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Un video speciale per festeggiare il 51esimo compleanno di Roberto Baggio

Buon compleanno Roby!

Un video speciale per celebrare il 51esimo compleanno di Roberto Baggio. Altri video

Roby Baggio, il codino che conquistò il Milan

16 maggio 2004: 13 anni fa Baggio salutava il calcio, a San Siro. Ripercorriamo il suo trascorso rossonero

Silvio Berlusconi se ne era già calcisticamente innamorato ma, siamo nell’estate del 1990, il ragazzo era già della Juventus: “Ci sono delle montagne in mare che non si possono spostare”. La montagna era l’avvocato Agnelli e il mare di talento era quello di Roberto Baggio.

5 ANNI DOPO, ECCO ROBY BAGGIO
Il Milan aveva perso Marco Van Basten e lo aveva sostituito con George Weah. C’era già Dejan Savicevic in rosa. Ma per il calo di zuccheri di talento cui andava incontro il palato rossonero per la dipartita calcistica del Cigno, bisognava andare oltre. Ecco allora che, come sarebbe accaduto più di dieci anni dopo con Ronaldinho passato al Milan per l’esplosione di Leo Messi, alla Juventus la crescita di Alessandro Del Piero non rende più compatibile con l’ambiente la presenza a Torino di Roberto Baggio dopo cinque anni di militanza bianconera. Rapido giro di telefonate, veloci cenni d’intesa e Roby è a Milano. Lo voleva anche l’Inter, con Massimo Moratti che si rammaricherà per essere stato escluso dalla trattativa, ma Baggio accetta il corteggiamento del Club che in quegli anni vinceva sempre, comunque e ovunque: il Milan.

IL TRIVENETO È CASA MIA
La prima partita di Campionato da titolare di Roby nel Milan si gioca a Padova. Dieci mesi prima, ci avevano perso i rossoneri sul terreno patavino. Ma in quell’agosto 1995 si respira aria nuova, aria frizzante. Questa volta il Milan vince e Baggio gioca, ma non segna. Ci penserà una settimana dopo, di testa, a quattro minuti dalla fine di un Milan-Udinese che sembrava destinato a finire in pareggio. Ma grazie a Roby, due a uno. Scusi Capello, Baggio non stava giocando bene, perchè lo ha tenuto in campo? Pausa da attore consumato, sorrisino con occhiatina e Don Fabio sibila: “È proprio in queste partite che campioni come Baggio, da un momento all’altro, si inventano qualcosa…”. In gol anche a San Siro contro l’Atalanta, Roby entra un po’ in penombra a partire dalla partita persa dal Milan a Bari il 1° ottobre 1995. È da quel momento che gioca un po’ meno.

L’INVERNO DEL TALENTO, LA PRIMAVERA TRICOLORE
Assente nei big-match contro Inter e Juventus, in un Milan di talento in cui non è semplice trovare spazio (anche campioni come Boban, Simone e Di Canio volevano giocare…), Roby rifiorisce in inverno quando tiene a battesimo con i suoi tiri Gigi Buffon al suo esordio a Parma, segna a Firenze, fa una gran bella gara a San Siro contro la Sampdoria e guida l’attacco rossonero nelle settimane in cui Weah è in Coppa d’Africa. Le perle primaverili di Baggio saranno la splendida gara giocata e vinta 3-0 da lui e Dejan contro il Parma, per non parlare del gol-scudetto segnato proprio alla Fiorentina. La sue migliori gare europee resteranno quelle di San Siro in Coppa Uefa contro Strasburgo e Bordeaux.
Dopo la partenza di Capello, il maestro Tabarez lo voleva riportare al centro del progetto. Ma tra infortuni, sfortuna e polemiche, l’abbandono di Tabarez riportò Arrigo Sacchi a Milanello. Con il taglio di una considerevole fetta di spazio per Roby che, dopo una battuta estiva del rientrante Capello, capì che il 1997 era l’anno giusto per andare a cercare nuove esperienze.

IL 16 MAGGIO 2004
Roberto Baggio era stato però molto più che apprezzato dai tifosi rossoneri. Era stato amato e applaudito. Ecco perchè, pur nel vivo della festa del 17° Scudetto del Milan, il momento più emozionante di Milan-Brescia, ultima giornata del Campionato 2003-2004, era stato proprio quello della standing ovation della folla rossonera per lui, Roby, sostituito dal suo allenatore De Biasi, abbracciato da Paolo Maldini e riposto da San Siro nella teca più nobile della grande storia del calcio mondiale.

Fonte: AC Milan

Accadde oggi: 21 anni fa il 15° Scudetto

28 aprile 1996, il Milan batte la Fiorentina e vince il primo scudetto da 3 punti e con i nomi sulle maglie

Il quarto Scudetto in cinque anni. Ma non solo: uno Scudetto vinto contro una Juventus di Marcello Lippi già nel pieno del suo ciclo, il primo conquistato dal Milan nella sua storia con i 3 punti in palio per ogni vittoria. Il campionato 1995-96 è stato anche il primo con le maglie personalizzate, con il numero abbinato al cognome del giocatore stampato sulle sue spalle. Tanto è vero che la stagione iniziò con il dibattito fra Dejan Savicevic e Roberto Baggio: a chi la maglia numero 10? Alla fine, 10 a Savicevic e maglia numero 18 a Roberto Baggio che è nato il 18 febbraio 1967 e che dichiarava in estate: “Nessuna gelosia, Dejan quella maglia se l’è sudata e ci teneva giustamente molto. Ho rinunciato volentieri e non esiste nessun dualismo: Savicevic è bravissimo con gli assist, io vedo di più la porta”.

