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Leonardo Bonucci entra a San Siro

Bonucci: “Emozionante l’esordio a San Siro, ma c’è da migliorare. Scudetto? Serve lavorare”

Il neo capitano del Milan, Leonardo Bonucci, ha parlato al termine del match di playoff di UEL vinto 6-0 contro lo Shkendija:

È stata una belilssima emozione l’esordio a San Siro, soprattutto nei primi minuti l’ho sentita, ma l’ho superata anche grazie alla squadra e con un ottimo lavoro abbiamo portato a casa una vittoria importante. C’è da migliorare in fase di non possesso, ma siamo sulla strada giusta.

Un Milan spettacolare? Ci prendiamo gol e occasioni, ma c’è da migliorare. Prendiamo ciò che c’è di buono – ha dichiarato capitan Bonucci ai microfoni di Canale 5 -, ma bisogna migliorare le cose negative.

Sul discorso alla squadra prima della partita ho cercato di dire che non esistono partite facili e che ogni partita si gioca per la vittoria, ma sono cose che sapevano già.

Marotta dice che per lo Scudetto sarà Milan-Juve? Sono parole che fanno piacere, vuol dire che ci temono, ma bisogna lavorare per arrivare al livello della Juve”.

Allegri: “Il Milan ha fatto un mercato da Scudetto”

Dopo Spalletti, anche il tecnico della Juve Max Allegri ha candidato il Milan per la lotta allo Scudetto:

“Quest’anno il campionato sarà più difficile. Roma e Napoli l’anno scorso hanno fatto il record di punti, il Milan ha fatto un mercato importante, a livello economico è stato un mercato da scudetto, il Milan sarà una delle candidate per la lotta al titolo. Il campionato si deciderà all’ultima giornata, nelle ultime abbiamo tre scontri diretti. Forse – riporta MilanNews.itserviranno meno punti“.

Spalletti: “Milan squadra veramente importante, può inserirsi per lo Scudetto”

L’allenatore dell’Inter, Luciano Spalletti, ha parlato della prossima Serie A e delle ambizioni da titolo del Milan:

“Ci sono squadre con più chance, ma il Milan si può inserire per lo Scudetto: ha fatto una campagna acquisti e una squadra veramente importante. Squadre come Juve, Napoli e Roma non glielo permetteranno facilmente, ma avendo un allenatore bravo come Montella che dà i segnali giusti ci può stare che si possano inserire nella lotta al campionato”.

Buffon: “Bonucci non ha tradito. Milan da Scudetto? Sì, ha speso tanto”

Il capitano della Juventus e della Nazionale, Gigi Buffon, ha parlato anche di Milan in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Sull’addio di Bonucci: “Leo sentiva dentro il bisogno di una nuova sfida e il Milan lo ha intrigato. Dani Alves probabilmente anche: quando arrivi alla nostra età e non sei di nessuna parrocchia vuoi metterti alla prova in tutte le nazioni. La mia prima reazione dopo l’addio di Bonucci? Ci siamo messaggiati, quello che ci siamo detti resta tra di noi. Gli vorrò sempre bene, con lui c’era un’empatia molto forte, è cresciuto tanto in questi 7 anni, come calciatore e come temperamento. Lui ha fatto bene alla Juve e noi come gruppo abbiamo fatto bene a lui. Se mi sento tradito? No. Ognuno ha le proprie situazioni, anche familiari e personali, che hanno un peso”.

Su De Sciglio: “Mi auguro che possa tornare ad alti livelli perché Mattia era in una fase di stallo, non so per quale motivo, dalla quale doveva scappare per trovare una consacrazione. E alcune volte per farlo devi cambiare ambiente. Nulla in Italia più della Juve ti può aiutare”.

Sul Milan candidato per lo Scudetto: “Lo considero tale, hanno speso tanti soldi, anche se in questo mercato non mi sorprende niente, c’è uno stato di indefinitezza del valore. Non riesco più a capire quali siano i parametri per valutare un giocatore. È tutto molto aleatorio e tutto è in mano a chi ha più soldi: oggi 10, domani 100”.

