LIVE M – Fassone: "Gigio una priorità: sarà una colonna del Milan. Il budget…"

È finita la prima conferenza stampa dell’era Yonghong Li.

Sui cinesi migliori tra Milan e Inter: “Anche questo derby può giovare: dove c’è competizione sana, le cose vanno meglio. Credo che per questi due club e questa città che questo cambiamento traumatico faccia bene, me lo auguro”.

Su Milanello: “Stasera passeremo per vedere il centro e salutare la squadra”.

Sugli immobili: “Sono passati con il passaggio della proprietà”.

Ancora sul debito: “La dimensione è talmente “normale” che non ho particolari preoccupazioni”.

Sulla dirigenza: “Per ora c’è Mirabelli che prenderà la responsabilità. Non cambieremo tutto subito, siamo al Milan. Abbiamo la fortuna di avere da oggi a maggio per capire e mettere in pista il meglio per l’inizio della stagione”.

Sull’Europa League: “Sarebbe importante perché mancare troppi anni non va bene, bisogna riabituarsi a giocare ogni tre giorni. Se nel 2018 vogliamo tornare un Milan che fa paura, sarebbe meglio fare un anno nelle coppe. Ci farebbe piacere”.

Sullo Scudetto: “L’obiettivo è la Champions League, ma vogliamo fare una squadra forte. Oggi ce ne sono più forti di noi, ma vogliamo fare un bella squadra e c’è già una base importante e c’è fiducia che già a luglio il mister abbia una squadra forte”.

Sul finanziamento: “Nell’operazione con Elliott, una parte importante del finanziamento è destinata al Milan e una parte è servita a rimborsare subito i debiti della società con le banche italiane. Un’altra parte sarà usato sul mercato”.

Su Mancini: “È uno dei più grandi allenatori che conosco. Non ha bisogno di miei endorsement. Ma su Montella non ci sono dubbi: è l’allenatore del Milan e nel nostro futuro c’è Vincenzo”.

Sulla quotazione in borsa: “Non escludo questo scenario”.

Sullo scetticismo del closing e le reazioni della proprietà: “Abbiamo scelto volutamente di non dare info, consci che questo momento sarebbe arrivato. Parlare non è appropriato, ci poniamo obiettivo di farlo coi fatti”.

Su nuovi soci cinesi: “Non ho idea. Per ora il presidente ha scelto di essere il riferimento del Milan”.

Su Deulofeu: “Sarà un tema di attualità con Montella. Ha un talento enorme, ne parleremo col mister per vedere come muoverci e vedremo”.

Su Galliani presidente di Lega: “Non ho capito bene di questa candidatura, ma Adriano ha la mia stima e il mio appoggio. Sarà importante capire che ruolo avrà il nuovo presidente da statuto, ma qualunque siano le strutture, Galliani avrà l’appoggio della società”.

Sugli acquisti: “Non c’è un settore che riteniamo più fragile degli altri. Mirabelli crede di dover rafforzare la squadra, poi dovrà parlare con Montella. Alcuni nomi fatti in questi mesi piacciono, ci piacerebbe avere 1-2 top player ma tra il dire e il fare servono le volontà di tutti: club e giocatori. Se riusciamo, ci piacerebbe andare in quella direzione”.

Sulla Lega Serie A: “Non può non cambiare la governance. È adatta a un calcio pre Calciopoli, mi sembra che ci sia l’idea di mettere un manager e che la Lega diventi un’azienda. Sui diritti tv, bisogna fare attenzione che non sia troppo traumatico tra Serie A e B. Ho la visione che anche in Lega ci sia una modernizzazione”.

Sugli sponsor: “Non è la cosa più importante. Il mercato cinese va approcciato fondendo dimensione privata e pubblica: la Cina vuole far crescere il calcio. Non sarà solo prendere soldi: noi dovremo portare lì il nostro sapere calcistico. Se avremo la capacità di aiutarli a costruire qualcosa, la parte importante di crescita arriverà anche da questo lavoro”.

