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Milan, ecco gli otto top manager del CdA

Da pasqualecampopiano.com

Yonghong Li, la grande mente dell’operazione. David Han Li, il suo braccio destro operativo. Lu Bo, direttore generale del fondo a partecipazione statale Haixia. Marco Fassone, futuro amministratore delegato del Milan. Roberto Cappelli, avvocato di spessore. Il supermanager Marco Patuano. L’ex ad di Eni ed Enel Paolo Scaroni, attuale vicepresidente di Rotschild, l’advisor finanziario dei cinesi. E un ultimo nome orientale ancora sconosciuto (Chen Huashan, il prestanome intestatario delle scatole cinesi?). Quel che è certo è che abbiamo sette nomi su otto e saranno quattro italiani e quattro orientali in cabina di comando del board del nuovo cda di AC Milan. La Rossoneri Lussemburgo, futura proprietaria del Diavolo, ha consegnato ufficialmente a Fininvest nelle ultime ore la lista dei nomi, tutti di alto profilo, che comporranno il nuovo consiglio di amministrazione di via Aldo Rossi. E saranno otto, come ribadito negli ultimi giorni e confermato da fonti ufficiali della trattativa in corso ormai da quasi un anno. Il board di comando del nuovo Milan si riunirà già nel pomeriggio di venerdì 14 aprile per la prima volta, per stabilire deleghe e competenze dei membri stessi. Poi sarà storia, perché inizierà ufficialmente da quel momento il dopo Adriano Galliani e Barbara Berlusconi.

Una conferma e una curiosità– Il nome di Lu Bo, direttore generale di Haixia, conferma la silente presenza fino a questo momento della Cina in tutta l’operazione; quella di Paolo Scaroni è singolare: molti parlano dei suoi rapporti stretti con Berlusconi, pochi sanno che il vicepresidente di Rotschild è anche uno dei piccoli azionisti del Milan. Nel documento allegato della camera di commercio si legge che Scaroni possiede 10 azioni rossonere pari a un valore nominale di 5,20 euro. Un’importante fonte finanziaria conferma: «Dietro Paolo Scaroni ci sono grandi capitali, è una figura che assicurerà al Milan nuove forze».

Il silenzio di questi giorni – E veniamo ai giorni nostri. Quelli del grande silenzio che spaventa tutti i tifosi del Milan. Quello che sta accadendo in queste ore è qualcosa di sostanzialmente diverso rispetto a quanto poi non è accaduto un mese e mezzo fa nell’ennesimo closing slittato del 3 marzo. Il futuro amministratore delegato Marco Fassone, gli studi legali e gli advisor finanziari lavorano giorno e notte per mettere a punto gli ultimi dettagli. Ogni giorno che passa vengono rispettate le scadenze prefissate e il cammino verso il 13 aprile stavolta sembra tracciato. Già il 13, perché sarà il prossimo giovedì a tutti gli effetti il giorno delle firme e del closing, il 14 sarà invece quello delle presentazioni e dei cambi al vertice di comando. Provo a spiegare meglio ai tantissimi tifosi che mi scrivono e che vagano come anime in pena in attesa di notizie in queste ore febbrili: tutto è già stato programmato sotto il profilo organizzativo per assemblea, conferenza, cda e presentazione della nuova proprietà, quello che sta accadendo in queste ore è qualcosa di molto burocratico. In sostanza le parti sedute al tavolo della trattativa stanno scrivendo la stesura definitiva degli accordi. Quelli che gli inglesi chiamano i “termsheet”, che altro non sono che documenti ufficiali firmati dalle parti in trattativa che contengono i dettagli dell’operazione economica in atto. Attenzione, i documenti in fase di stesura definitiva non riguardano soltanto la Rossoneri Lussemburgo e Fininvest, i nomi che leggeremo sul comunicato che annuncerà l’avvenuto closing tra il 13 e il 14 aprile. C’è un termsheet firmato tra la Rossoneri Lussemburgo e il fondo Elliott per il prestito da 302 milioni (è questa la cifra esatta) che in queste ore viene sviluppato in tutti i suoi punti dagli advisor. C’è un termsheet tra la Rossoneri Lussemburgo e gli investitori fermi ad Hong Kong che in queste ore viene definito. Per chiarire ulteriormente: questi accordi erano già stati preparati, ma la versione definitiva viene stilata proprio in queste ore. Così ad esempio si spiegano alcune modifiche nel cda passato ad otto membri o altri dettagli economici dell’operazione sul rimborso dei prestiti. In sostanza si definiscono gli ultimi dettagli, incluso l’arrivo dei soldi, che secondo fonti molto vicine alla trattativa ci sono tutti e saranno versati sui conti vincolati a Fininvest tra l’11 e il 12 aprile. I contratti sono tutti in via di definizione e per snellire la procedura è stata scelta un’unica lingua, l’inglese.

Le cifre –  A proposito delle cifre. Leggo molti numeri in giro e tanti tifosi mi chiedono ulteriore chiarezza sui numeri che circolano in queste ore. Bene, da quanto tutti sappiamo nelle casse di Fininvest sono state già versate due caparre e mezza per un totale di 250 milioni (due tranche da 100 e una da 20+30). Restano 50 milioni divisi tra obbligazioni e partecipazioni di Yonghong Li che sono fermi e disponibili ad Hong Kong in attesa di essere versati. E siamo a 300. Tutti sapete che il totale deve fare 620, perché al closing per accordi la Rossoneri Lux deve versare 520 milioni per l’acquisto del Milan e 100 come anticipo sul piano industriale promesso a Berlusconi. Bene, ai 300 citati, vanno aggiunti i 180 della quota prestito del fondo americano Elliott destinati al closing (ricordatevi che il totale di Elliott è di 302, ma i restanti 122 saranno utilizzati per la vita del Milan che verrà). E siamo a 480 milioni. Per arrivare a 620 mancano 140 milioni e sono i 140 milioni “due to closing”, cioè che saranno versati soltanto al momento della firma, fermi anche loro ad Hong Kong e di proprietà dell’investitore che per primo ho lanciato sulle colonne del corrieredellosport.it (il nome non lo faccio più per scaramanzia). Totale? 620 milioni, le fonti dicono che i soldi ci sono tutti, non resta che aspettare.

Arrivano David Han e Yonghong Li – Adesso mancano soltanto loro, i futuri proprietari del Milan. David Han Li, il braccio destro dell’operazione sbarcherà a Milano tra lunedi e martedi, mentre tra mercoledì sera o giovedi mattina toccherà a Yonghong Li. Il giorno del closing, se tutto filerà liscio come sta andando in queste ore di lavoro frenetico, sarà giovedì 13 aprile. Le firme, come tutti sapete, non saranno di Berlusconi e Yonghong Li, ma degli incaricati di Fininvest e Rossoneri Lux, probabilmente gli ad Ernesto Pellegrino e Chen Huashan, ma è chiaro che mediaticamente tra giovedì e venerdì assisteremo alla storica “simbolica” firma davanti a telecamere e fotografi tra Berlusconi e Li nella villa di Arcore. Soltanto in quel momento questa incredibile storia potrà aver scritto davvero la parola fine.

Fonte: pasqualecampopiano.com