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Leonardo e Paolo Maldini.

Tra il saldo zero e un SMS mancato: il mercato di Leo e Paolo

La campagna acquisti del Milan si è chiusa senza Milinkovic-Savic, ma non possiamo non dirci contenti di questo mercato

Il mercato del Milan si è concluso senza il botto. Lo avevano anticipato i giornalisti più autorevoli che frequentano Casa Milan, lo aveva confermato la società e così è stato, con buona pace di insider o sedicenti tali che per settimane ci hanno bombardato di indiscrezioni su grandi colpi last minute. Il nome di Milinkovic-Savic ha infuocato la nostra estate e turbato le notti di molti di noi, ma rimarrà soltanto un sogno nel quale in tanti, chi più chi meno, abbiamo creduto e sperato, spinti dall’amore per i nostri colori e per la voglia matta di tornare a vincere. D’altronde era un colpo troppo bello (o meglio, oneroso) per essere fattibile, velleità di un agosto destinato a passare alla memoria dei tifosi come il mese dell’SMS mancato.

Ma lo scoramento per il mancato arrivo di Savic (e più in generale di una mezzala di qualità che manca da anni) non può oscurare quanto di buono è stato fatto. Perché il Milan esce dal mercato decisamente rafforzato, puntellato con logica in ogni reparto e con salvi tutti i gioielli più preziosi: gli otto acquisti totali (tre “cinesi” e cinque firmati da Leonardo-Maldini) offrono a Gattuso una rosa con maggiore qualità ed esperienza, meglio assortita e più profonda per affrontare tre competizioni. Si è detto e scritto per mesi che per la zona Champions sarebbero serviti un centrocampista completo, un ricambio sugli esterni d’attacco e un centravanti di livello: il Diavolo ha centrato tutti e tre gli obiettivi e mantenuto quasi al completo lo zoccolo duro che tanto ha fatto bene nello scorso girone di ritorno.

Tra i “nuovi” spicca per distacco Gonzalo Higuain, il bomber da 20 gol che è mancato a Montella prima e a Rino poi. Tra i primi cinque centravanti del mondo e con una fame di rivincita sulla Juventus che è sinonimo di garanzia, il Milan ha finalmente trovato nel Pipita il campione che può risolvere le partite più complicate e assicurare a fine stagione le reti necessarie per puntare alla Champions. Arrivato, peraltro, a condizioni favorevoli e in un incastro che ha permesso anche l’approdo di Caldara, il miglior sostituto possibile di Bonucci per potenziale e futuribilità: un’operazione da applausi sia dal punto di vista sportivo sia dal punto di vista economico, il cui merito va attribuito a Leonardo.

Giudizio positivo anche per gli acquisti dei “giorni del Condor”, Bakayoko, Castillejo e Laxalt: saranno utili per allungare la panchina e regalare al mister preziosissime alternative agli uomini titolari e al modulo base del 4-3-3. TB14 può giocare davanti alla difesa e da interno, permettendo un agile passaggio a una mediana a due in ottica 4-2-3-1, mentre lo spagnolo sarà un cambio all’altezza sugli esterni alti sia a destra sia a sinistra, per la gioia di Suso e Calhanoglu. L’ex Genoa, invece, sarà il jolly della fascia sinistra: potrà giocare da terzino, ma soprattutto agire da quinto di centrocampo che copre bene tutta la corsia quando Gattuso vorrà passare alla difesa a tre.

Più dubbi sul trio di parametro zero Reina-Strinic-Halilovic lasciati in eredità dal duo Fassone-Mirabelli. Pepe è un portiere di indubbie doti e carisma, ma averlo ingaggiato (peraltro a cifre blu) senza aver venduto Donnarumma è stato incauto e costringerà il Milan ad avere un parco portieri affollato e costoso; se non altro, avere al fianco uno come Reina sarà di aiuto a Gigio per riprendere la crescita interrotta nella scorsa pessima stagione. Meno controindicazioni per i due croati: Halilovic è una scommessa su cui abbiamo poco da perdere e tutto da guadagnare, mentre Strinic è una riserva dignitosa e affidabile, anche se le scarse condizioni fisiche e la presenza di altri due terzini sinistri di ruolo lo relegano ad oggi ai margini della rosa.

