a tornare dal 1′ da mezzala/trequartista a seconda delle fasi di gioco. Cambio sulla destra, con Abate al posto di Calabria, poi tutto il resto dovrebbe rimanere invariato rispetto all’Udinese: in mediana spazio alla coppia titolare Kessie-Biglia, così come sull’out mancino per Rodriguez; in difesa, sicuri Bonucci e Romagnoli, è Musacchio a rischiare la panchina in favore di Zapata, pur restando in vantaggio. Tra i pali, ovviamente, pronto Gigio.

Ecco dunque il probabile undici rossonero in vista di Milan-SPAL, match valevole per la 5^ giornata di Serie A:

Milan (3-4-2-1): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Rodriguez; Suso, Calhanoglu; André Silva.

Milan-SPAL, i convocati di Montella: out Montolivo, ancora fuori Antonelli

Di seguito la lista dei 22 convocati rossoneri in vista di Milan-SPAL, turno infrasettimanale di campionato in programma domani sera a San Siro.

PORTIERI: A. Donnarumma, G. Donnarumma, Storari;
DIFENSORI: Abate, Bonucci, Calabria, Musacchio, Paletta, R. Rodriguez, Romagnoli, Zapata;
CENTROCAMPISTI: Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Kessie, Locatelli, Mauri;
ATTACCANTI: Borini, Cutrone, Kalinic, André Silva, Suso.

Montella: “André Silva titolare con la SPAL”

A Milanello è tempo di Milan-SPAL, 5^ giornata di Serie A in programma domani sera a San Siro, con la conferenza stampa di mister Vincenzo Montella. Di seguito tutte le dichiarazioni rese dall’Aeroplanino alla vigilia del turno infrasettimanale di campionato, immortalate dal Milan nella consueta diretta video postata sulla pagina facebook ufficiale.

Cutrone: “Che emozione i cori dei tifosi. Kalinic? Mi ha impressionato. A Silva ruberei…”

Patrick Cutrone ha rilasciato un’intervista a margine della presentazione delle cards Panini, in cui ha parlato dell’evento ma anche di attualità milanista. Di seguito le sue dichiarazioni più importanti raccolte da Sky Sport.

Sull’emozione di essere nell’album Panini: “Da piccolo giocavo con le figurine, finire in questo album era il mio sogno”.

Sul momento personale: “L’ho sempre sognato da quando ero piccolo, non mi aspettavo tutta questa fiducia dall’inizio, ringrazio mister e società”.

Su Montella: “L’allenatore crede in tutti e tre i centravanti, ci ha detto che giocheremo tutti. Io mi farò trovare pronto, spero di continuare così”.

Su chi lo ha impressionato di più tra i compagni: “Kalinic mi ha impressionato più di tutti. Fa gol, aiuta la squadra e tecnicamente è forte, spero di farmi aiutare da lui”.

Su cosa vuole “rubare” a Kalinic e André Silva: “Sono forti entrambi, a Kalinic vorrei rubare la capacità di aiutare la squadra, ad André Silva la tecnica”.

Sui cori dei tifosi: “Mi fanno emozionare, soprattutto dopo il gol quando gridano il tuo nome, è bellissimo”.

Su quanto ha spinto per restare al Milan: “Ringrazio allenatore e società, io in quel momento non pensavo al mercato, ma soltanto ad allenarmi e a dare tutto nelle amichevoli”.

Montella: “Vittoria sofferta e meritata. Suso? Si abituerà al 3-5-2. Su Calha e Silva…”

Ecco le dichiarazioni rese da Vincenzo Montella nel post partita di Milan-Udinese, gara terminata sul risultato di 2-1 per i rossoneri:

Sulla partita: “Non è una vittoria sporca, ma sofferta e meritata. In base a quanto creato, potevamo segnare di più, ma mi è piaciuta molto la reazione dopo il gol dell’1-1, meno i minuti di deconcentrazione dopo il gol annullato a Lasagna”.

Su Suso in difficoltà: “Si abituerà presto a giocare in quella posizione, per uno come lui che ha bisogno di toccare la palla molto spesso è difficile, si è innervosito un po’”.

Su Calhanoglu e André Silva fuori: “Volevo più freschezza – ha dichiarato il mister a Premium Sport – chi ha giocato oggi ha giocato in modo eccellente”

Ancora sulla vittoria sull’Udinese: “È stata una vittoria di grande personalità, fino a prima della Lazio eravamo abituati a giocare solo su un binario, adesso no. A livello fisico siamo messi meglio, rispetto al potenziale della squadra non saprei a che punto siamo, tanti sono diamanti semi-grezzi in questo momento. Chi è cresciuto un po’ più degli altri è André Silva, anche se oggi non ha giocato”.

Sulla gara contro la Lazio: “Non la rigiocherei, voglio credere che sia stata salutare per tutti, fanno ancora male quelle sberle, bene che sia successo. In tutto il precampionato io ero l’allenatore migliore del mondo, i giocatori i migliori del mondo, la società migliore del mondo. Questo ci ha un attimo distratti”.

Doppio Kalinic stende l’Udinese: il Milan va con un altro 2-1

Il Milan rialza la testa anche in campionato. E a San Siro batte l’Udinese, vincendo ancora per 2-1 e replicando il risultato ottenuto all’esordio casalingo contro il Cagliari. Deus ex machina del pomeriggio di San Siro Nikola Kalinic, mattatore con due gol – che in teoria sarebbero tre se non fosse intervenuto il VAR, ndr – e una prestazione altamente positiva nell’economia del gioco della squadra. Lasagna ha messo paura durante il primo tempo con la rete del momentaneo pari friulano, ma il Diavolo ha saputo subito riportarsi in vantaggio e legittimare la vittoria con tante occasioni  create, seppur non concretizzate.

È arrivata la vittoria anche in Serie A e la reazione dentro i confini nazionali, dunque, dopo il 5-1 di Vienna “scaccia crisi” dopo il tonfo in casa della Lazio. C’è ancora parecchio da migliorare nel gioco e nella brillantezza di squadra, ma nel complesso i ragazzi di Montella hanno meritato la vittoria, anche oltre il 2-1 messo a referto. Detto dello show di Kalinic, migliore in campo con una doppietta, da segnalare anche la straordinaria prova in regia di Biglia – l’argentino è stato un vero e proprio signore del centrocampo -, ma anche le prestazioni non troppo positive di Romagnoli (suo lo sciagurato disimpegno errato sul pari bianconero) e Suso, “vivo” ma poco efficace da seconda punta.

Milan-Udinese, le formazioni ufficiali: in attacco Suso-Kalinic

Le formazioni ufficiali di Milan-Udinese, gara valida per la 4^ giornata di Serie A:

Milan (3-5-1-1): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Calabria, Kessie, Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso; Kalinic. All.: Montella.

Udinese (4-1-4-1): Scuffet; Larsen, Danilo, Nuytinck, Samir; Behrami; De Paul, Barak, Jankto, Lasagna; Maxi Lopez. All.: Delneri.