Sul CdA: “Più o meno l’hanno scritta tutti. Da parte mia, c’è componente di altri tre direttori italiani di altissimo profilo: l’avv. Roberto Cappelli, Paolo Scaroni e Marco Patuano. È un orgoglio poter contare su questo tipo di persone, sono molto contento”.

Sugli italiani: “Non possiamo prescindere e non solo per i regolamenti. Tutti devono pensarci e noi per fortuna ne abbiamo di buoni ed è una componente fondamentale. Adriano Galliani mi ha raccontato che nel nostro Settore Giovanile ci sono un paio di leve fortissime: nella filiera dei più giovani, immagino che in futuro si possa attingere come fatto in passato”.

Sulle sue esperienze passate: “Sono al mio quinto club, il calcio è cambiato molto. Le proprietà straniere chiedono cose diverse e che si apra la mente a degli aspetti finanziari. Non posso definirmi completo, ma i cambi di proprietà e città mi hanno arricchito”.

Sul suo “milanismo”: “Mi sembra di esser qui da non so quanto, gli ultimi otto mesi mi hanno fatto calare nella mentalità Milan. Non si può non diventarlo, si respirano i tuoi colori, i tuoi ragazzi. Non si può essere considerati tifosi, ma in quel momento c’è tutto il sentimento e la passione che la squadra che dirigi ti sta mettendo dentro”.

Sul derby: “Domani sarà una grande partita. Spero vinca il migliore, spero sia il rossonero”.

Sulla squadra: “Ha talento e prospettiva. È la squadra più giovane della Serie A: che un grande club lo scelga è un atto di coraggio e per chi arriva significa che qualcuno ha seminato. Ci sono ragazzi che sono garanzia per il futuro e dovremo aiutarli innestando esperienza, giocatori che li aiutino a crescere fare mix tra esperienza, talento, abitudine e freschezza per farci tornare grandi”.

Sul fatturato: “Sia a livello di debito sia altro non ci sono difficoltà. I loro progetti sono innovativi e interessanti per il club. Poi c’è la parte mia, di come sviluppare il fatturato: deve raddoppiare per competere, se non anche di più. Abbiamo due strade di breve periodo e una media: la Champions, perché esserci o non esserci cambia la vita perché arrivare agli ottavi di finale darebbero immediatamente 50 milioni all’anno. E poi la Cina: per noi italiani è un’incognita, ma quel che ho visto io coi miei occhi è che il Milan lì è qualcosa di straordinario. I trentenni lì vivono di ricordi del Milan, che compete ancora con i top club. Con i manager cinesi, che conoscono quel mercato, quella lingua e quella cultura, sono fiducioso che avremo una crescita significativa. E poi lo stadio: l’esperienza dice che i club che hanno cambiato lo stadio – Juve, Bayern, Arsenal – hanno raddoppiato il fatturato da stadio. Se mettiamo insieme questi tre aspetti, dovrebbero consentirci in non molto tempo di competere con i top club”.

Sul futuro: “Dobbiamo costruire la squadra per la stagione 2017/2018. Il procrastinarsi del closing nei pressi dell’apertura del mercato e di fine stagione ci ha fatto cambiare qualche obiettivo, ma saranno mesi caldi per me, Mirabelli e allenatore: mi piacerebbe arrivare ad inizio luglio con il 60-70% degli innesti che vorremmo fare. Abbiamo l’obiettivo di tornare a essere tra i club più importanti al mondo e questo non potrà prescindere dal penetrare il mercato cinese: l’idea è straordinariamente innovativa. Ad agosto ero incredulo, con la nostra mentalità occidentale e con le dinamiche dei nostri club. C’è un potenziale inesplorato che può essere sfruttato solo con una proprietà locale: spero che ci sia la costituzione di una nostra società in Cina, con cui aumentare i ricavi”.

