Hakan Calhanoglu: la scheda e la carriera

Nome: Hakan. Cognome: Calhanoglu. Non stiamo parlando di un giocatore qualsiasi. Per qualità, capacità balistiche e abnegazione tattica il talento ex Bayer Leverkusen può essere definito uno dei prospetti più interessanti del panorama europeo. Il classe ’94 – passaporto tedesco (è nato a Mannheim) ma di nazionalità turca – è un trequartista atipico, in grado di giocare con disinvoltura sia sull’esterno che come seconda punta. Per molti, Hakan, è la vera e propria evoluzione del numero 10: non statico, bensì dinamico e in grado di accelerare il gioco con rapide verticalizzazioni. La conseguenza è un maggiore tasso di rischio, ma è proprio questo fattore a renderlo imprevedibile e determinante (dal 2013/14, solo Max Kruse – 282 in 121 presenze – ha creato più occasioni per i compagni in Bundesliga di Calhanoglu – 253, in 111 gare -). Tempo e spazio: sono queste le caratteristiche che gli permettono di essere un giocatore sempre al centro della manovra. Le sue grandi qualità lo portano a pensare prima, e fare poi, giocate difficili (ma efficaci) in pochissimo tempo. Non solo. Nel suo repertorio spiccano le sue doti balistiche da calcio piazzato. Racconta di ispirarsi a Juninho Pernambucano e David Beckham, e i risultati gli danno ragione. Riesce ad imprimere al pallone traiettorie beffarde, in grado di sorprendere i portiere avversari (per informazioni chiedere a Weidenfeller). Un talento completo, arrivato al Milan alla ricerca della consacrazione definitiva.

Hakan cresce nel settore giovanile del Karlsruhe, facendo il suo esordio in prima squadra nel 2011. In due anni colleziona 55 presenze e 17 gol con la maglia bianco-blu, finendo sui taccuini di molte squadre blasonate. Alla fine è l’Amburgo a bruciare la concorrenza e ad assicurarsi il giovane turco, che nella stagione 2013-2014 conferma le sue grandi qualità chiudendo l’annata con 38 partite giocate e 11 reti. Su tutte la magia da 41 metri del 22 febbraio 2014 che consegna all’Amburgo il successo nella sfida contro il Borussia Dortmund. A rafforzare le sue prestazioni ci sono giocate e assist da assoluto protagonista. Tutto questo non passa inosservato a Roger Schmidt (tecnico del Bayer Leverkusen), che decide di puntare su di lui affidandogli le chiavi della manovra delle aspirine. In due stagioni e mezzo (gli ultimi 4 mesi non li ha giocati a causa di un pre-contratto firmato e non rispettato nel 2011 con i turchi del Trabzonspor) ha totalizzato 87 presenze e 20 gol tra Bundesliga e Coppa tedesca. Il tutto condito dall’esperienza con la maglia della nazionale turca a cui ha fatto seguito la convocazione per gli Europei del 2016 in Francia.

Fonte: AC Milan

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