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Abbiati: “Tornare in Europa è importante. Sul mio ruolo…”

Il club manager rossonero, Christian Abbiati, ha parlato nel pre partita di playoff di UEL Shkendija-Milan:

Da giocatore soffrivo l’assenza delle partite europee: ora siamo a un passo dal tornarci, speriamo bene, lo Shkendija è una squadra organizzata, con tanti giovani. L’Europa League? Non è facile perché è lunga e con tante squadre, ma il fatto di tornare in Europa è molto importante.

Il mio ruolo? Mi mancavano tanto i colori rossoneri, Milanello e San Siro: ho preso al volo l’opportunità di tornare – ha dichiarato Abbiati a Sky Sport – il ruolo mi piaca ma devo prendere la mano”.

Abbiati: “Bonucci capitano? Ha il carisma e la personalità giusti. Ibrahimovic…”

Il club manager rossonero, Christian Abbiati, ha parlato a pochi minuti dal fischio d’inizio di Milan-Betis:

La fascia del Milan pesa, essere il capitano qui pesa molto, ma Leo ha la personalità e il carisma giusto. La nuova società ha deciso che il nuovo capitano dovesse essere un nuovo acquisto e così è.

Milan-Betis è un’amichevole importante per far mettere minuti nelle gambe chi ha giocato meno contro un’ottima squadra, anche se ha giocato ieri un’amichevole, ma è un test importante in vista della partita dei playoff di Europa League.

Ibrahimovic? Non so se possa tornare o meno, non me ne occupo, ma sono ben voluti i campioni: se la società deciderà di prendere altri campioni per migliorare la rosa, ben vengano”.

Abbiati intervista Gigio: “Il Milan sta facendo un grandissimo lavoro. Buffon l’idolo, Neuer l’esempio”

Abbiati intervista Gigio Donnarumma. In una simpatica e amichevole chiacchierata, l’ex portiere del Milan, oggi Club Manager, ha intervistato l’attuale estremo difensore rossonero. Di seguito le parole rilasciate da Gigio ad Abbia.

Sulla tournée in Cina: “Sta andando bene, ci siamo stati due anni fa insieme. È una bella esperienza da rifare”.

Sui tifosi rossoneri in Cina: “Sono molto calorosi. Già all’arrivo ci hanno accolto molto bene e li ringraziamo”.

Sulla squadra e sulla preparazione: “Ci sono tanti nuovi, si stanno adattando bene e i “vecchi” li stanno facendo sentire a casa. Domani c’è la partita col Bayern e cerchiamo di fare bene”.

Sul fratello Antonio: “Mi trovo benissimo con lui. È una sensazione strana allenarsi con lui. Poi c’è Marcone (Storari, ndr) che è bravissimo. Ci alleniamo bene”.

Sul perché abbia scelto il ruolo del portiere: “Mio padre era falegname, quindi non c’entra niente (ride, ndr). Mio zio portava mio fratello al campo a vederlo e portava anche me: lì è nata la passione da portiere, con mio zio e mio fratello”.

Sul mercato: “La società sta facendo un grandissimo lavoro. Alcuni li conoscevo per averci giocato contro l’anno scorso, tipo Biglia, altri solo di nome, ma sono bravissimi giocatori e persone. Si stanno adattando molto bene e mi trovo bene”.

Sull’idolo: “È sempre stato Gigi Buffon, poi c’eri tu (Abbiati) che eri nella squadra che tifavo. Oggi c’è sempre Gigi che in Nazionale mi aiuta tanto, ma il mio esempio è Neuer: cerco di imitarlo e aiuto da lui”.

Su Abbiati: “È strano vederti come Club Manager, ma non è cambiato nulla. Ci fai sempre ridere, sei sempre con noi, ci fai sentire molto bene”.

Gigio verso il rinnovo col Milan. Abbiati: “Lo aspettiamo, sono positivo”

Anche Raiola sembra essersi arreso alla volontà di Gigio – scrive La Gazzetta dello Sport – : il “99” ha deciso di accettare la proposta di rinnovo fatta dal Milan e di restare ancora rossonero. Stavolta, dopo la clamorosa rottura di tre settimane fa, tutto sembra che possa andare nella direzione giusta. La società milanista ha continuato a sperarci, tendendo la mano al proprio portiere nell’ottica di un ripensamento: una strategia che ha funzionato.