Milan-Udinese, la probabile formazione: difesa a tre più Suso e Jack, Calha-Silva in panchina

Squadra che (stra)vince, si cambia. Almeno secondo Montella, pronto a operare verso Milan-Udinese di domani ben cinque cambi di formazione rispetto all’undici vittorioso per 5-1 sul campo dell’Austria Vienna, in cui hanno brillato e convinto tanti giocatori sino a quel momento ancora poco convincenti. Se il modulo dovrebbe rimanere il medesimo del “Prater”, con il 3-5-2 ormai destinato a diventare il sistema di riferimento dei rossoneri, i due mattatori di Europa League Calhanoglu e André Silva dovrebbero infatti tornare in panchina, per lasciare spazio a chi ha rifiatato in vista proprio del campionato.

Sia Bonaventura sia Suso, rimasti fuori dallo starting eleven milanista a Vienna, dovrebbero ritrovare una maglia da titolare: Jack da mezzala sinistra al fianco di Biglia e Kessie, mentre lo spagnolo da seconda punta qualche metro più indietro rispetto a Kalinic, confermato nel ruolo di centravanti. Pronti a rientrare anche Musacchio e Rodriguez, out giovedì per turnover, mentre sulla destra Calabria è in pole position su Abate: Igna è comunque il favorito a sostituire l’infortunato Conti a medio-lungo termine sulla corsia (Borini permettendo, ndr). Confermati ovviamente Bonucci e Romagnoli, così come tra i pali c’è la sicurezza Gigio.

Ecco dunque il probabile undici rossonero in vista di Milan-Udinese, 4^ giornata del campionato di Serie A:

Milan (3-5-1-1): G. Donnarumma, Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Calabria, Kessie, Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso; Kalinic.

Milan-Udinese, 23 i convocati di Montella: out Antonelli

Mister Vincenzo Montella ha diramato la lista dei convocati rossoneri in vista di Milan-Udinese, 4^ giornata di Serie A in programma domani a San Siro. Di seguito la lista completa:

PORTIERI: A. Donnarumma, G. Donnarumma, Storari;
DIFENSORI: Abate, Bonucci, Calabria, Gomez, Musacchio, Rodriguez, Romagnoli, Zapata;
CENTROCAMPISTI: Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Kessie, Locatelli, Mauri, Montolivo;
ATTACCANTI: Borini, Cutrone, Kalinic, André Silva, Suso.

Andrea Conti, terzino del Milan

Milan, stagione compromessa per Conti: le soluzioni di Montella

Una notizia che proprio non ci voleva. La rottura del legamento crociato del ginocchio di Andrea Conti ha scosso il venerdì di Milanello, rattristando e incupendo l’ambiente all’indomani della bella vittoria di Vienna per 5-1: il ko occorso all’esterno, d’altronde, lo relegherà ai box per i prossimi sei mesi e comprometterà di fatto tutta la sua prima stagione in rossonero. Rischiando, peraltro, di far sfumare per l’ex atalantino il sogno di andare ai Mondiali con la Nazionale italiana.

Nella giornata di oggi ci sarà l’operazione chirurgica al ginocchio sinistro, poi sarà tempo di una lunga e delicata riabilitazione: se tutto andrà per il verso giusto e non ci saranno intoppi, Conti tornerà a disposizione di Montella non prima di marzo, per poi tornare in condizione verosimilmente attorno ad aprile. Sino ad allora, l’Aeroplanino dovrà rinunciare a una delle frecce migliori al proprio arco: il 3-5-2, studiato e pensato per far rendere al meglio le caratteristiche della rosa, avrebbe esaltato tra tutte anche le doti offensive di Andrea.

Ma Montella, per almeno sei mesi, dovrà fare a meno della corsa, della freschezza e degli inserimenti del proprio poderoso terzino. I sostituti sono già in casa: è il ruolo naturale di Abate e Calabria, i quali sapranno alternarsi sulla corsia di destra sia in una linea a quattro sia sulla linea dei centrocampisti. Possibile talvolta anche l’utilizzo di Borini – l’ex Sunderland può ricoprire ogni ruolo dalla mediana in su -, altamente improbabile che lo faccia Suso: lo spagnolo giocherà più da trequartista/seconda punta. 

Ok Milan, il modulo è giusto. Viva il talento di Calha-Silva

Ecco il Milan. Troppo brutto e fragile per essere vero all’Olimpico, terribilmente cinico e spietato quello ammirato ieri sera a Vienna nella prima gara del girone di Europa League. Corto, compatto e rabbioso, come definito da Montella nel post partita di ieri, ma anche con un tasso tecnico elevatissimo: il primo “vero” Diavolo vestito col 3-5-2 ha vinto e convinto, schiantando 5-1 l’Austria Vienna e spazzando via le tante bocciature arrivate decisamente troppo presto per squadra e allenatore. E se l’Europa, oltre al risultato e alla prestazione, regala anche l’esplosione di due acquisti tanto attesi quanto criticati come Calhanoglu e André Silva, si può dire che sia stata davvero una serata di grazia.

La partita è stata un assolo rossonero. Il Milan è partito immediatamente forte, con la cattiveria e la determinazione giuste per sbloccare la gara in avvio, arrotondare il risultato e poi sostanzialmente gestire le forze nei 90′, con un occhio anche ai tanti impegni che attendono i ragazzi da qui alle prossime due settimane. Sugli scudi, come detto, Calhanoglu e André Silva. Il turco ha finalmente mostrato colpi importanti del proprio talento, fatto di un piede meraviglioso e di una visione di gioco superiore – da vedere e rivedere i due assist -, oltre che di un tiro da fuori notevole come in occasione dell’1-0, mentre l’ex Porto è stato prezioso nella manovra e glaciale sotto porta: la tripletta realizzata a tu per tu col portiere è mix di freddezza e tecnica, da grande attaccante. E se la panchina di Suso ha fatto storcere il naso a molti, la sua positiva entrata in campo (con gol) è significativa: sarà banale e scontato, ma avere una panchina lunga e di qualità è il segreto per affrontare al meglio il doppio impegno.

È bastato solo il passaggio alla difesa a tre per trovare gioco, solidità e cinismo? No, evidentemente. Il Milan è sceso in campo soprattutto con la testa giusta – e probabilmente anche con qualche interprete migliore rispetto alla disfatta di Roma -, sbranando senza pietà un Austria Vienna meno organizzato ed equilibrato dell’ottima Lazio di Inzaghi. Ma aver messo tanti elementi nella posizione ideale ha sicuramente favorito il buon esito di questa serata: Bonucci è più a suo agio se sgravato di qualche compito di marcatura (e avere dietro un mancino educato come Romagnoli aiuta moltissimo l’uscita della palla), Calhanoglu è stato più nel vivo del gioco, il tandem Kalinic-Silva ha lavorato bene di coppia sia nella proposizione del gioco sia nel pressing. Bisognerà trovare continuità e avversari più ostici, ma la strada del 3-5-2 sembra quella giusta.

