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Bonucci: “Al Milan per scrivere la storia. Uniti si può tornare ai vertici d’Italia e d’Europa”

Il neo difensore del Milan, Leonardo Bonucci, ha affidato ai propri profili social un lungo post dedicato ai primi giorni in rossonero e agli obiettivi di squadra:

Quando pensi al Milan, vieni subito attratto dalla sua storia, da quella dei campioni che hanno vestito la sua maglia. Penso a Baresi, Costacurta, Maldini, Nesta, Tassotti. Li ammiro per quello che hanno dato al calcio e a questo Club. Loro sono nella leggenda, Io arrivo oggi, per iniziare a scrivere una nuova pagina della storia rossonera e della mia carriera.

Inizia una nuova sfida, una nuova avventura assieme a compagni che come me hanno tanta fame e voglia di vincere. Ringrazio la Società tutta, il Direttore Fassone, il DS Mirabelli e il Mister che mi hanno voluto fortemente e fatto sentire importante e al centro di questo progetto ambizioso.

Sono stato accolto con un affetto e un calore smisurato da parte dei tifosi rossoneri e per questo mi impegnerò, insieme ai miei compagni, per far sì che questo entusiasmo continui e si alimenti durante la stagione, attraverso le vittorie e la voglia da parte di tutti di riportare il Milan ai vertici italiani ed europei, a cominciare dalla prossima gara.

Uniti si può.

#HungrierThanEver #LB19 #AcMilan #NewSeason”.

Accadde oggi: 21 anni fa il 15° Scudetto

28 aprile 1996, il Milan batte la Fiorentina e vince il primo scudetto da 3 punti e con i nomi sulle maglie

Il quarto Scudetto in cinque anni. Ma non solo: uno Scudetto vinto contro una Juventus di Marcello Lippi già nel pieno del suo ciclo, il primo conquistato dal Milan nella sua storia con i 3 punti in palio per ogni vittoria. Il campionato 1995-96 è stato anche il primo con le maglie personalizzate, con il numero abbinato al cognome del giocatore stampato sulle sue spalle. Tanto è vero che la stagione iniziò con il dibattito fra Dejan Savicevic e Roberto Baggio: a chi la maglia numero 10? Alla fine, 10 a Savicevic e maglia numero 18 a Roberto Baggio che è nato il 18 febbraio 1967 e che dichiarava in estate: “Nessuna gelosia, Dejan quella maglia se l’è sudata e ci teneva giustamente molto. Ho rinunciato volentieri e non esiste nessun dualismo: Savicevic è bravissimo con gli assist, io vedo di più la porta”.

LA PRIMA STAGIONE SENZA VAN BASTEN DOPO 8 ANNI
Marco Van Basten ormai non giocava più dal maggio 1993, ma per due anni il Milan ha covato la speranza, forse anche solo il sogno, di poterlo rivedere sui campi di gioco con la propria maglia. Ma nell’agosto 1995, il Cigno getta la spugna. Il suo posto lo prende George Weah, avversario del Milan pochi mesi prima nella semifinale di Coppa dei Campioni con la maglia del Paris Saint Germain. Quasi a farlo apposta, a marcare la differenza, è proprio del bomber africano il primo dei 60 gol con cui il Milan vincerà il Campionato. Prima giornata, stadio Euganeo, Padova-Milan 1-2. In gol anche Franco Baresi contro i veneti di Lalas e Galderisi.

LE 2 VITTORIE “BIANCONERE” DEL MILAN
Ci sono due vittorie-chiave nell’avvio di campionato del Milan. La prima alla seconda giornata contro la nascente Udinese di Alberto Zaccheroni. A cinque minuti dalla fine il risultato è in parità e Roberto Baggio non sta giocando benissimo, ma Fabio Capello lo tiene in campo: “A gente come lui basta una palla, anche durante una prestazione non brillante”. E infatti il Codino segna il gol del 2-1. Un mese dopo arriva la Juventus campione d’Italia a San Siro e il Milan deve riscattarsi perché, dopo le prime quattro vittorie consecutive nelle prime quattro giornate di campionato, era arrivata una sconfitta a Bari firmata da Gautieri. Contro la Juventus, la prima mezz’ora del Milan è devastante: non solo i gol di Simone e Weah, ma tanto ritmo e tante occasioni. Poi Del Piero accorcerà le distanze, in ogni caso il confronto diretto dice 2-1 a favore del Milan.