Stasera, o al massimo domani, ci sarà l’atteso incontro tra la dirigenza del Milan e Mino Raiola per siglare l’atteso rinnovo contrattuale di Gigio. Probabilmente non avverrà a Casa Milan – si pensa a un luogo più riservato – e vedrà la presenza anche di un familiare del ragazzo, ma la sostanza non cambia: Donnarumma firmerà il nuovo contratto quinquennale da 5 milioni netti all’anno e resterà alla corte di Montella, battendo la resistenza dell’agente che lo avrebbe voluto altrove. Da definire, invece, l’ammontare della clausola rescissoria.

Ottimismo a profusione al Milan, professato anche dal neo dirigente e rossonero da una vita, Christian Abbiati: “La porta per Gigio è ancora aperta – ha dichiarato l’ex portierone alla Rosea – il Milan lo aspetta e sono positivo sul lieto fine“. Terminato da giorni l’Europeo e in via di sistemazione la questione con il Milan, per Donnarumma è tempo dell’esame di maturità: mercoledì sosterrà la prima prova scritta. Probabilmente, già da portiere rossonero per la stagione 2017/2018.

Abbiati: “Milan una seconda famiglia, sono emozionato. Il sogno? Vincere subito”

Tornato al Milan nelle vesti di club manager, Christian Abbiati ha parlato così ai microfoni di Milan TV:

“Sono molto emozionato, tornare nella mia seconda famiglia è bellissimo. Ho accettato subito quando me l’hanno proposto. Se pensavo di tornare? No, anche perché con il cambio di società vedevo tutto un po’ diverso. Invece la nuova proprietà mi ha chiamato e ho accettato subito. Sono contento di essere di nuovo qui e di lavorare con la squadra. Io sarò a Milanello, per qualsiasi problema ci sarò io, poi riferirò eventuali problematiche alla società.

Partiamo da una buona base, ho parlato anche con alcuni ex compagni e mi hanno detto che in questa stagione la situazione nello spogliatoio era migliorata. Dobbiamo tornare tra le prime quattro, per la società è importante tornare subito in Champions League.

Il sogno è tornare subito a vincere. La scorsa stagione deve essere un punto di partenza per ripartire. Far fare il Museo del Milan come prima cosa è positivo. Alla prima gara a San Siro capiranno ancora di più cos’è il Milan.

Gattuso? Sono felice che sia tornato anche lui. Allenare la Primavera non è facile, quindi gli faccio il mio in bocca al lupo”.

Ufficiale: Abbiati è il nuovo club manager del Milan

Christian Abbiati torna in rossonero. Autentica leggenda del Milan, con cui ha giocato 15 stagioni conquistando 6 titoli nazionali e 2 internazionali, Christian da oggi diventa Club Manager. Nel suo nuovo ruolo riporterà direttamente al Responsabile dell’Area Tecnica e Direttore Sportivo Massimiliano Mirabelli e farà da interfaccia tra la squadra e la Società.

La storia tra il Milan e Abbiati ha inizio nell’estate del 1998, quando Christian entra a far parte della rosa – allenata allora da Alberto Zaccheroni – come terzo portiere. È proprio quella, clamorosamente, la stagione della svolta: da terzo, Christian, si ritrova titolare, riuscendo a sovvertire le gerarchie iniziali che lo vedevano alle spalle di Sebastiano Rossi e Jens Lehmann. In poco tempo passa da gregario a protagonista: saranno le sue mani a consegnare al Milan lo scudetto numero 16 nell’indimenticabile domenica di Perugia, il 23 maggio 1999.

Un segno del destino, che legherà indissolubilmente la vita di Christian ai colori rossoneri. Nonostante una piccola parentesi – a cavallo tra il 2005 e il 2008 – che lo porta a girare tra Genoa, Juventus, Torino e Atlético Madrid. Fa poi il suo rientro in rossonero nel giugno del 2008, tornando a difendere stabilmente la porta del Diavolo. Il 15 maggio 2016 Abbia saluta, lasciando la maglia del Milan dopo 15 stagioni e 378 presenze. Simbolo, bandiera, capitano: ora sei tornato a casa, Christian.

Da tutto il Club un grosso in bocca al lupo per la tua nuova avventura!