Fonte: di Nicolò Esposito per “SpazioMilan.it

Montella: “Siamo stati corti e rabbiosi, ma non perfetti. André Silva e Calhanoglu…”

L’allenatore del Milan, Vincenzo Montella, ha parlato così nel post partita della vittoria per 5-1 in casa dell’Austria Vienna:

“C’era rimasta addosso la sconfitta con la Lazio per la mancata reazione che si era invece vista altre volte. Oggi è andata bene per l’interpretazione, lo spirito e la qualità: la squadra ha giocato in velocità soprattutto i primi 20’ chiudendo subito la pratica. Poi ho visto la voglia di soffrire e di essere contratti. C’è stato tuttavia un piccolo calo di tensione, il che vuol dire che dobbiamo ancora lavorare. È stata una vittoria importante che ci rende felice ma che va subito accantonata. Guardiamo già alla partita contro l’Udinese. Non siamo perfetti e dobbiamo ricercare la perfezione in particolar modo nella tenuta mentale visto che durante la partita le condizioni possono cambiare”.

Sulla difesa a tre: “La nostra è una squadra in divenire e in corsa abbiamo pensato potesse giocare a 3. Non dimentichiamo che Romagnoli inizia ora a star bene – ha dichiarato Montella a Sky Sport – e lui è l’unico mancino in rosa: questo ha ritardato il cambio nel sistema di gioco. Siamo stati bravi contro una squadra che pressava molto alta attaccando la linea difensiva”.

Sui singoli: “Andre Silva ha fame e fa anche gol: sicuramente queste partite sono diverse dal calcio italiano e oggi ha potuto sfruttare la sue qualità di attaccare lo spazio perché l’avversario giocava con la difesa alta. Sicuramente questa prestazione e questi gol gli daranno più fiducia, ne aveva davvero bisogno. Calhanoglu oggi ha dimostrato grandissima qualità oltre al gol: riesce a mandare in gol gli attaccanti, ha la giocata facile in verticale. Abbiamo lavorato in questi giorni e oggi eravamo più corti, compatti e rabbiosi perché ci ha fatto male – o bene – la sconfitta, avevamo qualcosina in più e bisogna avere ancora più fame”.

Austria Vienna-Milan, le formazioni ufficiali: si gioca col 3-5-2, fuori Suso

Ecco le formazioni ufficiali di Austria Vienna-Milan, match valevole per la 1^ giornata del girone di Europa League:

Austria Vienna (4-3-3): Hadzikic; Klein, Kadiri, Westermann, Martschinko; Prokop, Serbest, Holzhauser; Jinhyun, Monschein, Pires. All.: Fink.

Milan (3-5-2): G. Donnarumma; Zapata, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Calhanoglu, Antonelli; André Silva, Kalinic. All.: Montella.

Austria Vienna-Milan, la probabile formazione: Montella vara il 3-5-2, fiducia a Calha e Silva

Signore e signori, ecco a voi il 3-5-2. Atteso sostanzialmente dall’arrivo di Bonucci ed evocato come non mai dopo il pesante ko in campionato contro la Lazio, Austria Vienna-Milan segnerà un passaggio importante, con Montella che lascerà da parte il caro 4-3-3 per iniziare a strutturare con i titolari e con gli acquisti la difesa a tre. Non sarà una “prima” assoluta stagionale – i rossoneri giocarono proprio l’ultima gara europea, in casa dello Shkendija, con questo sistema di gioco -, ma un punto significativo per il prosieguo della stagione: se partire con il piede giusto in Europa League sarebbe importante, trovare il prima possibile il modulo di riferimento e un undici di base sarebbe utilissimo per accelerare il processo di creazione di un gruppo e dunque di una squadra, con i tanti volti nuovi da inserire e l’equilibrio tattico da trovare.

Campo al 3-5-2, dunque, con alcune novità importanti negli uomini. In attacco ci sarà spazio per entrambe le punte arrivate dal mercato, André Silva-Kalinic, e anche a centrocampo giocheranno tutti gli acquisti: Biglia regista e Kessie interno destro, ovviamente, ma anche Calhanoglu da mezzala sinistra con licenza di avanzare e di giostrare in posizione più avanzata, quasi da trequartista. Per Bonaventura e Suso, salvo ribaltoni, dovrebbe esserci spazio nelle prossime gare. Turnover sulle fasce con Abate-Antonelli – Conti non è ancora al 100% causa caviglia, Rodriguez è rimasto a Milano a lavorare – e anche nei centrali: Musacchio riposerà un turno e lascerà completare il reparto a Zapata insieme a Bonucci e Romagnoli. In porta, ovviamente, Gigio Donnarumma.

Ecco dunque il probabile undici rossonero in vista di Austria Vienna-Milan, 1^ giornata del girone di Europa League:

Milan (3-5-2): G. Donnarumma; Zapata, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Calhanoglu, Antonelli; Kalinic, André Silva.

Montella: “A prescindere dai moduli, voglio vedere una reazione”

Mister Montella e Alessio Romagnoli hanno parlato alla vigilia di Austria Vienna-Milan, nella classica conferenza stampa pre partita organizzata dalla UEFA alla vigilia dei match europei. Di seguito le dichiarazioni complete verso l’esordio nel girone di Europa League rese dall’allenatore e dal difensore rossonero, nel video caricato dal Milan sul proprio profilo facebook ufficiale.

Austria Vienna-Milan, i convocati: out Conti, Borini e Rodriguez

Mister Montella ha diramato la lista dei convocati in vista del match tra Austria Vienna e Milan, in programma alle 19 di domani e valevole per la 1^ giornata del girone di Europa League.

PORTIERI: A. Donnarumma, G. Donnarumma, Storari;
DIFENSORI: Abate, Antonelli, Bonucci, Calabria, Musacchio, Romagnoli, Zapata;
CENTROCAMPISTI: Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Kessie, Locatelli, Montolivo;
ATTACCANTI: Cutrone, Kalinic, André Silva, Suso.

Fassone, visita a Milanello per stare vicino a squadra e mister

Le dimensioni della disfatta subita dalla Lazio non hanno lasciato indifferente né l’allenatore, né la squadra e nemmeno la dirigenza del Milan. Se Montella e i ragazzi hanno avuto un confronto generale sulla debacle capitolina, anche Marco Fassone ha fatto la propria parte presentandosi ieri a Milanello: l’a.d. – si legge su La Gazzetta dello Sport – ha voluto mostrare la vicinanza della società al mister e ai giocatori, chiamati a riscattare il ko dell’Olimpico già dai prossimi impegni in Europa League contro l’Austria Vienna e in Serie A con l’Udinese.

Milan, riecco Romagnoli: è cruciale per strutturare la difesa a tre

Riecco Alessio Romagnoli. Dopo le terapie conservative estive al ginocchio e il ritorno in campo nell’agevole ritorno dei playoff di Europa League in casa dello Shkendija, il 13 rossonero è pronto a riprendersi la difesa da titolare in una gara importante come la trasferta di giovedì in casa dell’Austria Vienna, gara d’esordio del girone di UEL ma soprattutto banco di prova cruciale per rispondere subito al disastroso 4-1 subito domenica dalla Lazio.