Altro punto importante da sottolineare nel giudizio sul mercato è che il Milan, seppur privo di paletti formali imposti dalla UEFA, si è mosso rispettando il Fair Play Finanziario, realizzando un mercato a saldo zero tra operazioni in prestito e arrivi a titolo definitivo finanziati dalle cessioni (su tutte Kalinic, Locatelli, André Silva e Bacca). E senza cedere nessun pezzo pregiato a eccezione del fu capitano Bonucci, desideroso di tornare alla Juventus: un plus indiscusso sull’operato della dirigenza, costretta peraltro a pianificare e realizzare tutto il lavoro nella miseria di tre settimane.

Insomma: il mercato di Leonardo, in attesa del giudizio del campo, è promosso. La rosa non è priva di lacune (pesa la mancanza di un centrocampista di qualità, ma chissà che Calha non possa sbocciare anche da interno), ma gli acquisti sono stati mirati per risolvere le maggior urgenze e la squadra ha nel complesso una propria logica. E guai a dimenticare il nostro recentissimo passato: appena un mese fa il Milan cinese aveva una proprietà fantasma, era fuori dall’Europa e a serio rischio default. Elliott ha riportato a Casa Milan stabilità economica e societaria, oltre che credibilità, competenza e senso di appartenenza nella dirigenza: elementi necessari perché un club raggiunga successi sportivi, anche più di un colpo da 100 milioni. Godiamoci una campagna acquisti oculata e chirurgica, ma soprattutto una società finalmente da Milan.

Leonardo e Paolo Maldini.

Il Milan non ha finito: Leonardo e Maldini lavorano a un ultimo colpo in entrata

Sky Sport svela i piani rossoneri: la dirigenza vuol mettere a segno un altro acquisto

Dopo Bakayoko sta arrivando Castillejo, ma non è ancora finita. Mancano tre giorni alla chiusura del mercato estivo e il Milan continua a lavorare, sia sulle uscite per qualche esubero della rosa (Gabriel, Mauri e Montolivo per fare qualche nome) sia soprattutto un ultimo colpo in entrata da regalare a Gattuso allo scadere delle trattative.

A svelare i piani di Casa Milan è Sky Sport: Leonardo e Maldini stanno pianificando un colpo di coda last minute, tanto che la sede in via Aldo Rossi viene descritta in fermento. Il profilo del giocatore su cui si sta operando è ancora top secret, ma non si tratterebbe di un big da 70 milioni e sarebbe dunque esclusa l’ipotesi Milinkovic-Savic: nelle prossime ore sono attese novità.

Adrien Rabiot

Milan, per il centrocampo spunta Rabiot: contatti con la mamma-agente

Leonardo si muove anche per la mezzala: due giorni fa  il contatto con Adrien Rabiot

Higuain e Caldara sono in rampa di lancio, con il Milan pronto alla chiusura finale della trattativa imbastita con la Juventus, ma Leonardo non è intenzionato a fermarsi qui. Dal mercato dovrà arrivare anche una mezzala e il nome nuovo – ha twittato Guglielmo Mastroianniè quello di Adrien Rabiot, per il quale Leo ha avuto contatti due giorni fa con la mamma-agente. Il centrocampista francese è in scadenza di contratto col PSG al 30 giugno 2019.

Gonzalo Higuain

Higuain-Milan, ore calde: domani è in Italia per incontrare Leonardo. Le ultimissime

Gonzalo Higuain pronto a rientrare dalle vacanze: Leonardo proverà a convince lui e il fratello-agente ad accettare l’offerta del Milan

Sarà una domenica rovente per il mercato del Milan. Domani, infatti, può essere il giorno decisivo per la chiusura della maxi operazione imbastita con la Juve ormai da 4-5 giorni. L’evento che può dare il là definitivo è l’arrivo in Italia di Gonzalo Higuain insieme al fratello-agente Nicolas per incontrare di persona Leonardo, provare a trovare l’intesa e mettere a posto l’ultima tessa mancante per completare il puzzle biancorossonero. Nel dettaglio: i due club hanno un’intesa per lo scambio tra Bonucci e Caldara (ed entrambi hanno già accettato la destinazione) e per il prestito oneroso con diritto/obbligo di riscatto per il Pipita, ma per completare l’operazione serve anche l’intesa tra il Diavolo e l’ex Napoli. Seppur indirettamente, sono operazioni legate, in quanto la Vecchia Signora è dispsota a chiudere lo scambio solo se il Milan riuscisse a “liberarlo” dal problema Higuain.