SIMONE E BAGGIO, GLI AMICI DI RE GEORGE
Capello alternava Marco Simone e Roberto Baggio come partner offensivi di George Weah. Il campione liberiano era amico di entrambi. Passava tante ore con Marco Simone, ma amava scherzare con Robi. Tanto è vero che a fine carriera Weah ricorderà spesso divertito proprio quello che gli diceva sempre Baggio: “Il calcio, George, è tutto un magna magna generale”. E Giorgione rideva… A novembre proprio Simone firma il 3-2 sul Cagliari nella gara in cui Lulù Oliveira morde il polpaccio di Savicevic, mentre Weah guida il Milan al successo a Roma contro la Lazio in una partita-chiave per il titolo rossonero. Dal canto loro, Weah e Baggio segnano nella stessa partita a Firenze, nella gara pre-natalizia che termina 2-2 ma che i rossoneri avrebbero meritato di vincere. A proposito di Fiorentina: il 28 gennaio il Milan privo di Weah impegnato in Coppa d’Africa, è di scena a Udine in una difficile trasferta, mentre i viola sono attesi da un turno sulla carta favorevole in casa contro il Vicenza. I viola potevano quindi superare il Milan in classifica e quel giorno su TMC, rete di Vittorio Cecchi Gori, va in onda il film “Il sorpasso”. Ma in realtà il Milan vince 2-0 a Udine grazie ai gol di Maldini e Boban, mentre il Vicenza blocca la Fiorentina sull’1-1…

LA LUNGA MANOVRA DI ATTERRAGGIO VERSO IL 28 APRILE
Nel girone di ritorno, il Milan gestisce sostanzialmente il suo vantaggio. Incamerato il Pallone d’Oro per Weah, campione d’inverno a metà gennaio, il Milan 1995-96, la squadra dello scudetto numero 15, deve superare un solo momento davvero difficile. Siamo a metà marzo e dopo aver perso beffardamente il derby di ritorno per via di un gol di Branca, i rossoneri vengono sconfitti 3-0 a Bordeaux ed escono dalla Coppa UEFA. I tifosi si arrabbiano molto, pensano che il Milan abbia perso per malavoglia contro Zidane e Dugarry e nel pre-gara di Milan-Parma contro il pullman rossonero arrivano le uova. Poi però, in campo, Baggio e Savicevic giocano una grande partita: 3-0 per il Milan e grande prestazione. Da quel momento in poi, i rossoneri ottengono le vittorie più pesanti in trasferta, contro Piacenza, Cagliari e Napoli. Si arriva così alla partita decisiva del 28 aprile 1996: Milan contro Fiorentina, Baggio e Savicevic contro Rui Costa. I rossoneri vincono 3-1 e parte la grande festa per il titolo. Dopo le due gare successive, Sampdoria-Milan 3-0 e Milan-Cremonese 7-1, il campionato si chiude e Fabio Capello lascia Milanello.

Fonte: acmilan.com

Gigi l’imbattuto: la storia rossonera di Lentini

Il 26 aprile del 1992 l’ultima volta di Lentini granata, prima di passare al Milan…

Con la maglia del Torino, in casa propria, al Delle Alpi, dove era amato e coccolato, Gianluigi Lentini non ha mai perso contro le Invincibili armate rossonere di Sacchi prima e di Capello poi. Sembrava che poi al Milan non dovesse andarci nemmeno più, invece 25 anni fa, un 2-2 fra Torino e Milan al Delle Alpi era stata, il 26 aprile 1992, anche se non dichiarata, la partita del saluto di Gigi alla sua gente prima di tuffarsi sulla Torino-Milano con deviazione per Milanello.

LENTINI E LE PRIME CREPE NEL MILAN SACCHIANO
Il Milan allenato da Arrigo Sacchi era carico di gloria, innovativo nel gioco, sempre a bersaglio in fatto di trofei europei e mondiali. Però era capitato anche a quella squadra di essere processata. Accadde proprio dopo un gol quasi decisivo di Lentini. In un grigio pomeriggio del novembre 1990, un Milan reduce dal gol-beffa di Nicola Berti dopo un derby molto ben giocato dalla squadra rossonera, subisce una rete di testa proprio di Gigi Lentini al Delle Alpi. La squadra rimedia il pareggio solo al 91′, con un gran tiro di Paolo Maldini, ma questo “particolare” non la esime da critiche, le prime dure e dolorose critiche su una possibile involuzione del progetto tecnico-tattico sacchiano. In pratica non la prima pietra, ma la prima crepa quella aperta dall’ala di Carmagnola. Non a caso, quando poi l’ormai ex granata si sarebbe deciso a dire sì al Milan non avrebbe trovato l’Arrigo ma Don Fabio.