Ben sostituito da Zapata-Musacchio – e successivamente da Bonucci – nelle primissime uscite stagionali, Romagnoli sarà di fondamentale importanza per i futuri schemi di Montella: l’ex Samp è l’unico centrale a disposizione di piede sinistro ed è dunque imprescindibile per strutturare la difesa a tre, destinata a vedersi già in terra austriaca. Ale sul centro sinistra, Bonucci regista difensivo e Musacchio completeranno un pacchetto sulla carta tra i migliori d’Italia: è un primo passo per ritrovare la solidità smarrita nella debacle nell’Olimpico.

Fassone: “Il Milan avrà un futuro d’oro”

L’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, è stato ospite di un forum nella redazione del Corriere dello Sport, in cui ha parlato a 360° del momento rossonero. Di seguito le sue dichiarazioni più importanti.

Sulla debacle contro la Lazio: “Questa è la prima giornata di down dall’inizio della stagione, ma giocare subito ci aiuterà: non avremo tempo per rimuginare e per fare tanti discorsi. Se questa sconfitta ha minato le nostre certezze? Qualche dubbio ci è venuto, ma Montella è stato bravo nel post partita a sottolineare che le scon­fitte fanno parte di un progetto di crescita. Magari non di queste dimensioni… Ecco perché quando mi hanno inquadrato in tribuna dopo il 4-0 avevo quell’espressione terribile (sorride, ndr). Contro il Cagliari non avevamo giocato bene, ma erano arrivati i tre punti. Contro la Lazio invece…”.

Sugli attacchi di Raiola: “Mi è dispiaciuto che abbia detto certe cose. Raiola è l’agente di Donnarumma, ma anche di Bonaventura, Abate e altri giovani. Ammetto però che Mino è coerente e questa sua s­fiducia l’ha espressa ­fin da aprile perché vede come oscuro e nebuloso il futuro del club. Gli ho spiegato il nostro progetto che si svilupperà in 4-5 anni. Dalle sue ultime frasi deduco che, nonostante gli investimenti, nutre ancora perplessità, ma sono felice che Gigio abbia scelto di rimanere: vuol dire che lui ci crede”.

Sulle “vedove” di Berlusconi: “Pensavo che questo scetticismo fosse ancora più pesante perché Berlusconi è stato al Milan 31 anni, 27 dei quali caratterizzati da grandi successi. Con Galliani ci sentiamo e tra noi il rapporto è buono. In una situazione del genere essere nel mirino della gente è normale e anche per questo abbiamo adottato una tipologia di comunicazione molto diretta: spieghiamo tutto ai tifosi con grande trasparenza sui social. Ho notato che la gente apprezza. Il numero di abbonamenti rispetto allo scorso anno è quasi raddoppiato e intorno al Milan sento tanto calore anche in trasferta”.

Sul debito col fondo Elliott: “Ho detto che al 99% la società rimarrà all’attuale proprietà lasciando però un minimo dubbio? Avrei potuto anche dire al 99,9%, ma come manager, in presenza di un ri­finanziamento non ancora certo, un minimo margine di dubbio va lasciato. Spero di poter dire che saremo a posto al 100% nella primavera del 2018, forse addirittura a febbraio-marzo, con 6 mesi di anticipo sulla scadenza del debito con Elliott. La mia frase voleva dare una rassicurazione ai tifosi, far capire loro che il Milan non porterà comunque i libri in tribunale e continuerà ad avere una proprietà solida anche nella più sciagurata e remota delle ipotesi. Stanco di sentire insinuazioni sulla proprietà? A volte sì. Nel mondo del calcio spesso le proprietà orientali vengono viste come poco trasparenti e poco comunicative. Noi, dove possibile, abbiamo deciso di rispondere con i fatti e con i numeri”.

Sui ricavi dalla Cina: “I top club lì fatturano poche decina di milioni di euro, 20-25, anche il Manchester United che è il leader assoluto in quel mercato. La nostra scommessa è arrivare nei prossimi anni a 60-70-100 milioni. Come? In Cina abbiamo una società locale, non un semplice ufficio, e manager cinesi che possono sviluppare il nostro business conoscendo la cultura e sapendo come muoversi”.

Sugli obiettivi della stagione: “C’è un piano economico che va di pari passo con quello sportivo. L’obiettivo è la zona Champions League: vogliamo conquistarla per poi crescere ancora e vincere. Non riuscirci, però, non sarebbe un dramma. Alla UEFA ho presentato anche dei piani che non prevedono la partecipazione alla Champions e quindi 40 milioni in meno di ricavi. Se arriveremo ‘solo’ in Europa League non chiuderemo la baracca, ma non nascondiamo che gli azionisti ci hanno chiesto di tornare subito a giocare la coppa più prestigiosa”.

Sulla corsa alla Champions League: “Juventus e Napoli hanno qualcosa in più delle altre perché sono solide e collaudate. La corsa va fatta su Inter, Roma e Lazio che mi sembrano più alla nostra portata come rose. Se cresciamo come squadra, possiamo dar fastidio a tutti”.

Sull’Europa League: “Per noi è una competizione importante, anzi prioritaria. Non la faremo schierando le riserve perché vogliamo arrivare il più lontano possibile e migliorare il nostro ranking. Se da febbraio avremo un po’ di fortuna nei sorteggi…”.

Sull’Inter: “Loro lo scorso anno in classi­fica sono ­finiti dietro di noi, ma il Milan ha cambiato molto. Ce la giocheremo senza paura, con loro e con le altre. Al derby e, ancora prima, allo scontro con la Roma arriveremo più rodati rispetto a ora.

Il mio derby con l’Inter? Ho buoni ricordi degli anni all’Inter. Il più grande rammarico è quello dell’ultima stagione con Mancini: eravamo primi, stavamo volando, poi qualcosa si è rotto (tra lui e Bolingbroke, allora CEO nerazzurro, e Fassone se n’è andato, ndr). Peccato perché avremmo potuto vincere il campionato. Roberto (Mancini, ndr) è un fuoriclasse e gli auguro ogni successo perché lo merita.

Mercato estivo? L’Inter era soggetta al Fair Play dell’UEFA, noi lo saremo il prossimo anno, ma non mi permetto di entrare nei loro affari. Tra la nostra proprietà e la loro c’è grande rispetto”.

Sul Fair Play Finanziario: “A maggio abbiamo ottenuto lo slittamento della sottoscrizione del Voluntary Agreement. Siamo stati convocati in un momento in cui i nostri piani erano ancora super­ficiali. Ci rivedremo a novembre e speriamo che tutto vada a posto”.

Sul mercato: “Trovare l’accordo per il Voluntary Agreement potrebbe darci dei vantaggi, ma dei vincoli con l’UEFA li avremo. Quest’anno la proprietà ha accettato perdite forti che nel prossimo bilancio saranno coperte da aumenti di capitale e abbiamo inserito in rosa 11 nuovi giocatori. Nel 2018 niente rifondazioni: l’idea è quella di aggiungere 2-3 elementi e migliorarci dove ne abbiamo bisogno. Faremo mercati importanti anche senza cessioni di spessore”.

