Editoriali

Abbiamo finito la benzina?

L'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso

Sabato sera al Meazza il pallone era pesante, ma non per tutti e ventidue gli uomini in campo, solo per gli undici con la maglia a strisce verticali rosse e nere. A pensarci bene non era la palla, erano proprio loro, i calciatori ad essere pesanti, forse stanchi, privi di idee e scarichi nelle energie. A vincere il match è stato il Benevento, presentandosi a San Siro senza troppe pretese, apparecchiando la tavola in casa altrui senza volerla sporcare, cercando solo di essere presentabili, ma dal verso opposto del rettangolo verde c’erano degli impotenti, dando la sensazione per larghi tratti di trovarsi lì dentro per pura casualità, costretti  da qualche folle, sembrava quasi mancasse qualcuno per arrivare al numero adeguato di giocatori da schierare, come succede nelle partitelle  organizzate con gli amici a calcetto. Il mister con la maglia numero otto tatuata sulla schiena era spaesato e confuso,  dopo i primi 45 minuti prova a mischiare le carte e puntare ad una mano migliore, facendo subentrare Suso, ma lo Spagnolo darà solo la sensazione di stare meglio rispetto alle scorse recenti apparizioni, risulterà non essere il motivo giusto per far riavviare quella macchina che di partire proprio non vuole saperne. Eppure sette giorni prima la stessa squadra aveva tenuto testa ai partenopei che macinano punti e intralciano i piani dei conoscitori della sensibilità, finendo addirittura per essere migliori per quello che il pubblico aveva potuto ammirare.

Che sia quindi finita la benzina? Quel carburante che Rino Gattuso era riuscito a trasmettere ai suoi ragazzi da dicembre in poi, quelle idee tattiche e fisiche che sembravano non averlo mai abbandonato del tutto si sono sformate davanti ai suoi occhi e svanite in pochi istanti. Perdere anche Biglia, l’osso sacro della squadra, il collante che in qualche modo sembrava tener per quanto possibile  insieme i pezzi ed equilibrare il trapezista in bilico sulla corda. È finito l’atteggiamento motivato del gruppo che aveva spadroneggiato e impressionato nelle notti romane e ribaltato molti risultati catastrofici dell’andata?

Non possiamo dare delle risposte, ma solo continuare a produrre domande, aspettando il campo e le sue verità, sperando di ricevere un finale di campionato decoroso e trovare lungo il tragitto un distributore di carburante aperto, per poter fare il pieno  nel serbatoio e magari chissà, toglierci una soddisfazione in quel di Roma, dove la Dea bendata nel 2018, ci ha già strizzato l’occhio.