Sullo stadio: “È stata una delle cose sin dall’inizio che abbiamo pensato. Vogliamo far sì che il Milan abbia uno stadio con caratteristiche adatte: San Siro è straordinario, ma stiamo facendo delle riflessioni. La decisione dovrà esser presa dopo colloqui con Inter e sindaco, non siamo soli a poter decidere, ma lo stadio è una delle cose importanti che vorremmo fare e in tempi corti. C’è una legge che ha accelerato i tempi, le lunghezze sono che a Torino i club erano di dimensioni diverse: quando ci sedemmo al tavolo per lo JS, non fu complicato trovare una soluzione. La Juve con uno stadio grande, il Toro con l’Olimpico. Inter e Milan invece sono simili per dimensioni e ambizioni: sarà importante dialogare con loro. Il sindaco Sala ha idee innovative sullo stadio. Dobbiamo mettere insieme le idee, poi quando avremo trovato il filo i tempi potranno essere più rapidi”.

Sul derby: “È stata anche la mia ultima partita da dirigente, Inter-Milan, e riparto proprio da qui. Non potevo chiedere di meglio a livello emozionale: spero che il risultato lo renda ancor più bello”.

Sulla bandiera in dirigenza: “Sarà importante che ci sia qualcuno che incarni il DNA di questo club. Ce ne sono e non dimentichiamolo: parlerò con Franco Baresi e Filippo Galli, i ragazzi che già ci sono e rappresentano il Milan. Siamo rimasti in freezer, ora tornerò a pensarci: l’obiettivo è arrivare a inizio stagione con tutto a punto”.

Sui prossimi incontri: “Non ho fissato nulla: aspettiamo l’assemblea dei soci che ratificherà le decisioni. Da domani saremo operativi, le nostre priorità sono i rinnovi: il calendario sarà serrato sin da settimana prossima”.

Sugli interisti in società: “Voglio portare a Milanello i migliori collaboratori. Voglio incontrare quelli presenti nella società, non ho nessun pregiudizio e anzi ho apertura. Ma desidero che ci sia una forte struttura manageriale e in parte ho già individuato le persone: voglio dare una qualificazione manageriale al Milan”.

Sugli obiettivi: “Si potrebbe usare prudenza, ma siamo il Milan. Non possiamo dire di andar piano: vogliamo tornare il prima possibile in Champions League, per visibilità e denaro non ci possiamo rinunciare. La nostra assenza qui è troppo lunga. L’assist della UEFA delle quattro squadre italiane ci dà l’obiettivo: il Milan deve tornare in Champions dal 2018/2019”.

Sui debiti: “Sono diversi quelli della proprietà e del club. Per la holding, è un’operazione enorme nei numeri: il Milan è stato un acquisto da 740 milioni e più gli impegni si arriva al miliardo. Pensare che si possa fare un’operazione di questa portata non a debito è follia. Assoluta tranquillità. Il club che prendiamo in gestione è bassissimo rispetto alle risorse: esclusi alcuni casi eccellenti di gestione, immaginare che un club come il Milan possa avere questo indebitamento mi mette nella condizione di avere relativa tranquillità”.

Sul closing: “La trattativa ha avuto alti e bassi. Ci sono state difficoltà in aspetti normativi in Cina, ma la grande volontà e forza di chiudere la negoziazione – e aver trovato nella Fininvest un riscontro comprensivo, perché avrebbe potuto interrompere le trattative: il presidente e i dirigenti hanno compreso che la volontà era forte. Al di là del sostegno finanziario, è la volontà di Mr. Li e del suo gruppo di prendere il Milan e di trasformarlo in qualcosa di grande”.

Sul FPF: “Settimana prossima consegneremo all’UEFA il piano triennale e lo discuteremo a maggio. Mi auguro che non ci saranno particolari problemi. Barbara manterrà la presidenza di Fondazione Milan, sarà importante”.

Su Montella: “Ha tutta la nostra stima. La scelta fatta lo scorso giugno ebbe anche il nostro totale e pieno appoggio”.