Sul parco attaccanti: “Siamo felici di Kalinic. Montella lo voleva ­fin dall’inizio e puntavamo su di lui. Ci siamo tenute aperte delle altre piste perché non sapevamo cosa avrebbe fatto la Fiorentina”.

Su Bonucci: “Eravamo partiti per costruire una squadra di un certo tipo e nella nostra idea base Leo non c’era. A inizio luglio Montella e Mirabelli mi hanno prospettato l’acquisto Bonucci, spiegandomi che era il giocatore che avrebbe completato la nostra rosa. Su di lui siamo andati dritti per dritti anche se a me sembrava impossibile prenderlo. E invece al primo incontro con Marotta abbiamo trovato l’accordo in mezzora. Leo è un leader, ma anche lui deve ambientarsi”.

Su Raiola e la promessa della fascia di capitano a Gigio: “Non voglio fare polemiche. Dico solo che da quando ha sposato il nostro progetto, immaginiamo che Gigio diventerà capitano del Milan. Dargli la fascia adesso sarebbe stata una cosa prematura, ma se rimarrà a lungo con noi come speriamo…”.

Su Montella: “Non lo abbiamo mai messo in discussione e sarebbe rimasto anche senza la quali­ficazione all’Europa League. Mi è piaciuto tantissimo come ha lavorato la scorsa stagione, caratterizzata dalle difficoltà del cambio di proprietà. Ha grandi doti gestionali del gruppo”.

Milan, confronto tra Montella e la squadra: si passa al 3-5-2

Una sconfitta pesante, inaspettata almeno nei modi e nelle proporzioni. Un ko, quello per 4-1 contro la Lazio all’Olimpico, che però – usando le parole di Montella – “può servire come lezione”. A patto che la squadra reagisca fin da subito, facendo tesoro degli errori commessi. All’indomani della sconfitta con la Lazio, infatti, l’allenatore rossonero ha avuto un colloquio un po’ più intenso del solito con la squadra: nessun tono esasperato, sia chiaro, ma un messaggio chiaro fatto arrivare al gruppo. Si può giocare bene o male, si può perdere e non essere ancora del tutto un gruppo unito e compatto visti i pochi allenamenti della rosa al completo come ammesso dallo stesso Montella nell’immediato post partita di Roma, ma allo stesso tempo non si può più ‘spegnere’ la luce come successo a cavallo tra il primo e il secondo tempo della sfida con la Lazio. Un colloquio dunque chiaro quello tra Montella e il gruppo rossonero, con la squadra che è stata richiamata all’ordine: un’analisi costruttiva e diretta per provare a ripartire fin da subito, già dalla gara di Europa League in programma giovedì contro l’Austria Vienna. Altro particolare importante: Montella ha voluto che prendessero la parole alcuni giocatori, Leonardo Bonucci su tutti.

Un confronto costruttivo e diretto quello tra squadra e allenatore, con Montella che ha annunciato al gruppo che a partire dalla gara di giovedì contro l’Austria Vienna – l’esordio del Milan in Europa League – verrà utilizzato il 3-5-2 come modulo tattico. Questo il probabile undici: Donnarumma confermato tra i pali, davanti a lui una difesa a tre composta da destra a sinistra da Musacchio, Bonucci e il rientrante Romagnoli, a centrocampo invece Biglia playmaker, Kessié mezzala destra e Bonaventura mezzala sinistra, Abate e Ricardo Rodriguez sugli esterni; in avanti, tandem offensivo che con ogni probabilità sarà composto da Kalinic e André Silva. E Suso? Lo spagnolo è un vero e proprio intoccabile per Montella, che con questa nuova disposizione tattica potrebbe decidere di impiegarlo da mezzala di centrocampo o da seconda punta, in altri casi invece potrebbe essere il primo cambio. Per un Milan che prova a lasciarsi alle spalle la sconfitta con la Lazio ripartire fin da subito: Montella ha già ‘avvisato’ la squadra.

Fonte: Sky Sport

L'amministratore delegato del Milan Marco Fassone

Fassone: “Sorpresi dalle dimensioni della sconfitta. Siamo una squadra in costruzione, ci vuole tempo”

All’indomani del pesante ko con la Lazio, l’amministratore delegato del Milan Marco Fassone ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport.

Sulla sconfitta di Roma: “Non me lo sono ancora spiegato, lascio che le spiegazioni giuste se le diano Mirabelli e Montella. Devo dire che tutti noi ci aspettavamo prima poi questa marcia dei sei successi consecutivi si sarebbe potuta interrompere. Siamo consapevoli che la squadra è in costruzione, che ci vogliono i tempi eccetera. Ci ha un po’ sorpreso la proporzione e le dimensioni con le quali questa sconfitta è maturata”.

Sugli obiettivi: “Gli obiettivi assolutamente non cambiano: quest’anno, noi riteniamo di avere le carte in regola per potercela giocare e per poter competere per conquistare uno dei quattro posti che danno l’accesso all’Europa. È un obiettivo manifesto, è un obiettivo dichiarato, lo abbiamo sempre detto. I capitomboli come quelli di ieri sono importanti a nostro giudizio ed è importante che sia maturato anche in questo modo proprio per toglierci gli alibi, per guardarci dentro e per capire cosa non funzionato e ripartire proprio da giovedì, almeno con uno spirito diverso”.

Sulle critiche a Bonucci: “Mi è un po’ spiaciuto quando ho visto stamattina che le critiche si sono accentrate magari più su di lui che su altri. Ieri c’è stata una prestazione negativa della squadra in generale. Bonucci è il capitano, il leader, non è solo un acquisto fortemente voluto ma è un perno, un puntello, ha una credibilità assoluta e totale. Il giocatore che alla fine della partita ha deciso di metterci la faccia e di andare a parlare. Ha tutto il nostro apprezzamento e la partita di ieri non intacca nemmeno dello 0,1% la stima che abbiamo in lui”.

Sull’esordio di giovedì e sulle ambizioni in Europa League: “La giocheremo con una buona ambizione, quanto meno con l’idea di avere una competizione internazionale importante che ci accompagna a rifamiliarizzare con questo tipo di competizioni. Sappiamo che è difficile e non ci lasciamo ingannare dal fatto che apparentemente il gruppo sia alla nostra portata. Andiamo per step: il primo obiettivo è qualificarsi, qualificarsi bene e se ci riusciamo da primi nel girone perché questo da punti, dà valore e permette un sorteggio migliore. Dopo se avremo la capacità di raggiungere la fase ad eliminazione diretta cercheremo di andare il più avanti possibile. Certamente quello che garantiamo è il massimo impegno per una competizione che riteniamo importante”.

Montella: “Dobbiamo diventare squadra. Acquisti in panchina? Ho fatto le scelte migliori Sul 4-3-3…”

Mister Montella ha parlato nel post partita di Lazio-Milan, 3^ giornata di campionato terminata 4-1 per i capitolini. Di seguito le parole dell’allenatore rossonero.