Sul Fair Play Finanziario: “Sono favorevole a delle norme di valutazione per mettere dei parametri. Mi sembra tutto finto. Perché Neymar vale 220 milioni e non 600? Mio nonno da piccolo diceva sempre: gonfia gonfia, il palloncino poi scoppia…”.

Pirlo: “Bonucci al Milan non vincerà lo Scudetto. Sappiamo come andrà a finire…”

L’ex centrocampista di Milan, Juventus e Nazionale, Andrea Pirlo, ha rilasciato un’intervista a la Repubblica. Tra i temi trattati, anche quelli di attualità rossonera.

Su Bonucci: “Al Milan darà grande carisma, personalità ed esperienza internazionale. Alla Juve mancheranno la sua tecnica, la sua abilità nel giocar la palla”.

Su Bonucci-Milan sequel di Pirlo-Juve per colpa di Allegri: “No. Non so cosa sia successo tra loro, io me ne sono andato dal Milan perché ero a fine contratto e volevo un’avventura nuova. Allegri non c’entrava niente, non ho cambiato per colpa sua. Sarei potuto rimanere anche al Milan. Ma sentivo di aver finito un ciclo”.

Su un Milan da Scudetto: “Non credo. Quando parti da zero e prendi dieci giocatori nuovi, bravi quanto vuoi, è dura vincere subito. Devi farli giocare insieme, metterli bene in campo. Montella avrà un lavoro stimolante, ma difficile. L’obiettivo sarà arrivare in Champions. Tutti gli anni si dice che sarà la volta buona di Roma, Napoli e altre. Poi sappiamo come va a finire…”.

Ancelotti: “Farò diventare Renato Sanches tifoso del Milan”

Il cuore di Carlo Ancelotti batte ancora per il Milan. Il tecnico del Bayern Monaco, che domani sfiderà i rossoneri, ha confessato di tifare ancora per la sua ex squadra e non è sembrato certo contrario al passaggio di Renato Sanches alla corte di Montella.

Ancelotti, cosa pensa del mercato del Milan?
“Il Milan ha fatto un grande mercato, ha comprato molti giocatori e l’impatto della nuova proprietà è stato importante. Spero che disputerà una grande stagione”.

Chi sarà il vostro campionato?
“Neuer”.

Che rapporto ha con Montella? Cosa pensa del suo lavoro?
“Ho un buon rapporto con Montella e credo che abbia fatto un ottimo lavoro lo scorso anno. Adesso ha una squadra migliore e lotterà per lo scudetto. Gli auguro il meglio”.

Che ricordi ha della sua esperienza in rossonero?
“Sono stato al Milan 10 anni ed è normale che sia piacevole incontrare queste persone. Rispetto ai miei tempi il Milan è cambiato molto, ma ho comunque grandi ricordi. Il Milan è stata una parte importante della mia vita sportiva. Sono sempre contento di incontrare il Milan perché sono ancora tifoso rossonero e spingo i miei giocatori a diventare tifosi del Milan”.

Sta spingendo anche Renato Sanches a tifare per il Milan? Andrà al Milan?
“Per ora sta lavorando per noi, ma sì, sto lavorando per far diventare anche lui tifoso del Milan. Sul suo futuro non ci sono novità”.

Qual è il segreto per vincere? Cosa deve fare il Milan per tornare ad alzare la Champions?
“Non ci sono segreti. Bisogna crede in quello che stai facendo e lavorare. Vincenzo ha bisogno del supporto del club e di un po’… di culo”.

Fonte: Corriere dello Sport

Milan, trionfano gli Under 16: è Scudetto!

Trionfo del Milan nel campionato Under 16 nazionale. I giovani rossoneri hanno battuto i pari età della Roma nella finale del torneo, aggiudicandosi lo Scudetto in un match pieno di emozioni e colpi di scena: avanti 3-0, poi avvicinato dai capitolini con due reti, il Diavolo ha retto il colpo e ha arrotondato il risultato, chiudendo la gara sul risultato finale di 5-2.

