Riprendere San Siro

L’andamento di spettatori e abbonati del Milan dal 2000 ad oggi

Notizia di oggi, “Milano torna padrona del tifo”. I dati ufficiali parlano chiaro: Inter e Milan sono tornate in testa alla classifica degli abbonamenti. Il nuovo corso rossonero ha saputo (ri)scaldare i cuori dei tifosi, riportando il numero degli abbonamenti oltre quota trentamila. Medie da pre-crisi, a maggior ragione considerando la chiusura del terzo anello. Il rapporto tra botteghino e tifosi rossoneri è stato davvero turbolento nel nuovo millennio. In prima approssimazione, si può dire che gli eventi che hanno segnato profondamente gli ultimi 17 anni sono tre: l’estate di Calciopoli, la cessione di Kakà e la smobilitazione generale del 2012.

Andando più nello specifico e analizzando i numeri, si nota una tendenza ben precisa: i picchi negativi arrivano in corrispondenza delle grandi cessioni. Non si scappa: Shevchenko, Kakà e l’abbandono della “vecchia guardia” e del contemporaneo allontanamento di Ibrahimovic e Thiago Silva hanno provato l’affezione dei tifosi, quantomeno per quanto riguarda le presenze allo stadio. In queste tre circostanze, infatti, si registrano delle flessioni imponenti nel numero di abbonati: -35% nel 2006, -37% nel 2009 e -21% nel 2012. Se a questo si somma il calo generalizzato delle presenze negli stadi, l’effetto è devastante: nel giro di 10 anni, dal 2004 al 2014, il Milan ha perso il 42% degli spettatori, quasi 27mila persone in media a partita.

Di contro, come ampiamente pronosticabile i picchi positivi arrivano subito dopo i trionfi: la campagna d’Europa di inizio millennio ha fatto registrare sempre saldi positivi, con una media di circa 63mila spettatori nella stagione 2004/2005. Seguono a ruota il 2007/2008, anno successivo alla Champions di Atene, e il già citato 2011/2012 che fino a pochi giorni fa deteneva il record di abbonamenti degli anni ’10. Un dato curioso è quello relativo agli spettatori paganti: il record di incremento si sono registrati nel 2008, nel 2010 e nel 2016. Il motivo è semplice: mentre il primo è l’anno dell’arrivo di Ronaldinho (+35%), il secondo e il terzo simboleggiano un’immaginaria riconquista dello stadio da parte dei tifosi in due stagioni (il 2010 e il 2016, appunto) che si sono rivelate più positive del previsto. L’anno dello Scudetto in questo senso è emblematico: rispetto alla stagione precedente la media di spettatori paganti, ovvero dei presenti non provvisti di abbonamento, è aumentata addirittura del 64%.

Analizzando l’ultimo tratto, da quella maledetta estate del 2012 in poi si nota un lento ma inesorabile crollo degli abbonamenti. Coinciso, guarda caso, col mancato arrivo dei risultati sportivi. Il quinquennio appena concluso ha annichilito una tifoseria ormai in piena contestazione verso la società, facendo registrare proprio l’anno scorso il punto più basso della storia: 15990 tessere. Una miseria rispetto alle già poche 30mila del 2011, a dir poco imbarazzanti se confrontate alle oltre 50mila di inizio millennio o addirittura alle quasi 70mila degli anni d’oro.

Arriviamo infine ai giorni nostri. Come detto, la stagione passata ha registrato il record negativo di abbonamenti. Ma allo stesso tempo, complice forse un benefico effetto Closing, è anche la stagione in cui si sono registrate più presenze paganti: 24295. Una manciata di biglietti sotto il record assoluto del 2011, ma soprattutto una volta e mezza il numero degli abbonati annuali. E quella che sta per arrivare si presenta già come la stagione del riscatto. Trentunmila abbonamenti già staccati, una media di oltre 50mila presenze nei primi tre impegni casalinghi e un entusiasmo generale che non accenna a diminuire ma anzi, con l’arrivo dei primi risultati favorevoli, potrebbe esplodere definitivamente.

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Anthony Esposito

Ho interessanti prospettive per il futuro.

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