L’analisi del ko: “È una brutta sconfitta, ci sono state tante cose negative sulle quali dobbiamo lavorare. Un episodio a livello psicologico ha cambiato la gara, il calcio d’angolo dove la Lazio stava segnando. Poi da lì abbiamo perso coraggio e loro sono stati cinici.

Dobbiamo ancora diventare squadra, tutti insieme ci siamo allenati poco ma so che non abbiamo tempo. Questo match ci ha detto che siamo indietro, la Lazio oggi ha dimostrato di essere più squadra di noi e di essere più avanti: dobbiamo fare di più sotto il profilo dell’atteggiamento e della personalità”.

A livello generale la squadra sta bene, ma quando non ci sei con la testa perdi la convinzione e l’aspetto nervoso che ti fa correre di più, il problema è che la squadra oggi ha corso male. Ci sta che ci possano essere degli alti e bassi quando cambi tanto – ha dichiarato Montella a Premium Sport HD – il risultato è anche un po’ severo ma ci farà bene”.

Sui singoli: “Biglia e Montolivo possono giocare insieme? Individualmente hanno fatto delle buone partite, si possono riproporre in futuro, i problemi sono stati altri. Molti nuovi acquisti in panchina? Quelle che ho fatto oggi per me erano le scelte migliori, Cutrone è più avanti rispetto a Kalinic e Andrè Silva, Bonaventura non era al top, così come Calhanoglu. La squadra deve conoscersi e lo farà giocando”.

Su Bonucci: “Tutta la squadra ha dimostrato di non essere equilibrata e aggressiva. La squadra non mi è piaciuta ed è giusto che il giocatore con più personalità subisca qualche critica maggiore ma questa cosa non lo toccherà, anzi avrà ancora più stimoli. Sbagliato il 4-3-3? La differenza tra i moduli è minima, probabilmente cambierò in futuro, abbiamo la possibilità di variare i sistemi di gioco”.

Milan da incubo all’Olimpico: la Lazio stravince 4-1

Disastro Milan a Roma. La trasferta in casa della Lazio al rientro dalla sosta si rivela un vero e proprio incubo per i rossoneri, schiantati per 4-1 in una gara orribile nel risultato, nel gioco e nei (non) miglioramenti attesi nella costruzione della squadra dell’inserimento dei nuovi. I ragazzi di Montella sono stati semplicemente pessimi: dopo un avvio discreto, i padroni di casa hanno progressivamente preso campo sino a sbloccare la gara, arrotondare e dilagare con uno show di Immobile (tripletta) e con la rete-ciliegina di Luis Alberto. Inutile, se non per i tabellini, il gol della bandiera di Montolivo.

Troppo brutto per essere vero, questo Milan. Anche se ancora un cantiere aperto, i cui lavori sono ben lontani dalla conclusione, e anche se al cospetto di una delle squadre più collaudate e in forma della Serie A: la prestazione del Diavolo è stata inadeguata e difficile da accettare. E se tanti singoli hanno deluso profondamente – in pochissimi non prenderanno una grave insufficienza in pagella -, la responsabilità primaria di questa Caporetto non può che essere dell’allenatore.

Nessuna bocciatura definitiva per Montella, sia chiaro, ma pesa aver riproposto un modulo probabilmente poco adatto alle caratteristiche della rosa e aver lasciato in panchina gli acquisti Calhanoglu-Kalinic e giocatori importanti come Romagnoli e Bonaventura. La speranza è che l’Aeroplanino, ottimo per aver centrato al primo anno a Milano il 6^ posto e la Supercoppa italiana e creato un gruppo solido, possa ritrovare la Trebisonda già da giovedì, evitando di riproporre scelte perlomeno discutibili che, perlomeno oggi, gli hanno dato torto.

Lazio-Milan, le formazioni ufficiali: gioca Calabria, confermato Borini

Di seguito le formazioni ufficiali di Lazio-Milan, match valevole per la 3^ giornata di Serie A:

Lazio (3-4-2-1): Strakosha; Wallace, de Vrij, Radu; Basta, Parolo, Leiva, Lulic; Luis Alberto, Milinkovic-Savic; Immobile. All.: Inzaghi.

Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Abate, Musacchio, Bonucci, Rodriguez; Kessie, Biglia, Montolivo; Suso, Cutrone, Borini. All.: Montella.

L'allenatore del Milan Vincenzo Montella

Lazio-Milan, la probabile formazione: ancora 4-3-3 e Borini, insieme Biglia-Montolivo

Rieccoti, Serie A. E rieccoti Milan, pronto a tornare protagonista in Italia – e si spera in Europa – con una squadra finalmente attrezzata per lottare per le prime posizioni della classifica. Chiuso il mercato – e archiviati i turni preliminari di Europa League e le prime giornate di campionato – è tempo di pensare al campo: Montella dovrà trovare il prima possibile risultati e gioco, partendo già dalla delicatissima trasferta di domani in casa della Lazio. Una partita ostica, contro una delle squadre più organizzate di tutto il torneo e con tanti singoli talentuosi, prima gara di un filotto italo-europeo che consentirà al Diavolo di testare le proprie ambizioni Champions.

Per vedere sostanziali novità di formazione, però, bisognerà attendere. Non ci sarà il cambio di modulo verso la difesa a tre e nemmeno l’inserimento di acquisti come André Silva o Kalinic: il mister andrà a giocare sul campo della Lazio con un undici molto simile a quelli già visti in stagione. Spazio dunque alla linea a quattro Calabria, Musacchio, Bonucci e Rodriguez – Abate è in svantaggio per sostituire l’infortunato Conti, attenzione alla possibile sorpresa Romagnoli – e all’ormai solito tridente d’attacco Suso-Cutrone-Borini, con l’ex Sunderland confermato ancora titolare. Novità sostanziale in mediana, dove dovrebbero giocare sia Biglia sia Montolivo: Ricky giocherà da mezzala sinistra opposta a Kessie, mentre l’argentino agirà il playmaker davanti alla difesa. In porta, ovviamente, ci sarà Gigio.

Ecco di seguito il probabile undici rossonero di vista di Lazio-Milan, match valevole per la 3^ giornata di Serie A:

Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Abate, Musacchio, Bonucci, Rodriguez; Kessie, Biglia, Montolivo; Suso, Cutrone, Borini.

Lazio-Milan, i convocati di Montella: riecco Bonaventura, out Conti

Di seguito la lista dei convocati rossoneri in vista di Lazio-Milan, match valevole per la 3^ giornata di Serie A in programma domani all’Olimpico.

Portieri: A. Donnarumma, G. Donnarumma; Storari;

Difensori: Abate, Antonelli, Bonucci, Calabria, Musacchio, Ricardo Rodriguez, Romagnoli, Zapata;

Centrocampisti: Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Kessie, Locatelli, Mauri, Montolivo;

Attaccanti: André Silva, Borini, Cutrone, Kalinic, Suso.

Massimiliano Mirabelli

Mirabelli: “Sogno la Champions. Raiola? Un uomo piccolo”

Massimiliano Mirabelli ha rilasciato una lunga intervista al Quotidiano del Sud. Di seguito i passi relativi al Milan.