Le indiscrezioni che sono circolate nelle ultime settimane hanno parlato di un Pipita in linea di massima ben predisposto nei confronti del Milan, pista gradita tanto quanto quella che porterebbe al Chelsea del mentore Sarri, ma manca l’intesa tra le parti su alcuni punti sostanziali. In primis sullo stipendio, col giocatore che non intende scendere dai 7,5 milioni a stagione che gli assicura la Juve (e che anzi punterebbe a un leggero rialzo), ma anche sulla formula dell’operazione e sulla “bontà” della soluzione rossonera: l’argentino non gradirebbe un trasferimento in prestito senza la certezza del riscatto, nemmeno se subordinato al raggiungimento di un risultato sportivo (il piazzamento Champions). Un escamotage, quello del prestito molto oneroso (15-20 milioni) con diritto di riscatto per una cifra complessiva di 55 milioni (cioè quanto serve alla Juve per non fare una minusvalenza), necessario per non appesantire troppo il bilancio in vista delle prossime negoziazioni con l’UEFA sul Fair Play Finanziario.

Ecco perché domani potrebbe essere una giornata potenzialmente risolutoria. Higuain rientrerà dalle vacanze e col fratello-agente incontrerà direttamente Leonardo, il quale cercherà di convincere l’attaccante sia dal punto di vista economico sia sportivo. Non c’è una bozza di accordo, anche se la quadra potrebbe trovarsi su queste direttrici: un contratto quadriennale (uno in più rispetto a quello attualmente in vigore con la Juve) e la prospettiva di diventare l’uomo franchigia del nuovo corso targato Elliott, a prescindere dalla formula del trasferimento. Basterà? Milan e Juve restano ottimiste, anche se non è da sottovalutare lo spauracchio Chelsea: i Blues non hanno avanzato al momento proposte allettanti né alla Juve né al giocatore, ma da qui a domani può succedere di tutto.

L'ex capitano del Milan, Paolo Maldini

Milan, ecco la nuova dirigenza: da Gazidis a Maldini, i nomi del corso Elliott

Definiti uomini e ruoli della nuova dirigenza rossonera scelta da Elliott: nomi di alto profilo e ritorni eccellenti

È (quasi) tutto pronto. La dirigenza del nuovo Milan targato Elliott è ormai definita: non è da escludere qualche ritocco last minute, ma le scelte sostanziali sull’organigramma sono state fatte. A cominciare dall’amministratore delegato, che sarà Ivan Gazidis: direttore esecutivo dell’Arsenal ed ex vice commissario della MLS, il sudafricano – scrive l’edizione online de Il Sole 24 ORE – erediterà la poltrona liberata da Fassone, licenziato dai nuovi proprietari per giusta causa.

Il direttore generale sarà invece la vecchia conoscenza milanista Umberto Gandini: una vita trascorsa nel Milan di Berlusconi da direttore responsabile delle attività del club (fu definito in passato il “Ministro degli Esteri” rossonero, ndr), Gandini ha mantenuto il ruolo di vicedirettore dell’European Club Association e trovato poi spazio nella dirigenza della Roma di Pallotta. In rossonero avrà il compito fondamentale di ricucire i rapporti con le istituzioni della UEFA e stabilire relazioni diplomatiche ottimali dopo le tensioni registrate nel periodo cinese.

Tutto fatto anche per un altro ritorno eccellente come quello di Leonardo, ex giocatore, dirigente e allenatore del Diavolo: il brasiliano sarà il nuovo responsabile dell’area tecnica.  Non sarà il solo nome “pesante” della parte sportiva. Leo potrebbe essere affiancato dalla bandiera Paolo Maldini: l’ex capitano e leggenda del club arriverebbe con competenze ancora da definire. Niente di sicuro, le discussioni su Maldini sono in corso, ma sono aperti spiragli importanti. Dopo il CdA di sabato, il Milan entra in una fase rovente: le prossime ore potrebbero essere decisive e vedere le nuove nomine ufficiali.