Il primo titolo dell’era cinese, dunque, è portato a casa dal Settore Giovanile. E arriva sotto gli occhi dell’a.d. Fassone e del d.s. Mirabelli, giunti in giornata a Cesena per vedere dal vivo la finale dei talenti milanisti: decidono le doppiette di Tonin e Haidara, oltre a una rete di Basani. Spicca nella formazione anche Daniel Maldini, secondogenito di Paolo: non un difensore come il padre, ma una seconda punta. Già Campione d’Italia.

Complimenti, ragazzi!

23 maggio, Perugia e la paratissima di Abbiati

Lo scudetto di 18 anni fa, raccontato da Christian Abbiati

Il 23 maggio 1999, lo Scudetto conquistato dal Milan è stato il culmine di un Campionato che era iniziato con questa gerarchia dei portieri: 1° Jens Lehmann, 2° Sebastiano Rossi, 3° Christian Abbiati. Ma nella giornata del trionfo, era tutto cambiato, tutto diverso, tutto nuovo: 1° Christian Abbiati, 2° Sebastiano Rossi, 3° Giorgio Frezzolini. E tante tappe di quella stagione tricolore erano state sancite e scandite – oltre che da gol pesanti – proprio da grandi parate.

ABBIATI: PERUGIA COME ROMA
“Di quel pomeriggio di Perugia, caldo ed eccitante – ricorda Christian Abbiati – come nessun altro nella mia vita, ho il ricordo che giravo felice e leggero per il campo sventolando una bandiera dell’Italia. Dodici anni dopo, me ne sarei ricordato a Roma per lo Scudetto del 2011, stessa cosa e stessa bandiera. Eppure quella stagione 1998-99 dello Scudetto era iniziata in maniera strana per me. In allenamento, io facevo il vice-Bierhoff, ero il centravanti della squadra opposta ai titolari nelle partitelle di Milanello. Nessuno mi considerava come portiere a inizio stagione…”.

ABBIATI: IL SANGUE FREDDO DI BOLOGNA
“Il mio esordio da titolare avviene a Bologna, il 24 gennaio 1999, quattro mesi prima del trionfo di Perugia. Tutti ricordano quella partita per i complimenti che mi fanno alla fine Maldini e Costacurta, ma io so di aver sbagliato: avevo preso gol sul mio palo sulla punizione di Signori e mi sentivo in difetto. Però sono riuscito a reagire, dimostrando calma e sangue freddo. Vincemmo 3-2 e potevamo continuare a lottare. Lo abbiamo fatto fino a Perugia. Prima di quella partita c’era tensione, avvertivamo tutti un’atmosfera strana perché in rosa, eccezion fatta per i senatori, eravamo o giovani o giocatori che non avevano ancora vinto niente…”.

ABBIATI: 20 ANNI DOPO, ANCORA BUCCHI
“È incredibile quella parata che ha salvato il nostro 2-1, il nostro Scudetto. Pensavo di aver fatto una cosa normale, ma è con gli anni che ci si rende conto. I tifosi ancora oggi mi fermano per strada e mi parlano della parata su Bucchi. Ero molto teso quel pomeriggio, fin dal lancio di fumogeni dei tifosi del Perugia, ancora non certissimi di salvarsi, che fecero ritardare l’inizio della patita. Poi la grande gioia e la maglietta con la scritta Briciolina di pane dedicata a Stefania che all’epoca era ancora la mia fidanzata. Ma eravamo già in dolce attesa di Giulia, la nostra unica figlia, che poi nacque a gennaio. Per tutti questi motivi, lo Scudetto del ’99 è un pezzo della mia vita che mi tengo strettissimo”.

IL TABELLINO

PERUGIA-MILAN 1-2

PERUGIA: Mazzantini, Rivas, Campolo, Matrecano (37′ Ripa), Sogliano, Colonnello, Petrachi, Olive, Kaviedes (10’st Bucchi), Nakata, Rapaic. All.: Boskov.
MILAN: Abbiati, Sala, Costacurta, P. Maldini, Helveg, Ambrosini, Albertini, Guglielminpietro, Boban (33’st Leonardo), Bierhoff, Weah. All.: Zaccheroni.
Arbitro: Braschi.
Gol: 11′ Guglielminpietro (M), 31′ Bierhoff (M), 34′ rig. Nakata (P).