Sulla prima estate di lavoro al Milan: “Posso essere sincero? Non sono riuscito a fermarmi un attimo. La mole di lavoro in questi mesi è stata enorme. E poi le ore di lavoro per me non sono cambiate. Come lavoravo qui in Calabria, lavoro adesso a Milano. Il tempo che dedico al calcio è infinito. Sono stato catapultato d’un tratto in una situazione nuova, è vero, tutto molto bello, ma tutto è avvenuto in apnea”.

Sul rapporto con Marco Fassone: “L’ho conosciuto all’Inter. Lì sono arrivato e avuto la fiducia di Piero Ausilio. Il mio ruolo era di capo osservatore, ma, da subito, ho avuto uno splendido rapporto anche umano con Fassone che all’Inter ricopriva il ruolo di direttore generale. Mi consultavo quotidianamente con lui: lunghe telefonate tra segnalazioni di giocatori promettenti e tanto altro. Poi quando è stato allontanato dall’Inter subito mi ha detto una cosa: dove vado ti porto con me. Così è stato. Posso aggiungere che lavorare con lui è un piacere perché per me non è umano, ma un vero e proprio extraterrestre”.

Sui giorni passati in attesa del closing: “Ricordo a tutti che avevo un contratto con l’Inter, quindi se non si chiudeva l’affare… Poi il mio tempo l’ho passato negli stadi di Europa. Ho visto partite, partite e ancora partite. Concentrato sempre e unicamente a vedere giocatori che potevano far parte di un progetto che per fortuna è partito”.

Sulla proprietà cinese: “Hanno le idee chiare. Vanno sempre diritti per la loro strada e non rispondono a nessun tipo di provocazioni o note stonate sulla stampa. Preferiscono, insomma, arrivare diritti al risultato. La loro ambizione è quella di riportare il Milan sul tetto del mondo entro cinque anni. Noi subito gli abbiamo detto che non sarà facile, ma siamo il Milan calcio e abbiamo il dovere di provarci”.

Sullo scontro di quest’estate con Mino Raiola: “Da gigante del calcio mercato, con quella frase Raiola, è diventato un uomo piccolo nei miei confronti. Esordire con l’affare Donnarumma non è stato facilissimo, ma ne siamo venuti fuori alla grande”.

Sulla frase che ha convinto la famiglia Donnarumma a rinnovare: “Possiamo andare avanti con le domande? Ne vorrei un’altra…”.

Sul rapporto con la vecchia guardia del Milan e con l’ex presidente, Silvio Berlusconi: “Ancora non ho avuto il piacere di incontrarlo. Ci sarà sicuramente occasione. Se per vecchia guardia si intende Maldini, Costacurta, Baresi… sì, abbiamo parlato, la storia del Milan non si cancella, resta la grande storia. Galliani, invece, viene ancora allo stadio ed è sempre un grande tifoso del Milan”.

Sul prima club per cui ha lavorato, il Rende: “Società seria ed organizzata. Ho fatto avere al Rende già due ragazzi del Milan. Sono i fratelli Modic e non è escluso che a gennaio possano arrivare nella squadra biancorossa altri giovani interessanti di casa Milan. Nel calcio tutto è possibile. La società biancorossa è partita con il piede giusto. Bisogna restare con i piedi per terra, ma sognare non costa nulla”.

Su Cutrone: “Lui faceva parte del settore giovanile del Milan, ma è un ‘98 in scadenza, poi lo abbiamo visto negli allenamenti e sinceramente il ragazzo ha grandi doti e può fare veramente bene. Crediamo in lui, come crediamo nei tanti giovani che sono in prima squadra. Poi Montella con loro ha un rapporto splendido. Siamo sulla buona strada, ma c’è tanto lavoro ancora da fare”.

Sul suo livello di inglese: “Sto studiando”.

Sul sogno che spera di realizzare in rossonero: “Regalare presto ai tifosi del Milan quella musichetta della Champion’s. Questo adesso è il mio più grande sogno”.

Conti ko per la Lazio, sulla destra pronto Abate

Con Conti ai box per una distorsione alla caviglia, Montella dovrà necessariamente operare un cambio in difesa in vista della trasferta di domenica in casa della Lazio. Con la retroguardia a quattro che pare al momento confermata, sull’out destro Abate è in pole position su Calabria per una maglia da titolare: Igna, ad oggi, è il sostituto naturale di Conti. Presente Rodriguez, è possibile che possa tornare titolare Romagnoli: l’ex Samp è in vantaggio su Musacchio per completare il pacchetto centrale assieme a capitan Bonucci.

L'ex allenatore del Milan Vincenzo Montella

Ora tocca a Montella: dai “3” dietro al 4-2 fantasia, le varianti tattiche del Milan 2017-18

Dopo tre mesi infuocati di calciomercato e ben undici nuovi arrivi, è (finalmente) tempo di pensare solo ed esclusivamente al campo. Mai come quest’anno l’entusiasmo e l’interesse attorno al Milan e al suo allenatore è alle stelle: i rossoneri sono attesi da quella che dovrà essere l’annata del riscatto, con una rosa attrezzata per lottare convintamente per un posto in Champions League. Ma soprattutto, stuzzica il laboratorio tattico e cantiere aperto che sarà Milanello nei prossimi mesi, con i tanti acquisti da inserire e le alchimie tattiche da trovare il prima possibile per mettere insieme punti e bel gioco.

Adesso, dopo il lavoro importante fatto dalla proprietà e dalla dirigenza, “palla” a Montella. L’Aeroplanino avrà il difficile compito di trovare la quadra e di far rendere al meglio una rosa vasta e importante: uno stimolo e un privilegio da una parte, ma anche un’enorme pressione dall’altra, per uno degli allenatori più “invidiati” della nostra Serie A. La curiosità su come il sarto taglierà e cucirà questa stoffa di prima qualità è alta: come schiererà la squadra? Quale sarà il modulo di riferimento? Ci saranno scossoni rispetto ai principi di gioco visti la scorsa stagione? A sei giorni dalla ripresa del campionato, abbiamo provato a ipotizzare le diverse soluzioni a disposizione del nostro mister.

DIFESA A QUATTRO

1°- 4-3-3
Il modulo di base della scorsa stagione e di questo avvio di campionato ed Europa League, il 4-3-3 fu scelto da Montella dodici mesi fa per esaltare le qualità dei calciatori della rosa – soprattutto il tridente offensivo – e dare compattezza alla squadra. Riproposto all’inizio di quest’anno, sarà un sistema di gioco sempre pronto all’uso perché ormai collaudato, ma probabilmente non sarà quello di riferimento: lo sconsigliano la mancanza di esterni alti di livello (Deulofeu e Niang sono stati sostituiti con giocatori con caratteristiche diverse) e di una mezzala completa oltre a Kessie. Centrata la qualificazione all’Europa League e il punteggio pieno in Serie A, col tempo ci si dovrà evolvere verso altri sistemi.