Gonzalo Higuain

Milan, 150 milioni per il mercato. Leonardo punta Higuain

Elliott fissa il budget per le prossime stagioni, mentre Leonardo progetta il colpo in attacco: il pallino è Higuain

Leonardo è pronto a diventare il direttore tecnico del nuovo Milan targato Elliott. Manca solo l’ufficialità e il brasiliano potrà tornare a lavorare in rossonero, riprendendo una storia durata ben tredici anni prima dell’addio del 2010 causato dai dissapori con l’allora presidente Berlusconi. Ex giocatore, dirigente, presidente di Fondazione Milan e allenatore, Leonardo tornerà dietro la scrivania per occuparsi della parte sportiva e del mercato. La nuova proprietà del Diavolo ha progetti importanti: indiscrezioni parlano di una cifra tra i 100 e 150 milioni investiti nei prossimi mesi – scrive La Gazzetta dello Sport – di cui 50 già in questa sessione.

Dopo le firme e l’ufficialità, Leo potrà finalmente iniziare a mettere mano alla squadra. L’urgenza è nota: il Milan ha bisogno di un grande centravanti, da almeno 20 gol a campionato, che finalizzi il gioco e che riesca a portare a casa anche partite “sporche” e bloccate. I nomi usciti nelle scorse settimane sono quelli di Morata, Higuain, Benzema e Immobile, ma l’avvento di Leonardo segnare un’accelerata per il Pipita: l’argentino è un pallino di Leonardo già dai tempi del PSG, dove aveva provato a portarlo senza successo. Il giocatore gradirebbe l’ipotesi Milan, ma la Juve non scende sotto i 55-60 milioni: sarà necessario vendere gli esuberi in attacco prima di tentare l’assalto.

Leonardo punge Conti: “Non capisce niente di tattica”

Non è un attestato di stima quello rilasciato da Leonardo nei confronti di Andrea Conti, esterno arrivato al Milan nel corso dell’ultimo mercato estivo. L’ex calciatore e allenatore brasiliano ha sentenziato sulla poca preparazione tattica dei giocatori, prendendo come esempio negativo proprio il neo rossonero: “In Italia, oggi, l’80% dei giocatori capisce poco o nulla di tattica – ha dichiarato a Sky Sport – soprattutto i terzini. Pensate ad esempio che Andrea Conti capisca qualcosa a livello tattico? Lui pensa solo a giocare…”.

Leonardo: “Non mi pento di essere andato all’Inter. Berlusconi? Eravamo su mondi diversi. I cinesi…”

L’ex calciatore, dirigente e allenatore del Milan, Leonardo, ha parlato ai taccuini de Il Sole 24 ORE.

Sulle sue esperienze: “Sono stato per sei anni dirigente al Milan, per due al Paris Saint-Germain: scuole in cui ho imparato tanto. Conta il saper comunicare, il gestire, l’essere concentrati, il riuscire a superare le polemiche, che in quegli anni (nerazzurri, ndr) non mancarono”.

Sulle polemiche con Berlusconi: “Ogni situazione è figlia di colpe da dividere fra i protagonisti, eravamo due mondi diversi. Al presidente Moratti, che ammiro e conosco bene anche per molte collaborazioni in progetti umanitari, risposi “Lei sta scherzando, vero?!?”, e poi, invece, in pochi mesi riuscii a costruire un’avventura meravigliosa”.

Sull’approdo all’Inter: “Non mi pento di nulla, di quel passaggio dal Milan all’Inter. Ci fu qualche polemica, ma credo che tutto sia risolto perché al Milan, pur non essendo stato io né Paolo Maldini né un leader assoluto, ho dato con costanza e questo mi viene riconosciuto. E aver gestito quelle polemiche mi ha cambiato come persona”.

Sui cinesi: “Mi pare complicato immaginare uno sviluppo del calcio italiano sugli investimenti stranieri: se si mettono soldi, anche tanti, sui giocatori ma non c’è organizzazione, si va poco lontano”.