LA PRIMA STAGIONE SENZA VAN BASTEN DOPO 8 ANNI
Marco Van Basten ormai non giocava più dal maggio 1993, ma per due anni il Milan ha covato la speranza, forse anche solo il sogno, di poterlo rivedere sui campi di gioco con la propria maglia. Ma nell’agosto 1995, il Cigno getta la spugna. Il suo posto lo prende George Weah, avversario del Milan pochi mesi prima nella semifinale di Coppa dei Campioni con la maglia del Paris Saint Germain. Quasi a farlo apposta, a marcare la differenza, è proprio del bomber africano il primo dei 60 gol con cui il Milan vincerà il Campionato. Prima giornata, stadio Euganeo, Padova-Milan 1-2. In gol anche Franco Baresi contro i veneti di Lalas e Galderisi.

LE 2 VITTORIE “BIANCONERE” DEL MILAN
Ci sono due vittorie-chiave nell’avvio di campionato del Milan. La prima alla seconda giornata contro la nascente Udinese di Alberto Zaccheroni. A cinque minuti dalla fine il risultato è in parità e Roberto Baggio non sta giocando benissimo, ma Fabio Capello lo tiene in campo: “A gente come lui basta una palla, anche durante una prestazione non brillante”. E infatti il Codino segna il gol del 2-1. Un mese dopo arriva la Juventus campione d’Italia a San Siro e il Milan deve riscattarsi perché, dopo le prime quattro vittorie consecutive nelle prime quattro giornate di campionato, era arrivata una sconfitta a Bari firmata da Gautieri. Contro la Juventus, la prima mezz’ora del Milan è devastante: non solo i gol di Simone e Weah, ma tanto ritmo e tante occasioni. Poi Del Piero accorcerà le distanze, in ogni caso il confronto diretto dice 2-1 a favore del Milan.

SIMONE E BAGGIO, GLI AMICI DI RE GEORGE
Capello alternava Marco Simone e Roberto Baggio come partner offensivi di George Weah. Il campione liberiano era amico di entrambi. Passava tante ore con Marco Simone, ma amava scherzare con Robi. Tanto è vero che a fine carriera Weah ricorderà spesso divertito proprio quello che gli diceva sempre Baggio: “Il calcio, George, è tutto un magna magna generale”. E Giorgione rideva… A novembre proprio Simone firma il 3-2 sul Cagliari nella gara in cui Lulù Oliveira morde il polpaccio di Savicevic, mentre Weah guida il Milan al successo a Roma contro la Lazio in una partita-chiave per il titolo rossonero. Dal canto loro, Weah e Baggio segnano nella stessa partita a Firenze, nella gara pre-natalizia che termina 2-2 ma che i rossoneri avrebbero meritato di vincere. A proposito di Fiorentina: il 28 gennaio il Milan privo di Weah impegnato in Coppa d’Africa, è di scena a Udine in una difficile trasferta, mentre i viola sono attesi da un turno sulla carta favorevole in casa contro il Vicenza. I viola potevano quindi superare il Milan in classifica e quel giorno su TMC, rete di Vittorio Cecchi Gori, va in onda il film “Il sorpasso”. Ma in realtà il Milan vince 2-0 a Udine grazie ai gol di Maldini e Boban, mentre il Vicenza blocca la Fiorentina sull’1-1…

LA LUNGA MANOVRA DI ATTERRAGGIO VERSO IL 28 APRILE
Nel girone di ritorno, il Milan gestisce sostanzialmente il suo vantaggio. Incamerato il Pallone d’Oro per Weah, campione d’inverno a metà gennaio, il Milan 1995-96, la squadra dello scudetto numero 15, deve superare un solo momento davvero difficile. Siamo a metà marzo e dopo aver perso beffardamente il derby di ritorno per via di un gol di Branca, i rossoneri vengono sconfitti 3-0 a Bordeaux ed escono dalla Coppa UEFA. I tifosi si arrabbiano molto, pensano che il Milan abbia perso per malavoglia contro Zidane e Dugarry e nel pre-gara di Milan-Parma contro il pullman rossonero arrivano le uova. Poi però, in campo, Baggio e Savicevic giocano una grande partita: 3-0 per il Milan e grande prestazione. Da quel momento in poi, i rossoneri ottengono le vittorie più pesanti in trasferta, contro Piacenza, Cagliari e Napoli. Si arriva così alla partita decisiva del 28 aprile 1996: Milan contro Fiorentina, Baggio e Savicevic contro Rui Costa. I rossoneri vincono 3-1 e parte la grande festa per il titolo. Dopo le due gare successive, Sampdoria-Milan 3-0 e Milan-Cremonese 7-1, il campionato si chiude e Fabio Capello lascia Milanello.

Fonte: acmilan.com