2°- 4-2-3-1
È la scelta più gettonata dai tifosi ultra offensivisti e innamorati dei fantasisti. Suso-Calhanoglu-Bonaventura, tutti insieme, dietro a un centravanti di manovra come Kalinic o André Silva con cui dialogare e che permetta il loro inserimento senza palla: una soluzione intrigante e affascinante, anche se decisamente ardimentosa. La mediana a due Kessie-Biglia e gli esterni Conti-Rodriguez potrebbero soffrire la mancanza di equilibrio in fase di non possesso, pesando anche su una coppia centrale a forte rischio infilate. Difficile da vedere dal 1′, il 4-2 e fantasia di leonardiana memoria può essere un’ottima carta da giocare a gara in corso quando si dovranno riprendere risultati sfavorevoli.

3°- 4-3-1-2
Il rombo marchio di fabbrica del primo Milan di Carletto Ancelotti, ma anche il modulo prediletto dal presidente Silvio Berlusconi con un trequartista e due punte. Il 4-3-1-2 è il modulo dei più “nostalgici”, ma anche di coloro i quali apprezzano la densità di uomini di qualità in mezzo al campo e il palleggio a ogni costo: può essere un’idea da sviluppare per permettere la coesistenza di Bonaventura (da interno sinistro), di Calhanoglu (da “10” classico) e di due vere punte senza snaturare troppo le caratteristiche dei giocatori. Ad oggi, però, è solo una suggestione e niente più.

DIFESA A TRE

4°- 3-5-2
Utilizzato da Montella nella fortunata parentesi alla Fiorentina, è in pole position per diventare il modulo base del Milan 2017/18. “Merito” della scelta di puntare così tante fiches su un regista difensivo del calibro di Bonucci, della presenza di altri due centrali di qualità e funzionali al modulo come Musacchio e Romagnoli, di due esterni formidabili in proiezione offensiva (ma non altrettanto in fase difensiva) come Conti e Rodriguez e delle tante punte centrali nella rosa, oltre all’assenza di esterni alti di ruolo: tutte tessere di un puzzle che portano inesorabilmente verso la difesa a tre. Ma il mancato arrivo di una mezzala potrebbe portare a scelte leggermente diverse…

5°- 3-4-2-1
Detto sopra dell’indirizzo dato dalla società con il mercato verso la difesa a tre, si dovrà capire come strutturare il resto dell’undici. Fosse arrivato il centrocampista ricercato nell’ultima parte del mercato (Renato Sanches, ndr) ci sarebbe stato lo sbocco naturale verso il 3-5-2, ma in mediana la coperta è un po’ corta: manca un vice Kessie e un uomo che possa completare al medio il trio in mezzo con Biglia. Ma in compenso, Montella ha a disposizione mezzepunte di talento come Suso, Calhanoglu e Bonaventura: si potrebbe andare verso il 3-4-2-1, un sistema con un interno in meno e due uomini ad accendere la luce sulla trequarti. Anche se la sostanza non cambierebbe granché – Jack può disimpegnarsi bene anche da interno sinistro e abbassandosi renderlo una sorta di 3-5-1-1 – è un’idea per valorizzare la qualità dei fantasisti.

6°- 3-4-1-2
Tra la scelta di strutturarsi con la difesa a tre, la mancanza di un secondo centrocampista tuttofare oltre a Kessie e tre centravanti a sgomitare per un posto in campo, un compromesso ideale potrebbe essere anche quello del 3-4-1-2: un “10” dietro a due punte, per sfruttare la tanta qualità presente nella zona centrale. Ma soprattutto può rappresentare una buona scelta per valorizzare al meglio Calhanoglu: il turco ha un piede raffinato e una visione di gioco straordinaria, ma in questo avvio di stagione è risultato opaco per il lavoro obbligato nella doppia fase da mezzala. Liberarlo di qualche compito difensivo e, partendo da trequartista puro, consegnargli la libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco può essere la chiave giusta per esaltarne al meglio il talento.

Suso: “Il Milan mi ritiene incedibile. Anche per 80 milioni…”

In occasione della sua convocazione con la seleccion in vista di Spagna-Italia, Suso ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo Marca.

Ti senti una stella?
“Per una parte dei tifosi lo sono. L’appoggio che mi danno allo stadio, sui social, per strada… Mi danno una spinta che prima non avevo”.

Il tuo club è stato un grande protagonista del mercato. Potete vincere il campionato?
“Penso che sia molto difficile. Per ora non dobbiamo pensarci,  l’anno scorso ci siamo qualificati per l’Europa League. Ora l’obiettivo è quello di entrare in Champions. La Juve e Napoli sono due squadre molto forti. Dopo il mercato che ha fatto il club l’obiettivo è quello di entrare nei Champions”.

Come si vive da dentro la crescita che ha avuto il Milan? Passare da una squadra che non fa le coppe a competere per tutto.
“Quando sono arrivato non c’era lo spirito che dovrebbe avere una squadra. Montella ha fatto molto bene sotto questo aspetto. Ha unito molto il gruppo, non eravamo mai stati così. Ha dato uno stile di gioco alla squadra che è molto poco “italiano”, il mister ama molto giocare da dietro. L’altro giorno abbiamo preso un gol per giocare palla con il portiere, ma queste cose non lo preoccupano”.

Uno dei colpi più discussi è quello di Bonucci. Cosa puoi dirci di lui?
“Si vede che è un leader, che ha molta esperienza. Ha vinto quasi tutto con la Juventus, e per tanti anni di fila… Ha quell’esperienza che per noi, che siamo un gruppo giovane, serve molto”.

E che dire di Donnarumma? E’ il miglior portiere del mondo?
“Credo di sì. Ogni mattina in allenamento arriva, fa il suo lavoro, quello che gli dicono di fare lui lo fa. Se continua così può arrivare davvero lontano. Quando proviamo le punizioni lo vedo dietro le sagome della barriera, sembra molto grande e quando apre le braccia copre metà della porta. Se non tiri forte e preciso, con lui non segni”.

Ancora non hai rinnovato. Perché?
“Ne avevamo già discusso con Galliani quando c’era il proprietario precedente, Berlusconi, ma abbiamo deciso di riparlarne quando sarebbero arrivati i nuovi. Ora che sono entrati in società stiamo parlando, ci siamo incontrati pochi giorni fa e tutto va nella giusta direzione”.

Si è parlato dell’interesse di Napoli e Inter. Pensi di avere una fama migliore in Italia che in Spagna?
“Naturalmente, nel paese in cui giochi ti vedono di più e ti conoscono meglio, sanno cosa puoi dare in quel campionato. E’ vero: Inter, Napoli e anche la Roma hanno chiesto informazioni, ma il Milan ha risposto che non aveva alcuna intenzione di vendermi e che non ero sul mercato né per 25, né per 30 o per 80 milioni. Sapere che il club conta molto su di te è un altro motivo di orgoglio”.

Sembra allora che rimarrai a Milano. E’ davvero impossibile vederti tornare in Spagna?
“Tornare in Spagna non è nei miei piani. Sono molto contento, anche la mia famiglia lo è, nel club, nella città… Mi sento a casa”.