GIGI E SILVIO LENTINI AVVERSARI IN VARESE-MILAN
A maggio 1992 sembra certo e definitivo l’accordo fra Milan e Torino per vestire Lentini di rossonero, a giugno ecco però il gran rifiuto del tornante della Nazionale che, pur di non lasciare Torino, preferirebbe anche trasferirsi alla Juventus piuttosto che cambiare città. La vicenda si sblocca poi a luglio, quando Lentini si convince a far parte di un progetto di rilancio del grande Milan berlusconiano che voleva a tutti i costi presentarsi con una grande squadra al ritorno in Champions League dopo l’anno di esclusione dalle Coppe. Ad accogliere Lentini, la ciliegina sulla torta dopo gli arrivi di Papin ed Eranio, di Boban e Savicevic, ci pensa Fabio Capello. La prima volta che lo impiega risale al 26 luglio 1992, amichevole fra Varese e Milan, con Silvio Lentini in maglia biancorossa e Gigi Lentini con quella rossonera. Un inizio soft, quasi in famiglia, con il fratello dall’altra parte per Gigi che in ogni caso non segna, doveva ancora ambientarsi, nella sgambata vinta 2-0 dal Milan con le reti di Simone e Boban.

PRIMO ANNO AL MILAN: LA RIVALITÀ CON NICOLA BERTI
Gigi Lentini fa un grande primo anno in rossonero, forse non all’altezza delle aspettative mediatiche dopo un trasferimento molto costoso, molto combattuto e per alcuni aspetti anche molto dibattuto, ma chi lo ricorda bene lo rivaluta. Sempre titolare con Capello sia in Campionato che in Champions League, e Fabio non regalava niente a nessuno, in gol nelle prime goleade rossonere della stagione (5-4 a Pescara e 7-3 a Firenze), a segno anche nel derby contro l’Inter, Gigi è lanciatissimo in quel 1992-93. Corre, gioca, tira, segna, scorazza. Non è l’unico protagonista come nel Torino perché al Milan ci sono tanti campioni, ma il suo apporto è ugualmente molto importante. Concorrenti in Nazionale, entrano poi in attrito, in chiave derby milanese, proprio Lentini e l’avversario nerazzurro Nicola Berti. Dopo il primo derby di Coppa Italia, nell’andata dei quarti di finale a febbraio 1993, l’interista contesta la manutenzione del manto erboso di San Siro curata dal Milan e Gigi risponde: “Non è vero, non si gioca malissimo su questo campo che resta difficile, almeno il Milan si impegna per renderlo il meno accidentato possibile, altri invece parlano e basta”.

IL MILAN FA DI TUTTO PER GIGI, ANCHE SORDO A MILANELLO
Sappiamo tutti che lo spartiacque negativo della carriera rossonera di Lentini risale alla notte fra il 2 e il 3 agosto 1993 quando dopo aver giocato, bene, entrambe le partite del Milan a Marassi contro Genoa e Flamengo per il Trofeo del Centenario rossoblù, un incidente stradale incrina gravemente la parabola di Gigi. Dopo quel brutto episodio, il ragazzo torna in campo nei minuti finali di un Milan-Piacenza 1-1 di Coppa Italia del novembre 1993 ma sia fisicamente che psicologicamente è ancora in ritardo. Capello aveva provato a stimolarlo, a fargli sentire ancora l’odore del campo ma i tempi non erano ancora maturi. È a primavera, con la sua presenza dal primo minuto sia in un Napoli-Milan 1-0 del 27 marzo 1994 che nella partita-Scudetto del 27 aprile 1994, ovvero Milan-Udinese 2-2, che Lentini torna davvero a giocare. Ma la frase-etichetta, il “Non è più lui” comincia a tormentarlo. Nell’estate del 1994, per il completo recupero anche umorale di Gigi, il Milan acquista per 5 miliardi di lire Gianluca Sordo. Erano amici fin dagli anni della Primavera granata, condividevano lo stesso appartamento negli anni della Prima squadra, ma anche la presenza di Sordo in spogliatoio non sblocca del tutto Gigi che nell’estate del 1996, dopo 63 gare ufficiali e 13 gol, lascia il Milan. E con lui, anche Sordo.

Fonte: acmilan.com