Fonte: AC Milan

Abbiati torna al Milan, sarà club manager

Dopo Gattuso, il Milan è pronto a riabbracciare un’altra bandiera. Christian Abbiati sarà infatti il nuovo club manager dei rossoneri: un ruolo – scrive Premium Sport – che serve per “proteggere” la squadra. L’ex portiere di Abbiategrasso viene considerato il profilo ideale: la trattativa tra le parti è ancora in corso, ma non paiono esserci grossi problemi e già nel weekend dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale.

23 maggio, Perugia e la paratissima di Abbiati

Lo scudetto di 18 anni fa, raccontato da Christian Abbiati

Il 23 maggio 1999, lo Scudetto conquistato dal Milan è stato il culmine di un Campionato che era iniziato con questa gerarchia dei portieri: 1° Jens Lehmann, 2° Sebastiano Rossi, 3° Christian Abbiati. Ma nella giornata del trionfo, era tutto cambiato, tutto diverso, tutto nuovo: 1° Christian Abbiati, 2° Sebastiano Rossi, 3° Giorgio Frezzolini. E tante tappe di quella stagione tricolore erano state sancite e scandite – oltre che da gol pesanti – proprio da grandi parate.

ABBIATI: PERUGIA COME ROMA
“Di quel pomeriggio di Perugia, caldo ed eccitante – ricorda Christian Abbiati – come nessun altro nella mia vita, ho il ricordo che giravo felice e leggero per il campo sventolando una bandiera dell’Italia. Dodici anni dopo, me ne sarei ricordato a Roma per lo Scudetto del 2011, stessa cosa e stessa bandiera. Eppure quella stagione 1998-99 dello Scudetto era iniziata in maniera strana per me. In allenamento, io facevo il vice-Bierhoff, ero il centravanti della squadra opposta ai titolari nelle partitelle di Milanello. Nessuno mi considerava come portiere a inizio stagione…”.

ABBIATI: IL SANGUE FREDDO DI BOLOGNA
“Il mio esordio da titolare avviene a Bologna, il 24 gennaio 1999, quattro mesi prima del trionfo di Perugia. Tutti ricordano quella partita per i complimenti che mi fanno alla fine Maldini e Costacurta, ma io so di aver sbagliato: avevo preso gol sul mio palo sulla punizione di Signori e mi sentivo in difetto. Però sono riuscito a reagire, dimostrando calma e sangue freddo. Vincemmo 3-2 e potevamo continuare a lottare. Lo abbiamo fatto fino a Perugia. Prima di quella partita c’era tensione, avvertivamo tutti un’atmosfera strana perché in rosa, eccezion fatta per i senatori, eravamo o giovani o giocatori che non avevano ancora vinto niente…”.

ABBIATI: 20 ANNI DOPO, ANCORA BUCCHI
“È incredibile quella parata che ha salvato il nostro 2-1, il nostro Scudetto. Pensavo di aver fatto una cosa normale, ma è con gli anni che ci si rende conto. I tifosi ancora oggi mi fermano per strada e mi parlano della parata su Bucchi. Ero molto teso quel pomeriggio, fin dal lancio di fumogeni dei tifosi del Perugia, ancora non certissimi di salvarsi, che fecero ritardare l’inizio della patita. Poi la grande gioia e la maglietta con la scritta Briciolina di pane dedicata a Stefania che all’epoca era ancora la mia fidanzata. Ma eravamo già in dolce attesa di Giulia, la nostra unica figlia, che poi nacque a gennaio. Per tutti questi motivi, lo Scudetto del ’99 è un pezzo della mia vita che mi tengo strettissimo”.

IL TABELLINO

PERUGIA-MILAN 1-2

PERUGIA: Mazzantini, Rivas, Campolo, Matrecano (37′ Ripa), Sogliano, Colonnello, Petrachi, Olive, Kaviedes (10’st Bucchi), Nakata, Rapaic. All.: Boskov.
MILAN: Abbiati, Sala, Costacurta, P. Maldini, Helveg, Ambrosini, Albertini, Guglielminpietro, Boban (33’st Leonardo), Bierhoff, Weah. All.: Zaccheroni.
Arbitro: Braschi.
Gol: 11′ Guglielminpietro (M), 31′ Bierhoff (M), 34′ rig. Nakata (P).

Fonte: AC Milan