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Live M – De Sciglio: "Fare il capitano è un orgoglio. Maldini? Un esempio. Il derby…"

Q&A in diretta sul profilo facebook del Milan e non solo per Mattia De Sciglio. Il terzino rossonero e della Nazionale ha risposto a diverse domande, interagendo anche con i tifosi cinesi. Di seguito sono riportate le parole più importanti.

Su Milanello: “Per me è come casa. È il centro sportivo dove ci alleniamo, è da anni che ho la fortuna di potermi allenare in questo posto meraviglioso. Si sta benissimo”.

Sul ruolo di difensore centrale: “Ci giocavo da quando ho iniziato a giocare sino ai 15-16 anni, poi mi han spostato sulla fascia e da lì non ho più giocato. Solo al primo anno con Allegri ci giocai una volta, poi però non c’è più stata occasione”.

Sul numero 2: “Me lo chiese Mentana (il team manager, ndr) se volessi prenderla, anche perché lo indossava Tassotti che allora era nostro vice allenatore: lui mi ha aiutato a crescere molto, mi ha aiutato tantissimo ed è una grandissima persona”.

Sulle sue sensazioni quando è arrivato in prima squadra: “Il primo anno mi sentivo in soggezione: ero entrato in un gruppo dove avevano giocato per l’ultimo anno mostri sacri come Nesta, Seedorf, Gattuso, Inzaghi, Ibrahimovic, Zambrotta ecc. che poi sono andati via o hanno smesso. L’emozione era tanta: erano tutti campioni che avevo visto in tv fino a poco prima, allenarsi con loro era tanta roba”.

Sul suo carattere: “Non lo cambierei. Mi piace, coi miei pregi e difetti”.

Su consigli da dare ai giovani calciatori: “Non smettere mai di credere nel lavoro e dare sempre il massimo ogni giorno per raggiungere i propri obiettivi”.

Sul compagno più simpatico: “Quest’anno siamo un bel gruppo, tanti ragazzi divertenti. Scherziamo, ci prendiamo in giro per rendere l’atmosfera più piacevole. Un po’ tutti sono simpatici, non saprei fare un solo nome”.

Sul suo primo derby: “Ricordo che non mi aspettavo proprio di entrare. Sono entrato dopo un infortunio di Bonera perché ero l’unico difensore in panchina: mi scaldai in 2 minuti ed entrai. È stato particolare perché ero molto teso, entrai a freddo in un derby ma allo stesso tempo mi diede grandissima carica”.

Sulle emozioni della sua “prima” a San Siro: “È stato l’esordio in Champions nel settembre 2011, col Viktoria Plzen: mancavano 4 minuti più recupero ed entrai. Abate aveva avuto un problema già nel riscaldamento e Allegri mi aveva allertato dal 1′ di tenermi caldo: per 85 minuti mi scaldai sino a che non entrai. Sentivo il vuoto dentro lo stomaco, anche perché in Champions League è ancora più emozionante. È stato bellissimo. A fine partita ricordo che non mi rendevo conto di quel che avevo vissuto”.

Su Maldini: “Spero di arrivare al suo livello, anche se sarà più che difficile. È un esempio a cui ispirarsi per fare il massimo”.

Sulla fascia di capitano: “È un grande onore e un motivo di orgoglio vestire la fascia di una squadra come il Milan”.