Fonte: AC Milan

Accadde oggi: 29 anni fa l’11° Scudetto

15 maggio 1988: il Milan di Sacchi dopo una splendida rimonta sul Napoli torna a vincere il titolo dopo nove anni

Alla fine di quel Como-Milan Franco Baresi ha voluto conservare la maglia che aveva indossato in campo. Tra quelle strisce rossonere campeggiava, più brillante che mai, la stella conquistata nel 1979: “Aspettavo questo momento da nove stagioni, questa vittoria la dedico a tutta la gente che ha sofferto con me in questi anni”. Due retrocessioni e mille difficoltà avevano segnato il Milan, ma dopo l’arrivo di Silvio Berlusconi in quella stagione si era aperto un nuovo capitolo, con in panchina un tecnico che era destinato a cambiare il calcio italiano e mondiale.

NASCE IL MILAN DI SACCHI
Il Milan si affaccia alla stagione 1987-88 dopo un quinto posto in campionato e un’eliminazione in Coppa Italia agli ottavi contro il Parma, neopromossa in Serie B. Una sconfitta che lascia il segno su Silvio Berlusconi, che un anno prima aveva rilevato la società rossonera e che rimane stregato dal gioco degli emiliani. Il tecnico di quella squadra, Arrigo Sacchi, sbarca dunque a Milano nell’estate 1987, ma il suo non è l’unico volto nuovo: dal Psv arriva Ruud Gullit, dall’Ajax Marco Van Basten e dalla Roma Carlo Ancelotti. Tre acquisti eccellenti, chiamati a far fare il salto di qualità al Milan. A Milano impazzata subito la “Gullit-mania”, con le treccine di Ruud che diventano la tendenza del momento. Ed è proprio “Il tulipano nero” uno dei protagonisti – assieme a Van Basten e Donadoni – del successo rossonero di Pisa (1-3) nella prima giornata. L’esordio a San Siro contro la Fiorentina, però, lancia segnali preoccupanti: Diaz e Roberto Baggio fissano il punteggio sul 2-0 per i viola, con molti tifosi rossoneri che, inferociti, abbandonano anzitempo le gradinate. Ma è ancora troppo presto per esprimere sentenze…

INIZIA LA RIMONTA
Già, perché se è vero che il girone d’andata del Milan è caratterizzato da vittorie (contro Ascoli, Verona, Pescara e Avellino) e alcuni pareggi, la svolta arriva dopo una vittoria che si tramuta in sconfitta. I rossoneri, infatti, battono la Roma tra le mura amiche per 1-0 grazie a un rigore di Virdis. Il giudice sportivo però assegna i due punti a tavolino ai giallorossi a causa di un petardo che all’inizio del secondo tempo aveva colpito il portiere Franco Tancredi. È quello l’ultimo k.o. della stagione, perché proprio da quel momento parte la rimonta. Prima la vittoria nel derby grazie ad un’autorete di Ferri, poi il roboante successo sulla capolista Napoli per 4-1. Alla rete di Careca al 10’ la squadra di Sacchi risponde con Colombo, Virdis, Gullit e Donadoni.Nasce il SuperMilan – titola il giorno dopo La Gazzetta dello Sport – Napoli distrutto”. I rossoneri, grazie a questo successo, si candidano a diretta inseguitrice dei partenopei per la vittoria finale.