Sul mercato: “Abbiamo idee e tempo, con Mirabelli che sarà responsabile della parte sportiva, di confrontarci. Scalpitavamo per poter operare, abbiamo visto tanti aspetti, fatto incontri con club e agenti. Il passaggio chiave sarà mettersi a tavolino con il mister, capire che le idee sue e nostre siano coerenti e poi potremo operare sul mercato. Il budget sarà importante: l’obiettivo è fare un Milan molto competitivo e ambizioso, ci sarà la disponibilità economica per farlo”

Su Donnarumma: “Vi confermo che da parte nostra c’è tutta la considerazione che Gigio merita. Da parte nostra c’è volontà di risolvere in tempi brevi il punto, di farne una colonna del futuro. In mezzo ci sono contratti e tutto, ma è una priorità”.

Sul dopo closing: “Io sono un manager. Finora ho fatto da advisor per la nuova proprietà: ho studiato moltissimo e visto la realtà di questo club, convinto di poter arrivare da martedì avendo un buon background”.

Su Berlusconi: “Il presidente Li è uno strepitoso comunicatore, ha saputo trasmettere quello che è il suo amore e il suo dolore per il distacco dalla sua creatura. È importante però che abbia percepito che non si sia qui per business, ma per affetto e amore: noi faremo il possibile per prenderci cura del Milan”.

Ecco Marco Fassone, che risponderà alle domande dei giornalisti: “Buongiorno. È una giornata storica per questo club meraviglioso. Ci tengo a fare tre pensieri: il primo a Mr. Li e Mr. Han per l’opportunità e perché in questi otto mesi mi hanno confermato la loro fiducia e non hanno cambiato. Farò il possibile per ripagarli. Il secondo pensiero è, oltre al presidente Berlusconi, ad Adriano Galliani e Barbara: mi hanno dato la loro disponibilità e mi hanno riferito parole molto apprezzate. Il terzo pensiero è per voi giornalisti e i tifosi: non avete potuto avere un canale di comunicazione, abbiamo scelto di non parlare e il vostro lavoro è stato complicato. È stata una scelta, credo logica e corretta, ma da ora in avanti il rapporto cambierà”.

Parte Yonghong Li con un proprio discorso: “Buongiorno. Oggi è un giorno importante: completiamo l’acquisto delle quote del Milan. Questo glorioso club inizia un nuovo capitolo: il successo della trattativa è stato possibile grazie all’amore dei tifosi, lo sforzo dei partner ma soprattutto Berlusconi e Fininvest per la fiducia riposta in noi. Il Milan è un top club a livello mondiale, con 118 anni di storia. Ha ottenuto innumerevoli successi negli ultimi 30 anni, che fan sì che il club torni ai vertici d’Europa. Per questo abbiamo una responsabilità sulle spalle, dei tifosi che tifano il Milan. Il signor Fassone svilupperà il lavoro per il club nel futuro, abbiamo fiducia in lui e del suo tema: è il candidato a essere CEO del futuro. Con lui il Milan otterrà performance sempre migliori e il club sarà competitivo nel mondo. L’obiettivo è far sì che i tifosi del Milan possano essere sempre di più. Forza Milan!”.

Si comincia. Mr. Li, David Han e l’a.d. Fassone posano per le foto di rito con le maglie rossonere.

Si apre una nuova era per i colori rossoneri. L’ufficialità è arrivata ieri: Silvio Berlusconi, dopo una presidenza lunga 31 anni, ha ceduto la società milanista al cinese Yonghong Li. L’atteso closing, dopo quasi un anno di lavori, rinvii e problemi, è diventato realtà. E oggi, 14 aprile 2017, la nuova proprietà e la nuova dirigenza – incarnate dal presidente Li, dal braccio destro Han Li e dall’a.d. Fassone – si svelano alla stampa con una conferenza stampa di presentazione nella sede di Casa Milan.

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