NAPOLI-MILAN 2-3: IL SORPASSO
Dopo quella vittoria il Milan trova maggiore fiducia nei propri mezzi. Vince a Torino contro la Juventus, e porta a casa il bottino pieno superando Sampdoria e Roma. Il 24 aprile 1988 Gullit e Virdis stendono l’Inter nel derby, ed è così che la squadra di Sacchi arriva alla sfida di ritorno contro la capolista, a tre giornate dal termine, con un solo punto di distacco. Al San Paolo si affrontano le due formazioni più forti di quella stagione, ed è quasi naturale che ne esca una partita splendida. È il Milan a passare in vantaggio con Virdis, a cui risponde – pochi minuti più tardi – una punizione di Maradona che batte Galli. Poi però la squadra di Sacchi mette la freccia grazie al secondo gol del suo numero 9 e alla rete di Van Basten, che dopo aver passato diversi mesi ai box per un infortunio si rivela decisivo nella volata finale. A nulla serve il colpo di testa con cui Careca accorcia le distanze: i rossoneri portano a casa una vittoria che significa sorpasso e primo posto in classifica. Il Napoli dopo 50 giornate consecutive cede il primato, ma tutto il San Paolo al triplice fischio dell’arbitro Lo Bello applaude a scena aperta la prestazione di un Milan che, dopo nove anni, torna a vedere la possibilità concreta di vincere lo Scudetto.

IL PARI DI COMO E LA GIOIA ROSSONERA
Il 2-3 del San Paolo manda in tilt la squadra partenopea, che perde anche nella gara successiva contro la Fiorentina. A San Siro i tifosi celebrano il pallone d’oro di Gullit, ma in campo la Juventus blocca i rossoneri sullo 0-0. Il verdetto è dunque rimandato all’ultima giornata, con la squadra di Sacchi che è chiamata a giocarsi il titolo nella delicata trasferta di Como. Nei giorni che precedono la gara scatta una vera e propria caccia al biglietto: sono 70mila le richieste per i “soli” 15mila tagliandi a disposizione. Il 15 maggio 1988, tra chi sceglie il treno e chi invece si avventura con la propria auto, va in scena un vero e proprio esodo. Lo Stadio Sinigaglia ribolle di passione rossonera, e dopo soli 2′ il Milan è avanti grazie alla rete di Virdis. All’inizio della ripresa il Como trova il pari con Giunta, che fissa il punteggio sull’1-1. Al triplice fischio sono entrambe le squadre ad esultare: per il Milan arriva lo Scudetto numero 11 della sua storia (il primo dell’era Berlusconi), per il Como la salvezza aritmetica. In campo la gioia è enorme, ma la festa dura fino a notte fonda, con migliaia di tifosi che scortano la squadra fino a San Siro per un abbraccio rossonero impossibile da dimenticare.

Fonte: AC Milan

Accadde oggi: 21 anni fa il 15° Scudetto

28 aprile 1996, il Milan batte la Fiorentina e vince il primo scudetto da 3 punti e con i nomi sulle maglie

Il quarto Scudetto in cinque anni. Ma non solo: uno Scudetto vinto contro una Juventus di Marcello Lippi già nel pieno del suo ciclo, il primo conquistato dal Milan nella sua storia con i 3 punti in palio per ogni vittoria. Il campionato 1995-96 è stato anche il primo con le maglie personalizzate, con il numero abbinato al cognome del giocatore stampato sulle sue spalle. Tanto è vero che la stagione iniziò con il dibattito fra Dejan Savicevic e Roberto Baggio: a chi la maglia numero 10? Alla fine, 10 a Savicevic e maglia numero 18 a Roberto Baggio che è nato il 18 febbraio 1967 e che dichiarava in estate: “Nessuna gelosia, Dejan quella maglia se l’è sudata e ci teneva giustamente molto. Ho rinunciato volentieri e non esiste nessun dualismo: Savicevic è bravissimo con gli assist, io vedo di più la porta”.

LA PRIMA STAGIONE SENZA VAN BASTEN DOPO 8 ANNI
Marco Van Basten ormai non giocava più dal maggio 1993, ma per due anni il Milan ha covato la speranza, forse anche solo il sogno, di poterlo rivedere sui campi di gioco con la propria maglia. Ma nell’agosto 1995, il Cigno getta la spugna. Il suo posto lo prende George Weah, avversario del Milan pochi mesi prima nella semifinale di Coppa dei Campioni con la maglia del Paris Saint Germain. Quasi a farlo apposta, a marcare la differenza, è proprio del bomber africano il primo dei 60 gol con cui il Milan vincerà il Campionato. Prima giornata, stadio Euganeo, Padova-Milan 1-2. In gol anche Franco Baresi contro i veneti di Lalas e Galderisi.

LE 2 VITTORIE “BIANCONERE” DEL MILAN
Ci sono due vittorie-chiave nell’avvio di campionato del Milan. La prima alla seconda giornata contro la nascente Udinese di Alberto Zaccheroni. A cinque minuti dalla fine il risultato è in parità e Roberto Baggio non sta giocando benissimo, ma Fabio Capello lo tiene in campo: “A gente come lui basta una palla, anche durante una prestazione non brillante”. E infatti il Codino segna il gol del 2-1. Un mese dopo arriva la Juventus campione d’Italia a San Siro e il Milan deve riscattarsi perché, dopo le prime quattro vittorie consecutive nelle prime quattro giornate di campionato, era arrivata una sconfitta a Bari firmata da Gautieri. Contro la Juventus, la prima mezz’ora del Milan è devastante: non solo i gol di Simone e Weah, ma tanto ritmo e tante occasioni. Poi Del Piero accorcerà le distanze, in ogni caso il confronto diretto dice 2-1 a favore del Milan.

SIMONE E BAGGIO, GLI AMICI DI RE GEORGE
Capello alternava Marco Simone e Roberto Baggio come partner offensivi di George Weah. Il campione liberiano era amico di entrambi. Passava tante ore con Marco Simone, ma amava scherzare con Robi. Tanto è vero che a fine carriera Weah ricorderà spesso divertito proprio quello che gli diceva sempre Baggio: “Il calcio, George, è tutto un magna magna generale”. E Giorgione rideva… A novembre proprio Simone firma il 3-2 sul Cagliari nella gara in cui Lulù Oliveira morde il polpaccio di Savicevic, mentre Weah guida il Milan al successo a Roma contro la Lazio in una partita-chiave per il titolo rossonero. Dal canto loro, Weah e Baggio segnano nella stessa partita a Firenze, nella gara pre-natalizia che termina 2-2 ma che i rossoneri avrebbero meritato di vincere. A proposito di Fiorentina: il 28 gennaio il Milan privo di Weah impegnato in Coppa d’Africa, è di scena a Udine in una difficile trasferta, mentre i viola sono attesi da un turno sulla carta favorevole in casa contro il Vicenza. I viola potevano quindi superare il Milan in classifica e quel giorno su TMC, rete di Vittorio Cecchi Gori, va in onda il film “Il sorpasso”. Ma in realtà il Milan vince 2-0 a Udine grazie ai gol di Maldini e Boban, mentre il Vicenza blocca la Fiorentina sull’1-1…

LA LUNGA MANOVRA DI ATTERRAGGIO VERSO IL 28 APRILE
Nel girone di ritorno, il Milan gestisce sostanzialmente il suo vantaggio. Incamerato il Pallone d’Oro per Weah, campione d’inverno a metà gennaio, il Milan 1995-96, la squadra dello scudetto numero 15, deve superare un solo momento davvero difficile. Siamo a metà marzo e dopo aver perso beffardamente il derby di ritorno per via di un gol di Branca, i rossoneri vengono sconfitti 3-0 a Bordeaux ed escono dalla Coppa UEFA. I tifosi si arrabbiano molto, pensano che il Milan abbia perso per malavoglia contro Zidane e Dugarry e nel pre-gara di Milan-Parma contro il pullman rossonero arrivano le uova. Poi però, in campo, Baggio e Savicevic giocano una grande partita: 3-0 per il Milan e grande prestazione. Da quel momento in poi, i rossoneri ottengono le vittorie più pesanti in trasferta, contro Piacenza, Cagliari e Napoli. Si arriva così alla partita decisiva del 28 aprile 1996: Milan contro Fiorentina, Baggio e Savicevic contro Rui Costa. I rossoneri vincono 3-1 e parte la grande festa per il titolo. Dopo le due gare successive, Sampdoria-Milan 3-0 e Milan-Cremonese 7-1, il campionato si chiude e Fabio Capello lascia Milanello.

Fonte: acmilan.com